Vela

Ferrari presenta Hypersail, barca hi-tech (quasi) pronta al varo

Una barca da 30 metri che integra tecnologie all’avanguardia, design aerodinamico e sostenibilità energetica, firmata Ferrari Design Studio e ispirata alle icone automobilistiche del marchio

di Antonio Vettese

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Non sarà rossa. Sarà una Ferrari con tanto grigio scuro e il Giallo Fly. Un tradimento? Forse no, solo il tentativo di uscire da un colore che è diventato logo e che il pubblico si aspetta in una tonalità ben precisa secondo un rituale antico.

La nuova livrea sembra fatta apposta per poter leggere il logo da lontano. Pochi abbinamenti infatti risultano più visibili del testo giallo su fondo nero o quasi nero: un abbinamento in pratica necessario per l’enorme sviluppo dei pannelli solari sullo scafo e il colore tipico del carbonio.

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Chi potrà appostarsi in oceano durante uno dei suoi tentativi di record la vedrà arrivare a tutta birra a 50 nodi. Ma non potrà salutare nessuno perché l’equipaggio sarà tutto dentro la barca, protetto. Dunque il progetto Ferrari Hypersail, dopo tanti mesi di attesa, si svela mostrando più di qualche rendering. Durante la settimana in cui Milano è invasa da design e mobile il team ha presentato la nuova livrea, mentre la barca è quasi pronta al varo, previsto dopo l’estate in località e data ancora segrete. I presenti: John Elkan, Enrico Voltolini nuovo team leader, Matteo Lanzavecchia e Marco Guglielmo Ribigini che guidano lo sviluppo tecnico, il progettista navale Guillaume Verdier e il capo di Ferrari Design Studio Flavio Manzoni. Il grande assente? Va ricordato, sarà Giovanni Soldini che poche settimane fa si è separato dal team.

La barca, un monoscafo di trenta metri, letteralmente “fa paura”: al di là di tutte le belle frasi su contaminazioni e trasferimenti tecnologici sarà la somma di tutte le esperienze contemporanee legate alla vela super veloce, a partire dal foiling per passare attraverso la produzione energetica a bordo (e di energia ne serve) per finire con sofisticati sistemi di controllo e simulazione che servono alla conduzione. Esiste una “letteratura” costruita sia nel mondo della vela, soprattutto America’s Cup, che utilizza monoscafi simili, sia nell’auto e nella F1 dove simulazioni e software hanno una grande importanza. La scommessa è evolvere i sistemi e crearne di dedicati e proprietari. E’ una fase molto sperimentale, dove ogni giorno cambia qualcosa. Dopo una regata di Coppa America i team aggiornano sempre il software per adeguarlo alle esperienze del giorno, cambiano regolazioni vele, assetti foil. Ora, una regata di Coppa dura 25 minuti circa. Immaginate una traversata oceanica, che sarà l’ambizione di questa barca, no stop per 4 giorni, o un giro attorno al mondo in 40 giorni. E’ tutto diverso…

In Hypersail il design è orientato alla performance e non è mai solamente un aspetto estetico, ma una conseguenza diretta della funzione: ogni volume nasce dall’interazione tra vento, acqua e velocità. Trattandosi di una barca oceanica off-shore, le scelte estetiche, fin dal primo giorno, si sono sviluppate entro perimetri ristretti, definiti da aerodinamica e ingegneria.

Ferrari Design Studio, guidato da Flavio Manzoni, ha lavorato in simbiosi con il progettista Verdier e il team di ingegneri Ferrari per tradurre vincoli aerodinamici, idrodinamici e strutturali in occasioni estetiche: così la silhouette affusolata ricorda le linee della Ferrari Monza SP1/SP2, mentre l’esterno del coachroof sulla coperta richiama l’architettura della Hypercar 499P, vincitrice a Le Mans.

Racconta Flavio Manzoni, Chief Design Officer di Ferrari: «Hypersail ha rappresentato per il Ferrari Design Studio un’opportunità inattesa; un obiettivo sfidante, per la sua complessità, che ha permesso di estendere la nostra ricerca creativa ad un contesto diverso da quello consueto». Emblematico il caso dei pannelli solari, integrati nella coperta e nelle murate. La loro posizione è stata determinata da uno studio sull’esposizione solare che avrà Hypersail, durante la sua navigazione. I pannelli solari sono calpestabili e dotati di un grip specifico.

«Hypersail è una barca unica per dimensioni e tecnologia, sviluppata per garantire massime prestazioni in un ambito unico e imprevedibile come l’oceano. Questo grazie al concetto di base: il volo, reso possibile attraverso un sofisticato sistema di controllo, frutto del know-how maturato sulle nostre vetture, alimentato da energia recuperata da fonti rinnovabili come il vento, il sole e il movimento - spiega Matteo Lanzavecchia, Head of Vehicle Engineering Ferrari e Chief Technology Officer Hypersail - la scelta progettuale di un monoscafo deriva dal connubio tra massima efficienza idrodinamica e aerodinamica».

Il giallo è poi una seconda anima delle Ferrari. Nato da un’intuizione di Fiamma Breschi, vedova del pilota Luigi Musso - celebre per il distintivo casco giallo - e amica di Enzo Ferrari, il Giallo Fly venne adottato per la prima volta su una 275 GTB, la prima Ferrari gialla della storia, dando vita a una tonalità destinata a diventare leggenda. Fly perché la barca vola, ma da ricordare che il giallo è stato usato spesso anche in aviazione: non sono rare le immagini di Spitfire e Messerschmitt o Focke Wulf con ampie zone gialle.

Il materiale principale in Hypersail è il carbonio: la tonalità di grigio, in una nuova variante rinominata Grigio Hypersail, domina la livrea. Il contrasto tra questo grigio e l’iconico Giallo Fly genera un’estetica che richiama la 512 BB, il primo esempio di livrea “integrata”. Dallo scafo si passa al logo Ferrari sulla vela, inserito per dare continuità a un’inedita presenza visiva dell’F lunga iniziata negli anni recenti (l’ala della monoposto F1 2023/2024, il Lifestyle, la Daytona SP3 donata all’asta a Pebble Beach), fino ai dettagli ispirati a La Ferrari e alle linee della F80.

A Milano, presso il Ferrari Flagship Store con l’installazione-faro Hypersail Durante la Design Week, dal 22 al 26 aprile, il progetto Hypersail viene raccontato in un percorso espositivo.

Inoltre una occasione per il pubblico che ha curiosità tecniche per entrare in contatto con il progetto e i suoi protagonisti sarà il prossimo venerdì 24 alle ore 11 presso l’aula De Carli del Politecnico di Milano Campus Bovisa, una iniziativa che nasce nell’ambito di YachtCity.

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