Verso le elezioni europee

Finanziamenti elettorali: un quarto delle donazioni private in Europa va a populisti ed estremisti

Un'indagine rivela che i partiti di estrema destra, estrema sinistra e populisti ricevono un quarto dei finanziamenti privati nell'UE, con possibili conseguenze sulle elezioni europee

di Angelica Migliorisi

Manifestanti con cartelli contro l’AfD si riuniscono davanti all’Eventzentrum Marl prima della campagna elettorale del partito Alternativa per la Germania (AfD) per le elezioni del Parlamento europeo EPA/CHRISTOPHER NEUNDORF

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I partiti estremisti e populisti vincono la battaglia dei finanziamenti privati. Con le elezioni per il Parlamento europeo ormai imminenti, un’indagine ha rivelato un massiccio afflusso di fondi privati ai partiti di estrema destra, estrema sinistra e populisti, con un quarto di tutti i finanziamenti privati ai partiti politici nell’Unione Europea che ora fluisce verso questi movimenti. Un incremento da milioni di euro, che potrebbe avere un impatto significativo sui risultati elettorali.

Il progetto, guidato da Follow the Money e sostenuto da The Guardian e altri 26 media partner, ha prodotto “Transparency Gap”, la più ampia analisi mai realizzata sul finanziamento politico nell’Unione Europea. I dati raccolti dai rapporti annuali di oltre 200 partiti in 25 Paesi mostrano che circa 150 milioni di euro, equivalenti a un euro su quattro di tutte le donazioni private tra il 2019 e il 2022, sono stati destinati a partiti con orientamenti politici estremisti.

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I risultati dell’indagine

La ricerca evidenzia che i gruppi di estrema destra hanno ricevuto oltre 97 milioni di euro, mentre i finanziamenti ai partiti populisti e intransigenti hanno catturato quasi 500 milioni di euro nello stesso periodo. Questo notevole afflusso di denaro non pubblico, che comprende donazioni di membri, politici e altri sostenitori privati, ha visto un aumento significativo in Paesi come Francia, Italia, Ungheria e Polonia, dove le forze nazionaliste e di estrema destra sono in crescita.

Nonostante l’obbligo per i partiti di dichiarare i loro introiti da fonti sia pubbliche che private, l’indagine ha messo in luce una significativa “scatola nera” di finanziamenti, con tre quarti dei Paesi che non pubblicano informazioni complete su chi sono i donatori. Questo divario di trasparenza, anche quando i partiti rispettano le regole nazionali, non ha mostrato segni di illeciti, ma non mancano interrogativi sulla potenziale corruzione, come sottolineato da uno studio commissionato dal Parlamento europeo.

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