I film del fine settimana

“Il suono di una caduta”, un racconto femminile corale che incrocia epoche diverse

Nel weekend in sala spazio al potente film di Mascha Schilinski, premiato al Festival di Cannes

di Andrea Chimento

Una scena tratta dal film «Il suono di una caduta» di Mascha Schilinski

3' di lettura

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Una delle sorprese più affascinanti degli ultimi anni: quando “Il suono di una caduta” era stato annunciato in concorso al Festival di Cannes dello scorso maggio, in molti si erano stupiti di fronte alla scelta di inserire in lizza per la Palma d’oro un film di una regista ben poco conosciuta.

Mascha Schilinski, nata a Berlino nel 1981, aveva già esordito nel lungometraggio con il poco noto “Die Tocher” (era stato presentato in una sezione collaterale della Berlinale) e trovarla con la sua opera seconda nella competizione principale di Cannes poteva significare una scelta rischiosa.

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Bastano però pochi minuti per capire di essere davanti a un lungometraggio ricco di suggestioni, che ha dalla sua un soggetto davvero curioso: ambientato in una remota fattoria del nord della Germania, il film racconta di quattro epoche diverse e di quattro giovani donne le cui vite, pur lontane nel tempo, sembrano rispecchiarsi l’una nell’altra.

Una scena tratta dal film «Il suono di una caduta» di Mascha Schilinski

Nel corso della grande guerra, la piccola e introversa Alma assiste, senza comprenderne del tutto il peso, a un segreto familiare legato all’amputazione di una gamba di un parente. Decenni dopo, nel secondo dopoguerra, la discendente Erika si sente inspiegabilmente attratta da quella stessa figura. Negli anni Ottanta, la nipote Angelika affronta la scoperta della propria sessualità, ma l’ombra minacciosa di uno zio predatore incombe sulla sua adolescenza, lasciando ferite profonde. Nell’epoca contemporanea, la fattoria — trasformata ormai in una casa vacanze — diventa il luogo in cui la malinconica Lenka intreccia una fragile amicizia con una ragazza segnata dalla perdita della madre.

Le quattro epoche vanno a mescolarsi di continuo, portando volutamente anche il pubblico a essere disorientato nell’attraversare momenti diversi in cui le singole storie dei personaggi vanno a intrecciarsi con le evoluzioni della Germania nel corso del tempo.

Riferimenti a Roland Barthes

“Il suono di una caduta” è un film che, nel passare dal trattare storie individuali a offrire un respiro più universale, diventa inoltre un’operazione profondamente sociopolitica, femminista e capace di raccontare il passato per arrivare a parlare del presente.

Ci sono diversi spunti teorici interessanti, in relazione alla fotografia e, in primis, alle teorie di Roland Barthes e al punctum raccontato nel suo libro “La camera chiara”: l’atto fotografico diventa una sorta di congelamento dell’esistenza in un film il cui titolo originale (“In die schonnen”) fa riferimento al guardare la luce del sole e, di conseguenza, si può interpretare anche come una riflessione nei confronti dell’atto di guardare l’obiettivo della macchina fotografica al momento dello scatto.

Gli spunti sono numerosi e, seppur non manchi a tratti un eccessivo autocompiacimento a causa di una costruzione narrativa macchinosa, vengono valorizzati da uno stile raffinato e da un’inquietante atmosfera generale che riesce a coinvolgere dall’inizio alla fine.

La terza volta

Punta su contenuti forti “La terza volta” di Gianni Aureli, una storia di fuga, coraggio e segreti, ambientata nel cuore oscuro della Seconda guerra mondiale. Siamo in Italia nel 1943, nel caos seguito all’armistizio, mentre le truppe tedesche occupano Matera e Potenza compiendo rastrellamenti brutali. Tra ordini contraddittori e una popolazione sospesa tra paura e speranza, una donna misteriosa cerca disperatamente la libertà.

Curioso road movie al femminile sullo sfondo della guerra, è un film che racconta una vicenda individuale con un respiro universale.

Lo scuru

Un’atmosfera cupa è anche quella che contraddistingue “Lo scuru”, un altro dei titoli usciti questa settimana. Diretto dall’esordiente Giuseppe William Lombardo, il film racconta l’odissea interiore di un giovane che ritorna nella sua terra natale per confrontarsi con incubi e antichi dolori, in un luogo in cui superstizione e memoria collettiva continuano a esercitare un’influenza profonda.

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