Responsabilità sociale

Filantropia nel Dna delle aziende: più investimenti e focus sul sociale

Secondo l’ultimo rapporto di Dynamo Academy con la collaborazione scientifica di Sda Bocconi le imprese italiane destinano oltre 853 milioni di euro all’anno a comunità e territorio (+22% sul 2022). La donazione media supera i cinque milioni

di Rosalba Reggio

(Illustrazione di Anna Godeassi)

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I punti chiave

  • La S degli Esg
  • Più benefici anche all’interno
  • La partecipazione degli stakeholder

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La filantropia entra nel Dna delle aziende e si consolida diventando parte del ciclo gestionale. È il risultato di un processo di maturazione del fenomeno che ha dato i suoi frutti negli anni. I più evidenti si leggono dalla crescita del valore degli investimenti.

Come riportato dalla ricerca “Corporate social investment & Esg 2024” promossa da Dynamo Academy con la collaborazione scientifica del Sustainability lab di Sda Bocconi School of management, il totale degli investimenti delle imprese italiane su “Comunità e territorio” si è attestato a 853,47 milioni, con un incremento del 22% rispetto all’anno fiscale precedente e un tasso di crescita medio annuo del 16% rispetto al 2021. La crescita ha riguardato anche l’investimento medio per azienda - che è passato da 4,2 milioni del 2022 a 5,7 milioni - e il campione analizzato che da circa 100 aziende del 2018 ne conta ora 215.

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La S degli Esg

L’evoluzione del trend non è solo quantitativa ma anche qualitativa perché cresce l’attenzione verso la S degli Esg, cioè l’aspetto sociale.

«Da almeno un anno e mezzo - spiega Serena Porcari, presidente e Ceo di Dynamo Academy, impresa sociale che accompagna giovani, manager e imprese nel percorso di innovazione sociale e sostenibilità - si evidenzia una maggiore attenzione alle comunità e ai territori, luoghi dove si sviluppa il lavoro sociale delle organizzazioni del Terzo settore che, almeno per quanto riguarda le maggiori, cominciano ad avere un ruolo strategico per le imprese, non solo nella organizzazione e gestione di progetti condivisi, ma anche nella rendicontazione della sostenibilità». Una maggiore attenzione che si legge chiaramente dai numeri della ricerca: l’86% delle imprese campione (medie-grandi imprese, prevalentemente quotate, con fatturato nel 99% dei casi superiore a 50 milioni) considera comunità e territorio come veri e propri stakeholder di riferimento e il 50% ha attivamente coinvolto loro rappresentati in azioni di sostegno allo sviluppo del territorio. Gli investimenti hanno riguardato sponsorizzazioni, erogazioni liberali e altre forme di investimento nella comunità e nel territorio.

Più benefici anche all’interno

L’attenzione al sociale porta benefici anche all’interno dell’azienda. «Il nostro osservatorio Dynamo Academy - aggiunge Porcari - che ospita 130 aziende clienti, molte delle quali partecipano con i propri dipendenti, ci dà una fotografia realistica del valore di questo impegno per i lavoratori. Cresce in loro la motivazione verso il posto di lavoro e anche il coinvolgimento dei giovani. Elemento fondamentale oggi, perché sono proprio le nuove generazioni a richiedere alle imprese di poter restituire alla comunità. Poi, ovviamente, ci sono benefici più diretti, come il welfare integrato delle aziende più illuminate, che si fanno carico non solo del dipendente ma dell’intera famiglia».

La scelta delle imprese di investire le maggior parte di erogazioni liberali in “Assistenza sociale” (70%) e “sport, cultura e ricreazione” (68%) indica un trend che si consolida: l’obiettivo di migliorare le condizioni di vita delle fasce più fragili della società ma anche il benessere delle comunità.

Seguono i filoni “Istruzione e formazione” e “Ricerca”, con un calo fisiologico dell’ultima, che in tempi di pandemia era maggiormente considerata e supportata. Le attenzioni delle imprese, soprattutto delle multinazionali , ha anche riguardato progetti oltre i confini nazionali (45% delle imprese), a testimonianza del valore di un contributo al benessere sociale anche all’estero, nei territori dove le imprese operano.

La partecipazione degli stakeholder

Fondamentale la partecipazione degli stakeholder nei progetti, che si è articolata in diversi modi: il 38% delle imprese ha promosso iniziative di raccolta fondi presso dipendenti e clienti destinate a comunità locali, il 31% ha previsto per le proprie risorse attività di volontariato e il 12% ha incentivato la partecipazione dei propri dipendenti a eventi sportivi di raccolta fondi. La maggioranza del campione (72% delle imprese) ha confermato l’attenzione crescente sui temi di Diversity, equity and inclusion adottando policy e programmi adeguati. Tra queste il 41% ha previsto ulteriori supporti a sostegno di fragilità, disabilità e caregiving.

Ma cresce anche la consapevolezza dell’importanza della salute mentale, a cui il 39% delle imprese ha dedicato programmi a beneficio dei propri dipendenti.

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