Fine Art Paris inaugura le fiere d’autunno
Un centinaio di gallerie presenta opere da poche migliaia di euro per incisioni, multipli e carte a qualcuna milionaria: la gran parte dell’offerta è sotto i 200 mila euro
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I punti chiave
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La prestigiosa cornice del Grand Palais fa da sfondo dal 18 al 23 settembre a Fine Art Paris, primo appuntamento autunnale con le fiere d’arte in Europa. Sin dal titolo in inglese, l’ambizione è di attrarre gallerie e pubblico al di fuori dei confini parigini, un obiettivo che quest’anno è stato raggiunto con la presenza di diverse gallerie inglesi, belga, tedesche, spagnole e americane. Mancano all’appello gli operatori italiani, pur presenti in passato, forse per la vicinanza con la Biennale d’Antiquariato a Firenze. In termini di periodi e culture, la preminenza di gallerie francesi dà forte impulso all’arte locale, con grande offerta di pittura informale francese e sculture del ‘900 in bronzo.
I prezzi richiesti dalle circa cento gallerie partecipanti vanno da poche migliaia di euro per incisioni, multipli e lavori su carta, soprattutto quelli proposti nella sezione ‘curata’ delle nuove proposte (Nouveaux Horizons), come i disegni presentati dalla galleria Fa Presto (sotto la soglia dei 10 mila euro), a qualche opera milionaria, mentre la gran parte dell’offerta si situa sotto lo soglia dei 200 mila euro.
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Opere milionarie
L’eccezione è la galleria internazionale Landau, che si posiziona fermamente nella fascia plurimilionaria, con lavori già presentati più volte a diverse fiere prestigiose di artisti come Mirò, Picasso, Magritte, Dubuffet. In questa categoria si trova anche la galleria commerciale Opéra, che presenta due lavori monumentali da parete di oltre 3 metri, rispettivamente una composizione dai colori accesi di Niki de Saint Phalle del 1969 con richiesta di oltre 1,5 milioni di dollari, e una composizione di Dubuffet del 1972 a 3,4 milioni di euro. Anche la presentazione dedicata a Picasso della Galerie de l’Institute espone diversi ritratti di due sue muse, Jacqueline e Dora Maar, con prezzi oltre le centinaia di migliaia di euro.
Il Novecento francese
Il comparo più ricco è indubbiamente quello dell’arte locale del dopoguerra. Fra queste spicca la proposta della Galerie Bert che organizza una piccola mostra dal titolo ‘Cocteau Galaxy’ in cui associa un gruppo di opere dell’artista ad altrettante dei suoi contemporanei ed amici quali Dalì, Picasso e Picabia. La galleria Dina Vierny propone in modo scenografico un dialogo fra le geometrie colorate di Serge Poliakoff, con due guaches a 130 mila euro ciascuna, e un lavoro ad olio più piccolo a 120 mila euro, e le sculture e disegni di Maillol.
Un dialogo intimo si svolge anche allo spazio della Galleria Mala di Nizza, che cura un ottimo confronto fra Hans Hartung (due volte, prima e dopo le turbolenze della seconda guerra mondiale) e la moglie Anna-Eva Bergman, i cui prezzi si stanno allineando a quelli del già più noto marito: da una parete si può scegliere uno dei diversi lavori su carta monocromatici (prezzi da 22-60 mila euro), mentre gli oli proposti vanno dai 150 mila euro fino a 295 mila per i lavori storici con elementi metallici su lino di maggiori dimensioni. Si tratta di opere meditative dalla palette contenuta, un ricerca elegante ma non immediatamente attraente, memore del periodo turbolento vissuto durante la guerra.
Diverso approccio della Galerie Omagh che presenta una sola artista, Mithe Espelt, occitana recentemente scomparsa a oltre 90 anni, con opere solari a cavallo fra arte e design, come gli specchi proposti a 5-45 mila euro, e le scatole di ceramica fra 5-7 mila euro. Fra le gallerie parigine non mancano quelle dedicate alle arti non europee, fra cui la Aborigene Galerie che porta in vendita opere dalla collezione del fondatore Nicolas Andrin, una piccola antologia che parte dai piccoli lavori su eucalipto degli anni ‘50-60 a diverse migliaia di euro, fino alla oramai affermata Emily Kngwerrey la cui opere del 1993 di medie dimensioni richiede 160 mila euro.
Presenze italiane
L’assenza di gallerie italiane ha come conseguenza una riduzione della presenza di artisti italiani in fiera. Non manca qualche lavoro di Fontana su carta, ed una sua inusuale piccola ‘Natura’ scultura del 1963 (in edizione di 90) in due parti con foro di proiettile proposta a 22 mila euro della galleria Alexis Lartigue. L’opera più interessante è portata dalla galleria Terrades: una caratteristica composizione di figure di Depero ‘I Martellatori’ dai colori sgargianti (richiesta 70 mila euro), probabilmente dipinta nel 1924 e ritoccata e firmata nel 1948, con un passato in mani sudamericane dopo essere stata esposta alla seconda Biennale di Sao Paolo in Brasile: le etichette al retro testimoniano questa interessate storia internazionale. Richiesta simile (60 mila euro) per una composizione onirica notturna di Casorati proposta dalla galleria Drylewicz. Anche la galleria newyorkese Rosenberg dà spazio ad un paio di artisti italiani con una carta di Alighiero Boetti e una scultura di Manzù. La galleria Xavier Eeckhout omaggia il bergamasco Attilio Nani con in suo grande frontale di camino in rame modellato su legno con figure di animali, opera che trova un compratore già nelle prime ore di apertura della fiera.













