Esg e dintorni

Finanza sostenibile, in Medio Oriente e Nord Africa grandi passi avanti

Emirates Nbd prima banca dell’area a pubblicare report green con standard internazionali. Risultati Esg anche in altri Paesi

di Andrea Curiat

4' di lettura

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La Emirates Nbd è la prima banca dell’area Medio Oriente, Nord Africa e Turchia (Menat) a pubblicare un report di sostenibilità in linea con gli standard internazionali Ifrs S1 e S2 dell’International Sustainability Standards Board (Issb). I criteri Ifrs sono stati varati nel giugno del 2023 con l’obiettivo favorire una maggiore uniformità e trasparenza, a livello globale, nelle rendicontazioni finanziarie dei mercati del capitale. L’adesione da parte della Emirates Nbd, una delle più importanti banche degli Emirati Arabi Uniti, rappresenta un primo ma significativo passo avanti per la sostenibilità del settore finanziario nella regione Menat.

I risultati Esg

Nel dettaglio, il report Issb rilasciato da Nbd include delle disclosure specifiche sui rischi e le opportunità collegati alla sostenibilità, rispondenti agli standard Ifrs S1; e i requisiti di trasparenza sul cambiamento climatico richiesti dagli S2. Tra i risultati Esg evidenziati nel rapporto vi è la raccolta nel 2024 di 2,25 miliardi di dollari in fondi per finanziare la transizione energetica sui mercati del capitale globali, una riduzione del 15% delle emissioni Scope 1 & 2 negli Uae rispetto al 2023, e il 18% di donne in posizioni di leadership pari.

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Tra gli obiettivi futuri vi è invece il raggiungimento del net zero entro il 2050; lo stanziamento di 30 miliardi di dollari per la finanza sostenibile entro il 2030; e un aumento della quota di donne manager al 25% entro il 2027. «Siamo fieri di essere la prima banca nella regione del Menat a pubblicare il report inaugurale rispondente agli standard Issb, aprendo la strada nella reportistica della sostenibilità», ha commentato Vijay Bains, cfo della Emirates Nbd.

 

Finanza Esg in Medio Oriente: il polso della situazione

Mentre l’Ue mantiene la rotta e gli Stati Uniti tirano il freno, qual è lo stato della sostenibilità nell’industria finanziaria del Medio Oriente? Alcuni dati emergono dal report 2024 di Ernst & Young, che traccia il progresso collettivo delle banche del Mena in termini di pratiche Esg. Da questo risulta che, a fine 2023, il 70% delle banche del Menat avevano pubblicato piani e strategie di sostenibilità, con un 20% di istituti all’avanguardia in termini di performance effettive. Tuttavia, le buone intenzioni non sono sempre supportate da una struttura in grado di implementarle in modo efficace. Il 45% delle banche sottoposte all’indagine di Ey erano prive di un comitato o di una commissione Esg a qualsiasi livello; solo una su tre aveva nominato un chief sustainability officer; e ancora meno, una su cinque (il 20%), offriva incentivi e bonus ai manager collegati anche agli obiettivi Esg oltre che alle normali performance commerciali.

Più concreto l’intervento degli istituti di credito sull’economia locale. Il 70% delle banche eroga prestiti destinati a progetti per la produzione di energie rinnovabili, il 65% emette green bond e affini e il 45% offre prestiti collegati alla sostenibilità. Il vero punto di debolezza risiede nella mitigazione di rischi connessi al cambiamento climatico. Più dell’80% delle banche censite da Ey non ha alcun tipo di policy o dichiarazione di intenti su questo fronte specifico.

Le iniziative locali

In alcuni Stati del Menat, la regolamentazione del settore finanziario si sta muovendo per sostenere una maggiore trasparenza sul fronte della sostenibilità. In Bahrain, il governo si è impegnato per rispettare i Sustainable development goal (Sdg) delle Nazioni Unite, e per ridurre di un terzo le emissioni di CO2 entro il 20230 (il net zero è ancora lontano per l’economia, fortemente dipendente dalla produzione di petrolio e dal gas, ed è fissato per il 2060). In quest’ottica di apertura alle pratiche Esg, a partire dal dicembre 2024 tutte le banche, le società di assicurazione e altre società finanziarie devono rispondere a nuovi requisiti di reportistica Esg.

Nell’ottobre del 2024, la Partnership for carbon accounting financials (Pcaf) si è estesa proprio al Mena, con una nuova divisione locale co-presieduta proprio dalla Emirates Nbd e da First Abu Dhabi Bank. L’obiettivo è stimolare la collaborazione con nove altre istituzioni della regione che hanno aderito alla Pcaf, per migliorare la comunicazione e la divulgazione sulle emissioni del settore finanziario.

In Egitto, in linea con la Vision 2023 e gli obiettivi di sostenibilità dell’Onu, le banche hanno lanciato 24 programmi di finanziamento nei settori ambientali e sociali; il settore bancario locale ha aderito ai Principles for responsible banking, emessi dall’Environment programme finance initiative delle Nazioni Unite (Unep Fi), con l’obiettivo di allineare le strategie locali con gli obiettivi di sostenibilità Sdg. Gli sforzi si sono meritati un miglioramento del rating per l’Egitto da parte del Sustainable banking and finance network, parte del World Bank Group.

La strada per la sostenibilità

La strada per la sostenibilità in Medio Oriente e nelle regioni limitrofe è ancora lunga, ma i progressi nel settore finanziario sembrano concreti. Il Menat è una delle regioni al mondo più esposte ai rischi climatici: un working paper della World Bank pubblicato a marzo stima che, entro il 2050, la regione potrebbe essere costretta a importare fino al 50% dell’acqua necessaria per soddisfare il fabbisogno della propria popolazione. Le popolazioni sul territorio sono esposte, secondo lo studio, a una “tripla minaccia”: inquinamento atmosferico, siccità grave, calore estremo. Ognuna di queste potrebbe peggiorare con gli effetti del cambiamento climatico, colpendo in maniera sproporzionata proprio la fascia più povera della popolazione - in una regione in cui, ricorda lo studio, il 40% degli abitanti vive al di sotto della linea di povertà.

Le banche e gli altri istituti finanziari del Menat potrebbe avere un ruolo fondamentale non solo nel finanziare la transizione energetica, ma anche nell’aiutare la popolazione a sostenere le avversità descritte dal report. Una maggiore trasparenza e reportistiche conformi agli standard internazionali rappresentano un passo fondamentale (anche se, da solo, non sufficiente) per porre le fondamenta di un sistema finanziario più attivo, affidabile e impegnato nell’indispensabile attività di finanziare la transizione energetica.

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