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Ferrari Luce da record, il primo esemplare venduto a 40 milioni di dollari da Sotheby’s

La prima Ferrari elettrica di produzione è stata battuta da RM Sotheby’s per 40 milioni di dollari. Un primato mondiale per un’auto nuova, favorito dall’unicità dell’esemplare e dalla finalità benefica. Ma il risultato racconta anche come sta cambiando il mercato delle automobili da collezione.

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Ferrari Luce, 40 milioni di dollari per Chassis 0

Quaranta milioni di dollari per una Ferrari elettrica. Non una 250 GTO con sessant’anni di storia alle spalle e neppure una sport-prototipo vincitrice a Le Mans, ma la prima Ferrari Luce di produzione. Il risultato più sorprendente delle aste della Monterey Car Week 2026 arriva così da “Chassis 0”, esemplare Tailor Made della prima vettura elettrica di Maranello, battuto senza riserva da RM Sotheby’s.

La cifra stabilisce il record per un’automobile nuova venduta all’asta e supera nettamente il precedente primato Ferrari: i 26 milioni di dollari raggiunti nel 2025 da una Daytona SP3 Tailor Made. Un risultato che assume proporzioni ancora maggiori considerando che il valore indicato prima dell’asta per Chassis 0 era superiore a 1,1 milioni di dollari.

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Non si tratta, però, di una Luce come le altre, modello presentato a fine maggio che ha suscitato enormi polemiche soprattutto oer lo stile curanto non dal centro stile di Ferrari bensi dal collettivo LoveFrom dell’ex designer Apple Jony Ive. È il primo esemplare di produzione della prima Ferrari elettrica, con numero di telaio zero, realizzato in configurazione unica dal programma Tailor Made. Soprattutto, l’intero ricavato dell’asta sarà destinato alla Ferrari Foundation per finanziare iniziative nel campo dell’educazione.

Ferrari Luce, l’esemplare Chassis 0

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Una Ferrari elettrica trasformata in pezzo da collezione

La personalizzazione di Chassis 0 ruota attorno al tema della luce. La carrozzeria Madreperla Semi-Gloss utilizza una finitura sviluppata specificamente per l’esemplare, abbinata a un abitacolo rivestito in pelle metallizzata Perla Le Mans con elementi Grigio Corvara. Anche cerchi e numerosi dettagli sono stati realizzati appositamente.

È un vestito irripetibile per una Ferrari che rappresenta già di per sé una cesura nella storia di Maranello. Luce è infatti la prima Ferrari completamente elettrica: quattro motori sincroni a magneti permanenti, uno per ruota, 1.050 cavalli complessivi, batteria da 122 kWh con architettura a 800 volt, autonomia dichiarata di 530 km e ricarica in corrente continua fino a 350 kW. È inoltre una cinque porte omologata per cinque persone, lunga 5,26 metri e pesante 2.260 kg: caratteristiche che la collocano lontano dall’immagine tradizionale della berlinetta Ferrari.

I 40 milioni non sono il prezzo della Ferrari Luce

Naturalmente sarebbe sbagliato leggere l’aggiudicazione come un’indicazione del valore commerciale della Luce, il cui listino parte da 550mila euro. Numero di telaio, configurazione unica e soprattutto finalità benefica modificano completamente i normali meccanismi di formazione del prezzo.

L’operazione ha però un peso notevole sul piano dell’immagine. Ferrari è riuscita a trasformare la sua automobile più discussa degli ultimi anni in un oggetto da collezione prima ancora che possa esistere un vero mercato dell’usato.

E le prime indicazioni sulla domanda sembrano positive. Secondo quanto riportato a fine luglio da Financial Times, Ferrari avrebbe raggiunto in meno di due mesi l’obiettivo commerciale previsto per il 2026, fissato a poco meno di 500 Luce, grazie in particolare alla domanda proveniente dalla Cina. Ferrari aveva allora declinato di commentare direttamente le indiscrezioni.

Monterey, la McLaren F1 GTR si ferma a 34,655 milioni

Il risultato della Luce ha finito per mettere in secondo piano persino una delle automobili più importanti della Monterey Car Week 2026. Sempre da RM Sotheby’s, la McLaren F1 GTR del 1996 è stata aggiudicata per 34,655 milioni di dollari.

Che una Ferrari elettrica appena nata abbia superato una F1 GTR è soprattutto l’effetto delle caratteristiche eccezionali dell’asta benefica. Tuttavia il dato fotografa bene la trasformazione in corso nel collezionismo automobilistico di fascia più alta.

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Accanto alle Ferrari storiche, alle vetture da competizione e ai grandi classici, cresce infatti l’interesse per hypercar contemporanee, serie limitate, primi esemplari e configurazioni irripetibili. Produzione, provenienza e specifiche stanno diventando determinanti quasi quanto l’età dell’automobile.

Le hypercar moderne diventano asset da collezione

Ferrari si trova al centro di questo fenomeno. F40, F50, Enzo e LaFerrari hanno ormai consolidato il proprio ruolo nel mercato internazionale, mentre modelli più recenti e a produzione limitata come Daytona SP3 e F80 sono entrati immediatamente nel radar dei grandi collezionisti.

Non significa, naturalmente, che ogni supercar moderna sia destinata ad aumentare di valore. Al contrario, le aste di Monterey mostrano quanto il mercato sappia distinguere tra automobili semplicemente molto costose ed esemplari dotati di rarità, provenienza, storia e specifiche realmente eccezionali.

Chassis 0 concentra tutti questi elementi e ne aggiunge uno nuovo: rappresenta il punto di ingresso della Ferrari nell’era dell’automobile elettrica.

La vera prova arriverà sul mercato dell’usato

Per questo il martello calato a 40 milioni di dollari dice molto sulla forza del marchio Ferrari, ma ancora poco sul valore futuro della Luce. Il test più significativo arriverà quando i primi esemplari ordinari inizieranno eventualmente ad affacciarsi sul mercato secondario.

Saranno allora il rapporto tra prezzo dell’usato e listino, i tempi di rivendita e la domanda nei mercati più ricettivi verso le elettriche di lusso — a cominciare dalla Cina e dalla California — a indicare quanto i clienti abbiano realmente accettato la trasformazione più radicale nella storia recente di Maranello.

Chassis 0, intanto, ha già centrato un risultato difficilmente replicabile: ha trasformato il debutto della Ferrari a batteria in un evento da record. E con 40 milioni di dollari destinati a iniziative educative attraverso la Ferrari Foundation, questa volta il valore dell’operazione supera ampiamente quello dell’automobile.

Il lusso di fare del bene non ha prezzo

L’acquirente resta per il momento anonimo, anche se si fanno insistenti le voci sul nome di Herbert “Herbie” Wertheim che lo scorso anno si era aggiudicato la Ferrari Daytona SP3 “599+1” Tailor Made per 26 milioni di dollari durante la medesima asta di RM Sotheby’s. Herbie è un noto miliardario e filantropo appassionato collezionista del Cavallino che continua ad aumentare il suo patrimonio grazie ai diritti sul brevetto delle lenti fotocromatiche che ha inventato. Alla soglia dei 78 anni di età, sfoggia una forma invidiabile ed un outfit con accenti rossi, come il cappello in paglia e, naturalmente, le lenti dei suoi occhiali e trascorre il suo tempo a selezionare progetti benefici cui contribuire. Ma quest’anno non ha avuto vita facile: sono stati una decina i partecipanti attivi all’asta che si sono sgranati sul finale per restare soltanto due quando la quotazione aveva già superato i 35 milioni di dollari.

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