“Dracula”, la dissacrazione del mito secondo Radu Jude
Arriva al cinema il nuovo film del celebre regista rumeno. Tra le novità anche il brasiliano “Manas”
di Andrea Chimento
3' di lettura
3' di lettura
Un nuovo “Dracula” ma diverso da tutti gli altri: Radu Jude, regista tra i più interessanti del cinema rumeno contemporaneo, riprende fin dal titolo il mito del Conte vampiro più celebre di ogni epoca, optando però per un intento fortemente dissacratorio.
Non è semplice riassumere una trama in cui si affastellano episodi e situazioni differenti: da una folkloristica caccia a un uomo travestito da vampiro si passa al fantascientifico ritorno di Vlad l’Impalatore, a una love story, a uno sciopero che coinvolge Dracula e alcuni zombi e persino a un adattamento del primo romanzo di vampiri rumeno.
Con il suo stile perennemente provocatorio, Jude – autore di “Sesso sfortunato o follie porno”, film vincitore dell’Orso d’oro a Berlino nel 2021 – crea una serie continua di sketch, che si alternano e che hanno come unico collante un regista (alter ego dello stesso Jude?) che ci guida in questa folle decostruzione della figura di Dracula e che si conclude addirittura con un breve episodio ambientato nella Romania contemporanea.
In questo minestrone dal sapore postmoderno, gli ingredienti messi a bollire sono davvero molti e, seppur rimanga più di uno spunto su cui riflettere al termine della visione, la confusione finisce per prevalere sull’intelligente base di partenza della narrazione.








