Addio al bonus

Figli a carico over 30 fuori dal 730: interessate circa 300mila persone

La detrazione fiscale è prevista ora soltanto per i ragazzi tra 21 e 29 anni

di Cristiano Dell'Oste e Michela Finizio

(Adobe Stock)

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Mentre l’età fino alla quale si è considerati “giovani” si sposta sempre più avanti nella nostra società, il fisco mette un paletto: nelle dichiarazioni dei redditi di quest’anno sparisce il bonus riservato ai genitori dei figli a carico che nel 2025 hanno tagliato il traguardo dei 30 anni.

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In virtù delle modifiche introdotte con la legge di Bilancio per il 2025, la detrazione fiscale resta riservata ai genitori dei ragazzi di età compresa tra i 21 e i 29 anni. Sotto questa fascia c’è l’assegno unico universale. Da 30 anni in su, invece, il bonus è azzerato, a meno che il figlio non abbia una disabilità accertata in base alla legge 104/92, articolo 3: in questa ipotesi, mantiene la detrazione.

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I numeri

In base ai dati Istat, il 28,7% dei giovani fra 30 e 34 anni abita ancora in casa dei genitori. La situazione di stallo riguarda, in termini assoluti, circa 966mila ragazzi: in parte già occupati (638mila), in parte in cerca di lavoro (227mila) e in parte ancora alle prese con lo studio (68mila). È questa la platea principale su cui è intervenuta la manovra 2025 (legge 207/2024, articolo 1, comma 11), anche se ovviamente ci sono giovani non autonomi anche tra chi ha più di 34 anni (fascia non rilevata dall’Istat).

Dal 1° marzo 2022, con il debutto dell’assegno unico universale, il bonus fiscale era già stato limitato ai figli a carico da 21 anni in su. Il nuovo limite d’età massima – stima la relazione tecnica alla manovra – si tradurrà a regime in un risparmio per le casse pubbliche di 319,5 milioni di euro all’anno. Per avere un riferimento, nell’anno d’imposta 2024 – l’ultimo prima del taglio – il valore totale dello sgravio per i familiari, compresi il coniuge e gli altri parenti a carico, è stato di 3,76 miliardi.

Gli effetti

L’impatto sulle singole famiglie può essere ricavato analizzando le statistiche delle Finanze. Nelle dichiarazioni presentate l’anno scorso, la detrazione per i familiari a carico ha alleggerito in media l’Irpef dei contribuenti di 672 euro. Bisogna considerare che l’importo massimo di 950 euro cala al crescere del reddito fino ad azzerarsi a 95mila euro (soglia aumentata di 15mila euro per ogni figlio oltre il primo). Il bonus si moltiplica per il numero dei figli e va diviso a metà tra i genitori o attribuito al genitore con il reddito più alto. Il reddito medio dei contribuenti con familiari a carico nel 2024 è stato di 27.844 euro. Solo tre su dieci si sono collocati nella fascia tra 29 e 50mila euro, e solo il 7% oltre quest’ultimo livello reddituale.

È difficile dire se l’eliminazione della detrazione darà una spinta all’autonomia o se, come rilevano i critici, impoverirà bilanci familiari già provati dall’inflazione. Probabilmente vivere con i genitori rappresenta una necessità economica più che una scelta di vita.

Soglie anacronistiche

L’aumento dell’occupazione giovanile negli ultimi anni ha certamente ridotto la percentuale di trentenni ancora fiscalmente a carico dei genitori, anche se è evidente che le soglie fissate dalla legge sono molto basse e ormai datate. I ragazzi fino a 24 anni sono a carico se hanno un reddito complessivo non superiore a 4mila euro, soglia valida dal 2019 e che a parità di potere d’acquisto avrebbe dovuto essere adeguata per il 2025 a 4.752 euro. I figli da 25 a 29 anni, invece, guardano ancora alla soglia “storica” di 2.840,51 euro, i vecchi 5 milioni e mezzo di lire fissati nel 1995: una cifra che, se adeguata all’inflazione, dovrebbe essere 5.070 euro.

Dei circa 300mila giovani fra 30 e 34 anni potenzialmente interessati dal taglio della detrazione fiscale, che – in base ai dati Istat – ancora vivono in famiglia, la percentuale più alta si registra al Sud e nelle Isole, dove sono più elevati il tasso di disoccupazione giovanile e la percentuale di Neet.

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