Villa Certosa passa da Berlusconi allo sceicco Al Thani
L’ammontare dell’operazione sarebbe pari a 300 milioni di euro. L’ipotesi è di farne un hotel di extra-lusso
di Paola Dezza
3' di lettura
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Sarà quasi certamente una delle transazioni più ricche per singolo asset del 2025 quella che riguarda il passaggio di mano di Villa Certosa dagli eredi di Silvio Berlusconi al già ricco portafoglio immobiliare sardo del Qatar.
Chiedilo al Sole
La villa di Porto Rotondo, affacciata sul golfo di Marinella, che dagli anni Ottanta fu teatro delle vacanze della famiglia Berlusconi ma anche di incontri e vertici politici internazionali - da George W. Bush a Tony Blair e Vladimir Putin -, sarebbe stata ceduta per una cifra intorno ai 300 milioni di euro, poco più della metà di quei 500 milioni inizialmente ipotizzati quando la dimora è finita sul mercato più o meno due anni fa. A comprare sarebbe Al Mirqab Group, lo stesso soggetto che ha recentemente preso parte all’operazione immobiliare con il gruppo della moda Kering su via Montenapoleone 8, nel cuore del Quadrilatero della Moda milanese, attraverso una struttura societaria partecipata all’80% dal gruppo qatariota e al 20% dal gruppo francese.
Al Mirqab fa parte della galassia di società riconducibili all’emiro Tamim bin Hamad Al-Thani, sovrano del Qatar dal 2013. La controllante di Al Mirqab è quella Constellation hotels holding, società lussemburghese, che figura come uno dei veicoli per gli investimenti immobiliari del Qatar.
L’emiro aggiunge così un trophy asset agli hotel detenuti in Sardegna attraverso Smeralda Holding. I cinque alberghi più esclusivi della Costa Smeralda acquistati dalla Colony capital di Tom Barrack nel 2012 per una cifra intorno ai 600 milioni di euro. Il celebre Cala di Volpe, il Romazzino, che di recente è passato alla gestione di Belmond, Pitrizza e Hotel Cervo, al quale si sta per aggiungere l’albergo lifestyle creato nell’ex Cervo tennis club. Una offerta che si è arricchita negli anni di ristorazione di alto livello, mentre sulla proprietà insistono ancora alcune costruzioni tipiche (stazzu) che non sono state vendute o riconvertite.
La zona della Costa Smeralda a suo tempo è stata sviluppata dall’Aga Khan e sarà sempre più il nuovo baricentro dell’ospitalità italiana, ma anche terreno di caccia privilegiato per investitori internazionali che puntano a una seconda casa. Anche se questa ultima operazione potrebbe essere il preludio all’apertura di un nuovo hotel extralusso. Un’ipotesi oggi sotto traccia, anche per via delle polemiche sullo sviluppo discusso di Tavolara Bay che tiene banco in questi giorni.






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