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Brasile, rally al test elettorale
All’appuntamento col voto il Paese si presenta forte di un’economia in crescita e forti rialzi per azionario e valuta. E ora?
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Il trasporto? «Un male necessario» per le aziende produttrici. Il rapporto committenti-operatori logistici? «Sbilanciato» a favore dei primi e incentrato principalmente sul prezzo. Logistica settore chiave per l'economia? Ancora «non è visto come un asset strategico» a dispetto dei suoi 120 miliardi di euro di fatturato annuo, del suo contributo pari al 9-10% del Pil e della sua dimensione complessiva che ne fanno la terza in Europa. Se la stretta attualità per i trasportatori ha che fare con emergenze primarie come il caro-carburante, il ristoro gasolio, gli Ets e i guai del Brennero, la filiera nel suo complesso continua a soffrire di una sottovalutazione nel quadro dell'economia nazionale mentre le sfide che si presentano davanti - infrastrutture, sostenibilità ambientale, trasformazione delle aziende, domanda di addetti - sono di grande rilievo. Il sondaggio tra operatori, committenti e manager di settore presentato al Logistic Village di Fiap e il confronto che ne è seguito nei panel con oltre 80 esperti al Transpotec Logitec 2026 ha acceso il faro sui contrasti che caratterizzano il settore. «La logistica non è un 'di cui' - la sintesi di Alessandro Peron, segretario generale della Fiap - È un asset industriale. L'Italia non può più permettersi di vederla come elemento accessorio alla produzione».
Proprio il rapporto tra aziende produttrici e logistica è finito sotto la lente in un confronto tra grandi brand (Ferrero, Finiper Canova, Ponti) e operatori del trasporto (Italtrans, Cab Log, F.lli Primiceri). Per i primi la relazione si sta evolvendo nel senso di una partnership strategica: rapporti pluriennali, incontri periodici, approccio proattivo, opportunità reciproche attraverso nuove tecnologie; per i secondi invece ci si ferma spesso alla reazione agli imprevisti e la programmazione condivisa è rara mentre il prezzo resta la variabile dominante anche se alcuni indicatori di qualità vengono riconosciuti e richiesti come prerequisiti.
Le evoluzioni recenti del rapporto tra committenti e filiera logistica - è emerso in un altro panel sui principali fattori di pressione per il mondo del trasporto professionale - stanno però presentando nuovi rischi di natura legale-contrattuale che possono compromettere il percorso verso la partnership strategica. La volontà di garantirsi da responsabilità su ciò che avviene lungo la filiera e di sottoporre tutto a stretto controllo sta portando a contratti lunghi, pieni di clausole e di verifiche che appesantiscono il sistema senza dare maggiore sicurezza.
Infrastrutture e struttura delle aziende sono gli altri due grandi fattori di rischio per l'industria logistica. Se i valichi alpini sono al centro di dispute con i Paesi confinanti e il corridoio Scan-Med, che attraversa il continente da nord a sud, è utilizzato al 50% della sua capacità soffre la logistica ma soffrirà anche l'export italiano e soffriranno gli scambi in Europa. Sulle imprese l'interrogativo è se la loro struttura tipicamente familiare e il ricambio generazionale in corso sapranno reggere alle nuove necessità del mercato.
E le persone della logistica? Tre sono i livelli di potenziale crisi discussi dagli esperti al Fiap Logistic Village: la carenza quantitativa di autisti, in Italia come in Europa, con i salari in discesa da anni; la digitalizzazione che trasforma le competenze richieste per gli addetti e infine le condizioni per rendere il mestiere nuovamente attrattivo. "La filiera della mobilità e della logistica - secondo le previsioni del fabbisogno occupazionale del Sistema Informativo Excelsior di Unioncamere - ha una domanda stimata tra i 139mila e i 151mila occupati nel periodo 2025-29 (138mila unità per la necessità di sostituire addetti in uscita e fino a 13mila unità per ingressi legati all'espansione del comparto): «Questa filiera - dice l'analisi - avrà bisogno di professionisti capaci di adattarsi alle rapide evoluzioni del settore, data la trasformazione digitale delle operazioni logistiche».
Alle incognite strutturali si aggiungono l'impegni alla conformità normativa. Molti i dossier aperti in Europa come la riforma dei limiti di peso e dimensioni per i veicoli, il meccanismo Ets per le emissioni inquinanti e l'Ets 2 slittato al 2028, il nodo Brennero, la tassa sui pacchi mentre temi specifici, come quello della gestione dei rifiuti, richiedono una consapevolezza e un aggiornamento costante anche da parte del trasportatore visti gli adempimenti richiesti e i cambiamenti regolamentari in arrivo.