L’audizione

Filosa alla Commissione Industria: «L’Italia non si senta seconda a nessuno»

Il numero uno del Gruppo chiarisce che il futuro di Cassino sarà legato al piano di rilancio di Mirafiori - «Un miliardo per ampliare la gamma dei commerciali in Sevel»

di Filomena Greco

Antonio Filosa (c), amministratore delegato di Stellantis, nell'audizione in Parlamento a Montecitorio, Roma, 17 giugno 2026. ANSA ANSA

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L’audizione del ceo di Stellantis alle Commissioni Industria di Camera e Senato si apre con un ricordo di Sergio Marchionne, che avrebbe compiuto 74 anni, e si conclude evidenziando i primi risultati di inversione di marcia sul mercato (+15% delle immatricolazioni) e sul fronte produttivo (+16%) e le priorità per il rilancio delle produzioni negli stabilimenti italiani: focus sulle e-car, tra Pomigliano e Mirafiori, piano di produzione della nuova gamma di veicoli commerciali di grandi dimensioni ad Atessa, con un miliardo di investimenti, e rilancio di Maserati con una strategia che sarà resa nota entro fine anno.

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Su Cassino Antonio Filosa non aggiunge elementi - «ci stiamo lavorando» - ma si prende un impegno: «Stiamo lavorando con un partner industriale per rilanciare lo stabilimento nel quadro del piano per Maserati. Quanto ai fornitori, l’assicurazione da parte dell’ad di Stellantis è relativa ai 7 miliardi di acquisti all’anno. A questo, Filosa aggiunge un passaggio importante che segna una discontinuità con il passato: «Stiamo lavorando con la filiera italiana per sviluppare la nuova gamma di veicoli commerciali che produrremo in Sevel, lo stesso percorso seguiremo per lo sviluppo della nuova Alfa Romeo che abbiamo assegnato allo stabilimento di Melfi.

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Il filo conduttore delle partnership industriali, dunque, che ha visto il Gruppo chiudere un accordo con Leapmotor per la Spagna e con Dongfeng per la Francia, «sarà confermato anche per l’Italia - anticipa Filosa - in particolare per Cassino, per Modena e anche per le e-car di Pomigliano dove i modelli potrebbero essere tre, uno in più rispetto a quanto già annunciato»,

Il contesto, ricorda Filosa, resta complesso anche se per il Gruppo ci sono segnali molto incoraggianti. «Nel primo trimestre del 2026 siamo tornati a una crescita redditizia» dice Filosa che ricorda i 45 miliardi di liquidità a disposizione del Gruppo, che segue però il “sacrificio” di oltre 22 miliardi di costi straordinari a bilancio indotti da strategie industriali sbagliate e dalle incertezze della elettrificazione sul mercato.

Sull’Italia, Filosa aggiunge qualche elemento a quanto già indicato durante il Market Day e durante l’incontro con Emanuele Cappellano, qualche giorno fa. Ai 5 miliardi di investimenti destinati a Ricerca e Sviluppo, fino al 2030, se ne aggiunge uno messo sul tavolo da Filosa per le produzioni di mezzi commerciali nello stabilimento di Atessa. «L’Italia, spiega Filosa, sarà l’hub produttivo delle auto piccole, negli stabilimenti di Mirafiori e di Pomigliano; delle vetture di fascia medio-alta e lusso negli stabilimenti di Melfi, Cassino e Modena e dei veicoli commerciali nello stabilimento di Atessa» spiega il ceo.

A livello globale, ricorda Filosa, «le immatricolazioni sono cresciute del 12%, grazie soprattutto al contributo di Europa e Nord America. Il Piano industriale di Stellantis prevede 60 miliardi di euro di investimenti, il 40% destinato all’Europa, e oltre 60 lanci tra il 2026 e il 2030». Tutti i nostri marchi, aggiunge, «continueranno ad avere un ruolo fondamentale» E se Fiat, Jeep, Peugeot e Ram rappresentano i brand intorno ai quali si definiscono le strategie globali, «gli altri brand, tra cui Alfa Romeo e Lancia, verranno valorizzati in base alle caratteristiche specifiche dei diversi contesti regionali e nazionali». Maserati in particolare andrà a completare la strategia globale del Gruppo, «e, vedrete, si confermerà icona italiana di stile ed eleganza».

L’obiettivo, per l’Europa, «è quello di superare l’80% di utilizzo della capacità in Europa entro il 2030 - spiega Filosa -. Un traguardo che raggiungeremo, in particolare, grazie a: l’aumento dei volumi, generato dai nuovi lanci e dal miglioramento della qualità; la riconversione di alcuni stabilimenti; le partnership industriali, che ci consentiranno di condividere capacità produttiva e know-how».

Sul tavolo resta il tallone d’Achille del costo dell’energia in Italia, più del doppio, ricorda Filosa, rispetto a Francia e Spagna e il riconoscimento dello status di azienda energivora che, però, è ancora sospeso.

«Il nostro Paese non deve sentirsi secondo a nessuno» ribadisce Filosa che ricorda i risultati del Gruppo in Italia: nei primi 5 mesi dell’anno le immatricolazioni sono cresciute di quasi il 15%, con un aumento della quota di mercato di quasi l’1,5%. Risulati però condizionati - in positivo - dalle vendite di Leapmotor, il brand cinese distribuito in Europa come ricordano in audizione sia Carlo Calenda che Chiara Appendino. «Nei primi 5 mesi dell’anno i nostri stabilimenti hanno registrato una crescita produttiva di oltre il 16%. Una crescita che ci ha già consentito di ridurre significativamente del 30% il ricorso agli ammortizzatori sociali nella maggior parte dei nostri stabilimenti» ribadisce Filosa.

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