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Fiat 500 Ibrida: la prova: come è fatta e come va la citycar mild hybrid costruita in Mirafiori

La piccola italiana è il frutto di una riconversione al termico del modello 100% elettrico del 2020. Sotto il cofano il noto 1.000 cc tre cilindri Mhev a 12 Volt con cambio esclusivamente manuale. Il listino parte da circa 20mila euro.

di Mario Cianflone

Fita 500 Hybrid nell’allestimento Torino

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Orgogliosamente made in Italy, anzi costruita a Torino”, nella storica fabbrica di Mirafiori che secondo i piani di Stellantis dovrebbe rimettere in careggiata con 100mila unità all’anno e 5000 già entro la fina dell’anno (stima poi rivista a 6.500). La Fiat 500 Ibrida ha infatti un valore che è soprattutto industriale con una storia un po’ complicata e decisamente di riconversione dall’elettrico al termico decisamente singolare, certo pragmatica, e figlia dei tempi di una transizione alle auto elettriche imposta voluta dalla Ue con l’Ice ban al 2035, non gradita ai consumatori ed accelerata in molti casi per evitare le famigerate multe CO2 per le emissioni di CO2.

Fiat 500 Ibrida, le foto della citycar termica elettrificata

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In Fiat hanno infatti una inversione a U: hanno preso, una bella citycar elettrica di cinque anni fa, nata apposta ed esclusivamente per la trazione a batteria, con una linea affascinante, senza dubbio iconica e che non subisce – e non subirà - le angherie del tempo. Anzi, resta elegante e l’hanno trasformato con un complesso “retrofit” in ibrida leggera, anzi una ultra mild hybrid a 12 volt con cambio manuale e sotto il cofano 65 cavalli e 90 Nm di coppia a 3.500 giri/minuto erogati dal noto tre cilindri mille Firefly omologato Euro 6e bis

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Ecco, in sintesi la Fiat 500 Ibrida (che sul portellone porta però la scritta Hybrid, quella della vecchia serie made in Tichy, Poland). La vettura, nata da una tardiva conversione al motore della apprezzabilissima 500e (quella elettrica 100%) è, infatti, figlia del dramma elettro-transizionale di questi anni, quando i vertici delle case (tutte, nessuna esclusa) pensavano di vendere auto elettriche come se fossero iPhone in saldo nel Black Friday e con gli uffici marketing che facevano a gara per chi per primo si lanciava nel famigerato all-in sulle auto a batteria. No, non è andata così: il mercato delle Bev ha espresso dinamiche diverse da quelle che si stimavano, ma che forse, con il senno di poi, non erano difficili da prevedere.

La simpatica Fiat 500 Ibrida è figlia di questo: conclusa nella tarda primavera del 2024 la produzione in Polonia della vecchia edizione del 2007, Fiat si è trovata senza una macchina che valeva 100mila unità all’anno non sostituibili dalla versione elettrica costruita nella fabbrica simbolo di Mirafiori. E con una corsa ai ripari, il brand di Stellantis innesta la retromarcia: modifica la vettura con non poche difficoltà ingegneristiche. Via la batteria, via il motore elettrico, via la presa di corrente e sotto il cofano il classico mille 3 cilindri Firefly mild hybrid a 12 volt, lo stesso costruito a Termoli e montato su Panda-Pandina di Pomigliano e della vecchia 500 di Tichy, non aggiornabile anche per via dei costi degli ADAS di legge. E con un cambio manuale a sei marce che per quanto fluido e gradito da molti clienti resta anacronistico e sideralmente lontano dal mainstream tecnologico a trazione cinese dell’auto formato smartphone. La Fiat 500 Ibrida ha certamente dei limiti ma brilla per stile originale, iconicità e per il sottile gusto di avere un’auto veramente italiana che con orgoglio dà oltretutto ossigeno alla fabbrica di Mirafiori tenendo vivo il mito della 500 in attesa (speriamo) di una nuova generazione basata sulla attesa piattaforma Stla Small.

Lo stile rispetto alla 500 Elettrica del 2020 non cambia, eccezion fatta per la presa d’aria anteriore e qualche dettaglio. All’interno l’arredamento è uguale fatta salva la leva del cambio. Cluster strumenti digitali e infotainment da 10.5” (a seconda delle versioni) con CarPlay e Android Auto completano il quadro. Questo sistema si conferma valido, peccato per la presenza di TomTom: sarebbe stato meglio aggiornare tutto il sistema con una soluzione basata non solo su Android Automotive come l’attuale ma anche dotato dei servizi di Google mappe comprese.

Fiat 500 Ibrida, impressioni di guida

L’abbiamo provata sulle strade trafficate di Torino e delle sue tangenziali ed ovviamente con i suoi 16.5 secondi per scattare da 0 a 100 orari non è un fulmine, del resto la vettura ha una massa circa 1.055 kg. Anzi, è piuttosto lenta e se si schiaccia i consumi salgono. A proposito la casa dichiara 5,3l/100 km e emissioni di CO2 pari tra 117 e 121 g/km (non proprio ultra basse). In più l’elettrificazione si avverte a malapena. Il sistema BSG (Belt Starter Generator) fa quello che può, ma certo non è un ibrido leggero a 48 volt come quello di altre vetture del gruppo. Infatti1.2 tre cilindri di Stellantis, versione riveduta e corretta del PureTech, presente su molti modelli anche in versione MHEV 48 V, non ci stava nel cofano, e neppure un cambio automatico che in città ha il suo incontestabile perché. Del resto, l’unica full hybrid sul mercato di dimensioni comparabili (3,6 metri) è la Toyota Aygo Cross, un pelo più cara, meno stilosa e glam, ma più potente e versatile. La Fiat 500 resta così un unicum (anche per stile e italianità) e in realtà si paga il suo essere un po’ snob e molto carina, dentro e fuori. E per di più spaziosa e gradevole nelle finiture.

Fiat 500 Ibrida,, i prezzi e gli allestimenti

Tre versioni: Pop, Icon e La Prima con prezzi, rispettivamente, di 19.900 (parenti stretti di 20mila euro), 21.400 e 24.400 (due allestimenti molto completi). Da sottolineare che la versione Pop è nuda e cruda con fari alogeni e neppure il sistema di infotainment (si usa un supporto per lo smartphone e non è detto che sia un male). La telecamera posteriore è di serie solo sulla versione top, altrimenti è inserita in un pacchetto da 1.000 euro. Forse la versione da scegliere è quella celebrativa battezzata Torino che costa 21mila euro (20.900 per il prezzo ottico) e ha praticamente tutto quello che serve. E forse anche di più. Da aggiungere il metallizzato che costa 800 euro, e qui ci sono due nuovi colori torinesi: un giallo che sembra il colore di lancio della Jeep Avenger e un bel blu profondo. C’è anche la sfiziosa cabrio (che in realtà è come da tradizione 500 una berlina con tetto apribile in tela) offerta negli allestimenti Icon e La prima a 24.700 e 27.400 euro.

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