Filiere, sistema per crescere e competere
Tra le Regioni italiane è la Lombardia quella che presenta il maggior numero di imprese organizzate in filiera, con circa il 15% del totale nazionale
di Andrea Gianotti
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Più innovazione, più internazionalizzazione, più fiducia. Sembrano essere queste le caratteristiche principali delle imprese che partecipano a una filiera. Lo afferma la ricerca dell’Istituto Tagliacarne su dati Unioncamere/InfoCamere che, analizzando la situazione del 2021, ha individuato i principali punti di forza differenziali delle aziende che operano con integrazione e sinergia.
La filiera si rivela dunque un importante fattore per la competitività. Quando l’intera catena del valore opera in maniera interconnessa si generano benefici per tutti i soggetti e ciò è ulteriormente moltiplicato qualora le tecnologie digitali avanzate siano al centro di queste relazioni.
Di tutte le imprese che fanno parte di una filiera, il 60% riguarda le costruzioni o l’agribusiness: ma il peso di questi settori si riduce di circa la metà se si guarda non alla semplice quantità di soggetti ma in termini di addetti e fatturato. Sanità, turismo e moda sono quelle che si posizionano ai vertici in termini di impatto sull’occupazione mentre per il giro d’affari ‘vincono’ energia, mezzi di trasporto e ancora una volta la moda.
Le imprese che operano in filiera mostrano una maggiore propensione all’innovazione rispetto alle altre, sia di prodotto che di processo. Il 30% dei ricavi delle filiere ad alta tecnologia è generato da vendite all’estero, contro il 24% di quello delle altre imprese parimenti digitalizzate ma non operanti in filiera. Non solo, le prime esportano anche mediamente in più mercati rispetto alle seconde.
Tra le Regioni italiane è la Lombardia quella che presenta il maggior numero di imprese organizzate in filiera, con circa il 15% del totale nazionale, seguita dalla Campania (10%) e Lazio (9%). Merito anche delle iniziative territoriali; ad esempio l’assessorato allo Sviluppo Economico di Regione Lombardia, insieme al ‘sistema lombardo’, ha deciso dapprima di pubblicare una manifestazione di interesse proprio per supportare il rafforzamento, la resilienza e la competitività delle filiere produttive e di servizi e degli ecosistemi industriali, produttivi ed economici del proprio territorio e poi, di mettere a disposizione delle imprese uno strumento con risorse economiche a fondo perduto. Iniziativa nata in coerenza con la Strategia Industriale dell’Unione Europea, per sviluppare interconnessioni tra imprese, anche in collaborazione con enti di ricerca, di formazione, centri innovazione, fondazioni e altri attori strategici dello sviluppo economico e territoriale. Altro esempio è il bando Innovazione di Regione Lombardia, aperto nuovamente il 16 gennaio scorso. Il piano vuole sostenere i processi e l’organizzazione delle filiere produttive e di servizi, valorizzando le iniziative già presenti e sostenendone di nuove, con una forte spinta verso la qualificazione professionale, la sostenibilità e l’inclusione del mondo della ricerca.








