Ferrari presenta Hypersail, barca hi-tech (quasi) pronta al varo
Una barca da 30 metri che integra tecnologie all’avanguardia, design aerodinamico e sostenibilità energetica, firmata Ferrari Design Studio e ispirata alle icone automobilistiche del marchio
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Non sarà rossa. Sarà una Ferrari con tanto grigio scuro e il Giallo Fly. Un tradimento? Forse no, solo il tentativo di uscire da un colore che è diventato logo e che il pubblico si aspetta in una tonalità ben precisa secondo un rituale antico.
La nuova livrea sembra fatta apposta per poter leggere il logo da lontano. Pochi abbinamenti infatti risultano più visibili del testo giallo su fondo nero o quasi nero: un abbinamento in pratica necessario per l’enorme sviluppo dei pannelli solari sullo scafo e il colore tipico del carbonio.
Chi potrà appostarsi in oceano durante uno dei suoi tentativi di record la vedrà arrivare a tutta birra a 50 nodi. Ma non potrà salutare nessuno perché l’equipaggio sarà tutto dentro la barca, protetto. Dunque il progetto Ferrari Hypersail, dopo tanti mesi di attesa, si svela mostrando più di qualche rendering. Durante la settimana in cui Milano è invasa da design e mobile il team ha presentato la nuova livrea, mentre la barca è quasi pronta al varo, previsto dopo l’estate in località e data ancora segrete. I presenti: John Elkan, Enrico Voltolini nuovo team leader, Matteo Lanzavecchia e Marco Guglielmo Ribigini che guidano lo sviluppo tecnico, il progettista navale Guillaume Verdier e il capo di Ferrari Design Studio Flavio Manzoni. Il grande assente? Va ricordato, sarà Giovanni Soldini che poche settimane fa si è separato dal team.
La barca, un monoscafo di trenta metri, letteralmente “fa paura”: al di là di tutte le belle frasi su contaminazioni e trasferimenti tecnologici sarà la somma di tutte le esperienze contemporanee legate alla vela super veloce, a partire dal foiling per passare attraverso la produzione energetica a bordo (e di energia ne serve) per finire con sofisticati sistemi di controllo e simulazione che servono alla conduzione. Esiste una “letteratura” costruita sia nel mondo della vela, soprattutto America’s Cup, che utilizza monoscafi simili, sia nell’auto e nella F1 dove simulazioni e software hanno una grande importanza. La scommessa è evolvere i sistemi e crearne di dedicati e proprietari. E’ una fase molto sperimentale, dove ogni giorno cambia qualcosa. Dopo una regata di Coppa America i team aggiornano sempre il software per adeguarlo alle esperienze del giorno, cambiano regolazioni vele, assetti foil. Ora, una regata di Coppa dura 25 minuti circa. Immaginate una traversata oceanica, che sarà l’ambizione di questa barca, no stop per 4 giorni, o un giro attorno al mondo in 40 giorni. E’ tutto diverso…
In Hypersail il design è orientato alla performance e non è mai solamente un aspetto estetico, ma una conseguenza diretta della funzione: ogni volume nasce dall’interazione tra vento, acqua e velocità. Trattandosi di una barca oceanica off-shore, le scelte estetiche, fin dal primo giorno, si sono sviluppate entro perimetri ristretti, definiti da aerodinamica e ingegneria.











