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La Fifa snobba le critiche e conferma: «Avanti su piano di apertura a investitori privati»

Le 55 federazioni europee rispondono al progetto di Infantino per la costituzione di una società per attrarre investitori esterni

Aggiornato il 30 luglio 2026, ore 17:57

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Il presidente Uefa Aleksander Ceferin (a destra) accanto a quello di Fifa Gianni Infantino: i due sono ai ferri corti dopo l’annuncio del nuovo modello societario per organizzare i grandi eventi da parte della Federazione mondiale del calcio (REUTERS)

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La Fifa snobba le critiche europee e le minacce di boicottaggio e annuncia in una nota di voler portare avanti il suo piano di creazione di un’entità commerciale aperta agli investitori stranieri. «Il processo di consultazione che avevamo pianificato è stato interrotto da informazioni inaccurate diffuse dai media», ha dichiarato l’organo di governo del calcio mondiale, aggiungendo che «continueremo comunque questa consultazione affinché ogni federazione membro possa prendere una decisione basata su fatti verificati». «Nessuno sta svendendo il calcio. È qualcosa che la Fifa non prenderebbe mai in considerazione», afferma nel comunicato confermando di aver ascoltato le critiche, in particolare dalle federazioni europee (Uefa) e americane (Concacaf). «Rispettiamo i commenti e le preoccupazioni che sono stati resi pubblici e ribadiamo il nostro impegno ad avviare una consultazione aperta e democratica», conclude il comunicato.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Ieri le 55 federazioni affiliate alla Uefa hanno minacciato all’unanimità di non partecipare alle prossime competizioni Fifa se la Federazione non abbandonerà il suo piano, presentato martedì, di creare un’entità commerciale aperta agli investitori privati. La Concacaf, che rappresenta 41 federazioni del Nord America, Centro America e Caraibi, ha respinto la proposta. La Confederazione calcistica asiatica (AFC) ha espresso rammarico per il fatto che il progetto sia stato reso pubblico senza previa consultazione con i suoi membri, mentre la Confederazione calcistica africana (CAF) si è mostrata meno critica, invitando le sue federazioni affiliate a esaminare e valutare il progetto.

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Uefa all’unanimità: «Boicottiamo tutte le manifestazioni Fifa»

No al piano Infantino per la «privatizzazione» del Mondiale e boicottaggio di tutte le manifestazioni Fifa, Mondiale compreso, finché il progetto non sarà ritirato: è la decisione all’unanimità delle 55 federazioni aderenti all’Uefa.

«La Coppa del Mondo non può essere trattata come un prodotto di investimento. È una delle più grandi eredità sportive del calcio. È stata costruita nel corso delle generazioni da giocatori, nazionali e tifosi di ogni continente. Nessuna parte di essa dovrebbe mai essere ceduta a investitori privati. La Coppa del Mondo non è in vendita». Così la Uefa motiva la sua scelta di boicottare tutte le manifestazioni Fifa, finché il progetto Infantino non sarà ritirato. «È irresponsabile e indifendibile che una proposta di tale importanza per il calcio sia stata concepita in segreto e portata quasi all’approvazione senza alcuna consultazione significativa con coloro a cui è affidata la gestione di questo sport. Non si tratta solo di una grave mancanza di leadership, ma di una vera e propria abdicazione al dovere della Fifa come custode del calcio mondiale».

La Uefa accusa la Fifa di aver messo tutto il calcio mondiale, «di fronte a un ultimatum: accettare l’irreversibile acquisizione delle più grandi competizioni calcistiche o subirne le conseguenze. Questa non è una “decisione democratica”, ma un governo basato sull’intimidazione, un atto di coercizione indegno di un’istituzione a cui è affidata la tutela del calcio mondiale».

Il progetto della Fifa di Infantino

La gestione “commerciale” della Fifa targata Gianni Infantino aggiunge un nuovo capitolo alla sua storia e scatena sempre più un’ondata di opposizione nel mondo del calcio e negli appassionati, soprattutto europei.

Il nuovo passo della Federazione calcistica internazionale, reduce dal super campionato mondiale a 48 squadre, il più grande di sempre, ha manifestato pubblicamente l’intenzione di creare una nuova società commerciale che gestirà i suoi principali eventi e in cui investitori esterni potranno acquisire una quota di minoranza.

La nuova società, denominata FIFA Forward Enterprise (FFE), avrà il compito di consolidare le attività commerciali e organizzative della Federazione internazionale, inclusi i Mondiali e la Coppa del Mondo per club, mentre la FIFA rimarrà l’organo di governo globale del calcio e manterrà una quota di maggioranza in FFE.

La proposta sarà presto presentata alle 211 federazioni affiliate e al Consiglio FIFA, composto da 37 membri, che saranno gli unici a prendere la decisione finale, ha dichiarato un portavoce della stessa FIFA.

La Federazione internazionale sostiene che questa iniziativa faccia parte di un piano che punta a triplicare i fondi destinati allo sviluppo delle federazioni affiliate, consentendo l’accesso a un massimo di 20 milioni di dollari di capitale da investire in miglioramenti infrastrutturali, formazione degli allenatori, squadre nazionali, competizioni, calcio di base e calcio femminile.

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Infantino fissa al 19 settembre la scadenza per accettare il piano

Infantino, in una nota diffusa alle 21:30 del 29 luglio, ha fissato al 19 settembre 2026 la scadenza entro la quale le federazioni affiliate dovranno accettare un’offerta di 20 milioni di dollari a ciascuna.

Infantino descrive in dettaglio la “singolare e unica opportunità di finanziamento” in una lettera ai membri sulla creazione di una filiale FIFA da 20 miliardi di dollari che gestisca le sue competizioni e i suoi diritti commerciali. Sarebbe posseduto al 20% da investitori privati. Il progetto ha incontrato l’opposizione dell’organismo calcistico europeo UEFA e del Primo Ministro britannico.

Gianni Infantino, che si gioca la ricandidatura alla presidenza del massimo organo del calcio mondiale, assicura che ogni federazione nazionale dovrà poter accedere a una quota equa dei finanziamenti disponibili, con l’intento di «democratizzare il calcio a livello mondiale».

Nello specifico, la proposta elaborata da Infantino consentirebbe alla FIFA di invitare investitori esterni ad acquistare quote di minoranza, non di controllo, nella FFE, mantenendo il controllo e l’autorità esclusiva sulla governance del calcio, le competizioni, il calendario delle partite e tutte le decisioni regolamentari e sportive. «Gli investitori esterni avranno solo una quota di minoranza nella FFE e non svolgeranno alcun ruolo operativo», ha affermato un portavoce della FIFA. «Allo stesso modo, stanno investendo in una società controllata dalla FIFA, non nella FIFA stessa. Per la FIFA, non cambia nulla».

Secondo diverse fonti, la Federazione internazionale del calcio starebbe collaborando con i banchieri di JPMorgan per attrarre questi auspicati investitori esterni per arrivare a raccogliere fino a 4,2 miliardi di dollari.

A capo del gruppo di investitori c’è Joshua Kushner, fratello dell’onnipresente Jared Kushner, genero del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che con Infantino ha stretto da tempo un patto d’acciaio.

Le critiche della UEFA

La proposta ha suscitato feroci critiche da parte della UEFA, l’ente che riunisce le federazioni calcistiche europee: «L’anima e la gestione del calcio non sono beni da commerciare, soprattutto in assenza di trasparenza su chi ne tragga profitto finanziario. Nessuno di noi è il proprietario del calcio. Non spetta alla FIFA venderlo», ha scandito un portavoce dell’organizzazione. I rapporti tra UEFA e FIFA si sono deteriorati negli ultimi anni e il presidente della UEFA, Aleksander Ceferin, si è persino rifiutato di presenziare alla finale dei Mondiali in seguito a una serie di disaccordi su procedure disciplinari, logistica arbitrale e gestione delle partite.

Persino il nuovo premier britannico Andy Burnham ha scritto su X che «la Coppa del Mondo non è un prodotto. È la più grande competizione sportiva al mondo e non è mai stata di proprietà di nessuno. Potete presentare l’accordo come volete. Una volta che ne avete venduto una parte, avete venduto tutto».

Secondo quanto riportato da BBC ed ESPN, la UEFA sta valutando la possibilità di convocare questa settimana una riunione d’emergenza con le sue 55 federazioni affiliate per discutere la proposta della FIFA.

Il braccio di ferro con l’Europa

Senza dubbio la spinta della FIFA ad aprirsi al mondo del private equity rappresenta un tentativo di rimodellare il panorama commerciale del calcio globale, aprendo al contempo un nuovo fronte nella lunga battaglia con l’Europa per il potere e il controllo sull’enorme ricchezza prodotta da questo sport.

La FIFA genera già miliardi di dollari di entrate dai diritti televisivi, dalle sponsorizzazioni e da altri accordi commerciali, e si prevede che supererà l’obiettivo di 13 miliardi di dollari per il ciclo quadriennale conclusosi con i recenti Mondiali e che ha incluso la Coppa del Mondo per club dello scorso anno.

Eppure, queste cifre impallidiscono al confronto con le ricchezze generate dal calcio europeo. La UEFA ha riferito a febbraio che le sue competizioni per club di élite hanno generato 4,4 miliardi di euro (5 miliardi di dollari) nella sola stagione 2024/25.

Le competizioni calcistiche in tutto il continente hanno generato oltre 40 miliardi di euro nello stesso periodo, con i “Big Five” (Premier League, Bundesliga, LaLiga, Serie A e Ligue 1) che rappresentano poco più della metà di tale importo, secondo l’analisi annuale di Deloitte delle finanze del calcio.

La FIFA si batte da tempo per spostare il centro di gravità finanziario del calcio dall’Europa - che un tempo dominava la composizione dell’organo di governo e il controllo sul suo fiore all’occhiello, la Coppa del Mondo - verso l’Asia, l’Africa e le Americhe.

La scorsa settimana Infantino ha dichiarato che un Mondiale a 64 squadre è un’idea in discussione, dopo che la CONMEBOL, l’organo di governo del calcio sudamericano, ha spinto per un’espansione in vista dell’edizione del centenario nel 2030.

In passato il presidente della Federazione internazionale aveva già tentato di commercializzare le risorse della FIFA attirando investimenti esterni. Un progetto per una Coppa del Mondo per club allargata, proposto da un consorzio guidato da SoftBank nel 2018, non è mai decollato a causa proprio della forte opposizione della UEFA.

Ma è certo che Infantino farà affidamento sul sostegno della maggioranza delle 211 federazioni affiliate alla FIFA, piuttosto che sull’Europa, per portare avanti il suo programma di private equity. E, per il momento, nessuno dei principali blocchi calcistici continentali si è unito alla UEFA nell’esprimere la propria opposizione.

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