Fineco, disco verde a ipotesi divisione ruoli ad e dg
L'istituto sta diventando grande e potrebbe aver necessità di un cambiamento. Per adesso Foti rimane in sella con entrambi le cariche
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(Il Sole 24 Ore Radiocor) FinecoBank ha messo le basi per poter separare il ruolo di amministratore delegato della società da quello di direttore generale. Per adesso si tratta solamente di un'opzione sul tavolo, ma negli ambienti finanziari già ci si interroga sul futuro assetto manageriale dell'istituto. Il cambiamento, comunque, è radicale dal momento che fino ad oggi per statuto le due cariche di ad e dg dovevano essere ricoperte dalla medesima persona, che dal 2014, anno della quotazione in Borsa di Fineco, è Alessandro Foti. Per la verità il manager è alla plancia di comando dagli esordi della società, dal 2000, ma precedentemente all'ipo solo come ceo.
Modifica statuto non implica cambiamenti immediati
Nel dettaglio l'assemblea straordinaria di Fineco ha approvato la modifica dello statuto sociale, in particolare gli articoli 15 e 17, prevedendo la separazione tra il ruolo di ceo e quello di direttore generale ed eliminando l’attuale vincolo che impone di cumulare le due cariche nella stessa persona. Il presidente uscente della società, Marco Mangiagalli, da oggi sostituito da Francesco Saita, ha spiegato agli azionisti riuniti nell'assise che il semaforo verde incassato sulla modifica dello statuto «non impone un cambiamento immediato, ma lascia le porte aperte alla possibilità di valutare in futuro la separazione delle due cariche». Del resto, ha detto, in tal modo verrà assicurata a Fineco una maggiore flessibilità organizzativa, per rispondere con efficacia alla trasformazione del quadro riferimento, che sta diventando sempre più complesso. Lo stesso Foti ha dato la propria versione agli azionisti. «Penso che sia sotto gli occhi di tutti che la banca sta diventando sempre più rilevante e importante e sta ampliando le sfere di azione all'orizzonte. In più c'è in programma l'espansione di Fineco a livello internazionale, a livello europeo». Insomma per far fronte di questa articolata e crescente complessità della società, il board ha deciso di proporre il cambiamento statutario all'assemblea cosi da avere le mani libere per valutare in qualsiasi momento l'opzione di «separare la carica di amministratore delegato da quella di direttore generale se questo risulterà nell’interesse della banca stessa, in modo da garantire sempre efficacia e flessibilità, ha detto Foti, concludendo: «prevenire è meglio che curare». Ovviamente l'eventuale investitura di un direttore generale dovrà riscuotere il benestare del consiglio di amministrazione. In occasione del Capital Market Day di Fineco, che si è tenuto lo scorso marzo, Foti aveva garantito la volontà di rimane saldamente al proprio posto, ritenendo di avere energia per dare valore aggiunto alla società. In ogni caso, come in tutte le aziende che pensano al futuro, aveva sottolineato, in Fineco già si sta preparando la squadra del domani.
Confermata la volontà di espansione all'estero
Sicuramente dall'assemblea dei soci è arrivata forte e chiara la conferma che Fineco crede nel progetto di espansione all'estero. Sempre in occasione del Capital Market Day della banca era già stato indicato che il piano strategico prevede il lancio di una nuova piattaforma paneuropea, focalizzata prevalentemente sul brokerage per la quale sono previsti costi fissi pari a circa 5 milioni nel 2026, e circadi 5-10 milioni per ognuno degli anni successivi fino al 2029.
Nessuno ci ha avvicinato per comprarci
Tornando all'assemblea, Foti ha illustrato ai soci i conti registrati della banca, fortemente cresciuti nel giro di pochi anni, con ricavi e utile netto passati rispettivamente da 804,5 milioni di euro del 2021 a 1,3 miliardi e da 349,2 milioni a 647 milioni dell'anno scorso. Livello, quest'ultimo, che ha permesso di distribuire una cedola di una cedola di 0,79 euro per azione, che verrà staccata il 18 maggio 2026. Il risultato netto del 2025 è stato lievemente sotto quello dell'anno precedente, ma a causa del movimento sui tassi di interesse che ha finito per erodere i margini, Comunque l'ambizione della società, ha ribadito Foti in assemblea, sarà crescere ancora nei prossimi anni per via organica, acquistando sempre nuove quote di mercato. Il manager non ha mostrato preoccupazione per gli eventuali impatto della guerra in Medio Oriente. «La banca è stabile e proseguirà nel suo percorso di crescita dei ricavi e utili, come è sempre stato dalla sua quotazione in Borsa». Quanto a eventuali ipotesi che sia nel mirino di altri istituti, come chiesto da un azionista, il ceo ha tagliato corto asserendo «nessuno si è avvicinato o ci ha contattati».
Nominato il nuovo board, Saita presidente
L'assemblea degli azionisti, nella parte ordinaria, oltre ad approvare il bilancio 2025 e la cedola, ha nominato il nuovo board, composto da tredici membri, che rimarranno in carica per i prossimi tre esercizi, ossia fino al 2029, confermando Foti alla guida. In particolare il cda nominato è composto da Francesco Saita (indicato presidente), dall'ad Alessandro Foti, Maria Alessandra Zunino de Pignier, Giancarla Branda, Maria Lucia Candida, Fabio De Ferrari, Silvia Merlo, Alessandra Antonelli, Mauro Baragiola, Matteo Bruno Renzulli (nomi appartenenti alla lista uno proposta dal cda, che ha incassato oltre l'80% dei voti), Marin Gueorguiev, Francesca Dominici e Roberto Ruggero Capone (quest'ultimi tre della lista Assogestioni).









