Finlandia a un passo dalla Nato: così Helsinki rafforzerà l’Alleanza
Superato il veto turco e ricevuta la ratifica ungherese, la Finlandia si prepara a entrare prima della Svezia. Una svolta storica che porterà benefici indubbi alla Nato
dal nostro inviato Michele Pignatelli
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HELSINKI - Il conto alla rovescia per l’ingresso della Finlandia nella Nato, venuto meno il veto turco e dopo l’approvazione da parte del Parlamento ungherese lunedì, è ormai cominciato. Eppure, paradossalmente, in una Helsinki che aspetta sotto la neve le imminenti elezioni politiche, il tema – di portata storica – non fa parte della campagna elettorale.
Una svolta assente dal dibattito elettorale
Non è del resto oggetto di contesa politica, avendo raccolto il consenso generalizzato dei partiti, che si sono mossi in anticipo completando l’approvazione parlamentare prima del voto. Senza contare il ruolo di guida in materia di politica estera che la Costituzione finlandese attribuisce prima di tutto al presidente della Repubblica, seppure in cooperazione con il governo.
Il passaggio è però epocale ed è a questo punto quasi certo che Helsinki avrà luce verde prima di Stoccolma, come conferma Matti Pesu, a capo della ricerca dell’Istituto finlandese affari internazionali su sicurezza nordeuropea e Nato.
«E’ molto probabile che la Finlandia vada avanti da sola – sottolinea -. È qualcosa che i finlandesi vedono come una piega sfortunata che hanno preso gli eventi, perché era un nostro sincero interesse procedere mano nella mano con la Svezia. La visita in Turchia del presidente Niinisto (che ha ricevuto il 18 marzo la “benedizione” di Erdogan all’ingresso di Helsinki nella Nato, ndr) avrebbe potuto avere luogo uno o due mesi prima, ma il Governo non ha voluto apparire troppo proattivo nei confronti dei turchi, perché ciò avrebbe irritato gli svedesi. Durante tutto il processo, gli interessi principali sono stati due: diventare un membro della Nato il più rapidamente possibile, ma anche mantenere relazioni cordiali con Stoccolma e assicurarsi che la Svezia sia un membro dell’alleanza, perché questo è un interesse cruciale per la sicurezza della Finlandia».
Aspettando Stoccolma
Pesu respinge però i timori che un ingresso non contemporaneo di due Paesi così profondamente integrati possa comportare dei rischi.









