I film del fine settimana

“Rebuilding”, provare a ricominciare nell’America contemporanea

Arriva nelle sale il film con protagonista Josh O’Connor, presentato al Sundance Film Festival e in diverse altre kermesse internazionali

di Andrea Chimento

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Un neowestern per capire l’America di oggi: si può riassumere così “Rebuilding”, ambizioso film statunitense, firmato da Max Walker-Silverman, tornato dietro la macchina da presa tre anni dopo il suo interessante esordio “Love Song”.

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Presentato al Sundance Film Festival nel 2025 e poi in numerose manifestazioni internazionali, “Rebuilding” ha come protagonista Josh O’Connor, uno degli attori ormai più noti del panorama mondiale, che nel solo anno scorso è stato protagonista anche di altri tre lungometraggi: “The Mastermind” di Kelly Reichardt, “The History of Sound” di Oliver Hermanus e “Wake Up Dead Man” di Rian Johnson.

L’attore inglese classe 1990 interpreta in “Rebuilding” un moderno cowboy che vede il suo ranch devastato da un incendio.

L’uomo, un riservato allevatore divorziato, viene così trasferito in un campo di roulotte temporaneo insieme ad altri abitanti locali sfollati. Grazie all’ottimismo determinato di sua figlia e a un rinnovato senso di comunità, impara ad accettare l’aiuto e ad aprirsi alla possibilità di ricominciare.

Ritratto di una certa America contemporanea, “Rebuilding” prova a raccontare quanto la speranza possa derivare più dagli incontri che dalle scelte governative, più dalla solidarietà che dalla politica economica.

Quello che interessa descrivere a Maw Walker-Silverman è così soprattutto un viaggio rischioso ma stimolante su come ritrovare un senso di casa, ristabilire le connessioni umane e abbracciare la generosità che può emergere dalla perdita.

“Rebuilding” e gli altri film della settimana

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Il recupero della semplicità

Oltre a sfiorare temi scottanti come quello degli incendi e del riscaldamento globale, il film si concentra su spunti legati all’importanza del recupero delle cose semplici, riuscendo a coinvolgere il pubblico e offrendo diverse sequenze fortemente empatiche in cui è possibile emozionarsi.

Non tutto funziona però perfettamente, a causa di alcuni personaggi troppo stereotipati e di alcuni passaggi narrativi del tutto prevedibili e un po’ scolastici.

Fortunatamente, però, il disegno d’insieme regge alla distanza, sia a livello di ritmo, sia per una messinscena elegante che mostra il buon talento di un regista indipendente che potrebbe crescere ancora con i suoi prossimi lungometraggi.

Notevole prova di Josh O’Connor, ma colpisce anche la piccola Lily LaTorre, giovanissima attrice australiana.

Smart Working

Tra le novità in sala c’è anche “Smart Working”, commedia italiana con protagonista Maccio Capatonda.

Il comico interpreta Giuliano, un uomo che, da quando l’azienda per cui lavora ha adottato lo smart working, è come se avesse scoperto il paradiso: meno lavoro ma più redditività, più famiglia e tempo per le sue passioni. Sua moglie, aspirante scrittrice, è incinta del secondo figlio e i due sono in cerca di una casa più grande.

Parte da un soggetto interessante questo prodotto che punta su alcuni incastri narrativi efficaci e decisamente attuali: anche per questa ragione è un peccato che il film diventi troppo annacquato col passare dei minuti, risultando troppo didascalico e meno coraggioso di quanto avrebbe potuto essere.

Nel cast si segnala la presenza di Maurizio Nichetti, capace di offrire una prova molto divertente ed efficace.

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