Svolta a Maranello

Ferrari Luce, debutta la “rossa” più sconvolgente della storia: elettrica, berlina a cinque posti e stile shock

Eresia o inizio di una nuova era? La nuova Ferrari elettrica, nata tra Maranello e San Francisco, dove è stata disegnata dall’ex Apple Jony Ive, mostra linee non convenzionali. Monta quattro motori elettrici da 1.050 cavalli complessivi e dichiara 530 km di autonomia. Ma ha 5 posti e un bagagliaio da station wagon

di Mario Cianflone

Ferrari Luce, video dal vivo. Ve la raccontiamo dentro e fuori

8' di lettura

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Elettrica, berlina, due volumi e mezzo, quasi fastback, cinque porte e addirittura cinque posti. Luce è una delle auto più divisive della storia, di certo la più controversa Ferrari mai sviluppata, con echi di appassionati perplessi perché pare essere una risposta a un bisogno che non esiste e che, forse, nessuno ha espresso. O forse no: è solo la prima di una nuova era, in un mondo che cambia e che porta in un altro campionato le auto passionali, dove gli avversari in campo non sono più Porsche o Lamborghini.

Luce è la prima Ferrari elettrica, e lo fa addirittura in uno sconvolgente formato berlina due volumi e mezzo, con portellone che si spalanca su un bagagliaio vero e cinque posti, comodi peraltro perché l’obbiettivo è stato anche quello di sviluppare la Ferrari più confortevole della sua storia e questo dà la misura di quanto la Luce cerchi di illuminare un mercato diverso da quello tradizionale.

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Se a Maranello volevano fare una Ferrari mai vista prima ci sono riusciti, ma resta da capire se questo punto di rottura abbia veramente senso e se essere disruptive, come piace dire ai guru del tech, non significhi snaturare. Diciamo che la Luce è una macchina che va capita e compresa perché la prima reazione è inevitabilmente scioccante, soprattutto esteriormente dove ci sono soluzioni estetiche che vanno comprese con calma e frutto del lavoro dei designer di LoveFrom che, come vedremo, hanno guidato il progetto.

Ferrari Luce, video dal vivo. Ve la raccontiamo dentro e fuori

Ferrari Luce, le tre tappe per la presentazione della prima elettrica di Maranello

Luce nasce dopo un lungo percorso a tre tappe, con una prima presentazione 9 mesi fa, a Maranello, delle tecnologie schierate per la batteria, il motore e il telaio; una seconda tappa con il reveal degli interni, a San Francisco, dove è stato definitivamente palesato il ruolo di Jony Ive, ex designer Apple, senza alcuna esperienza nel mondo dell’auto, che ha definito una plancia, insieme a Marc Newson e al team di LoveFrom, composta con elementi che sembrano essere presi pari pari dal già visto mondo della Mela, degli iPhone e degli Apple Watch, con spettacolari componenti in alluminio torniti dal pieno. Un risultato estetico apprezzabile, che farà certo tendenza come standard di settore premium lusso e che con tutta probabilità sarà ripreso dai competitor cinesi, gli unici che possono permettersi queste raffinatezze su vasta scala. Non manca un display OLED realizzato da Samsung e protetto da vetro Corning Gorilla, una soluzione che richiama inevitabilmente il mondo degli smartphone. Ma c’è un punto che fa riflettere. La vettura riduce al minimo i comandi touch in favore di un’interfaccia fisica. Ovviamente non c’era bisogno che Sir Jony Ive ci comunicasse questa ovvietà, soprattutto nel definire un’auto che non compete più solo con Lamborghini, che ha abbandonato al momento l’elettrico puro, ma anche con newcomer cinesi come Yangwang, del gruppo BYD, o Xiaomi.

Ferrari Luce, tutte le foto dell’elettrica del Cavallino

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In fondo, stiamo parlando di lusso su ruote e qui, nell’ambito elettrico, i cinesi, pur senza blasone, sanno dire la loro in alcuni mercati mentre in altri si posizionerà in un mondo a sé stante ed tale è anche nella gamma Ferrari. il prezzo? 550mila euro ma è facile arriva a 700 mila con le personalizzazioni.

Terza tappa del lancio: Roma — e non a Maranello — dove la vettura è stata svelata nella sua interezza. E spicca la linea, alla cui definizione, al pari degli interni, ha lavorato, come accennato, il collettivo di design LoveFrom, mentre il centro stile interno di Ferrari, diretto dal grande designer Flavio Manzoni, ha lavorato soprattutto nella fase di sviluppo e integrazione del concept, traducendolo nei vincoli tecnici e omologativi di una Ferrari stradale.

E questo si nota molto. Beninteso, la Luce è una bella auto, ma ha un limite nel suo design non convenzionale. Ci sono elementi, come la chiave con display E Ink, che la fanno definire e riconoscere come una vera Ferrari. Insomma, la Luce, al di là delle prestazioni incredibili che esprime e dell’attenzione in stile Maranello al piacere estremo di guida, sembra essere un corpo estraneo alla storia della casa italiana. Del resto, la Luce è una Ferrari eretica. Ha persino quattro porte — e ci sta, come sulla Purosangue — ma addirittura cinque posti: non ne bastavano quattro come sulla Purosangue? Sembra più una Apple Car, peraltro mai nata, incarnazione della falsa equazione auto uguale smartphone, che non un’emozionante Ferrari. 

Video Ferrari Luce elettrica, com'è fatta la prima 5 posti di Maranello

Ferrari Luce, lo stile della carrozzeria

Ferrari ha dovuto ripensare tutto il pianale per passare alla batteria e ai motori elettrici creati in casa. Gli ingegneri hanno quindi dovuto rivedere per intero la base tecnica: niente più schema transaxle tradizionale, e quindi nessun vincolo strutturale derivato dal classico motore anteriore-centrale e cambio posteriore. Questo mutamento ha aperto la strada a qualcosa di completamente nuovo per Ferrari: una vettura a quattro/cinque porte e omologata per cinque persone.

Grazie ai quattro motori elettrici e al pianale con la batteria alla base del telaio, i tecnici hanno potuto creare un abitacolo battezzato glass house sul quale poggia flottante la carrozzeria. Insomma, una struttura composita con i flussi d’aria che fluiscono internamente dal muso, aperto in modo decisamente singolare.

Guardando la vettura, la prima cosa che si nota è infatti la superficie vetrata. Questa segue una linea continua che si abbassa sotto la cintura e si unisce al telaio, sia davanti sia dietro. I gruppi ottici, sia quelli anteriori sia quelli posteriori, sono incassati, quasi a scomparsa: infatti, quando non sono accesi, vengono inglobati all’interno della carrozzeria. L’effetto visivo è decisamente poco muscoloso e non molto sportivo: è decisamente una Ferrari diversa e non solo perché è elettrica.

Nella parte posteriore i fari tondi richiamano a grandi linee quelli della 360 Modena e della 458 Italia, un tocco di stile che dovrebbe rassicurare i fan del marchio.

Originale e molto simile anche alla storia di Apple e la gamma dei colori dove trionfano le tinte pastello tenue che sembrano ricordare quelle dell’iPhone SE.

Complessivamente, in tutta la definizione della linea, si riconoscono elementi e impostazione che abbiamo già visto anni fa nei tanti rendering di fantasia della fantomatica Apple Car mai nata. Evidentemente la matrice techno californiana è stata preponderante in questo progetto.

Un altro segno distintivo sono i nuovi cerchi in lega, specifici per questo modello. Hanno un calettamento diverso tra davanti e dietro: 23 pollici sull’anteriore e 24 pollici sul posteriore. Queste dimensioni sono un record per una Ferrari destinata alla strada.

Ferrari Luce, gli interni che sanno di Apple

Gli interni di Ferrari Luce sono impostati secondo il rigore formale che fa parte della storia di Jony Ive e di Apple. Molto curati, ma poco emozionanti e non instant classic come auto di questo calibro sono abituate ma sicuramente saranno graditi da chi ama lo stile pulito che è tipico di un Apple watch, di un iPhone o di un iPad.

I display sono sviluppati appositamente da Samsung, che va ricordato essere leader in questa tecnologia. Le mappe sono Google, ma Ferrari tiene a specificare che sono disponibili anche le mappe di Apple, che non sono mai state la frontiera della geolocalizzazione, anzi sono sempre state super criticate. Poi è chiaro che il mondo dei fanboy di Apple non può che apprezzare questa scelta.

Singolare è la quantità di comandi realizzati in modo magistrale con levette in alluminio tornito dal pieno che prendono il posto dei criticabili comandi touch.

Ferrari Luce, le prestazioni, powertrain e la batteria: alta ingegneria italiana

I dati prestazionali della Ferrari Luce passano volutamente in secondo piano, con la vettura che arriva a 310 km/h, scatta da zero a cento in 2,5 secondi e arriva a 200 km/h in 6.8 secondi ma da Ferrari specificano che l’attenzione massima degli ingegneri è stata sulla precisione e piacere di guida.

La nuova Ferrari Luce monta quattro motori elettrici sincroni a magneti permanenti, uno per ruota, tutti indipendenti. Nella parte anteriore si possono toccare i 30.000 giri al minuto, mentre sul posteriore si arriva a 25.500 giri al minuto. I quattro motori sono in grado di sprigionare 1050 cavalli, pari a 772 kW, e di arrivare a una coppia massima pari a ben 990 Nm. Ad alimentarli ci pensa una batteria realizzata in toto dalla casa di Maranello, composta da 210 celle per una capacità di 122 kWh a 800 V. La stessa supporta la ricarica rapida fino a 350 kW. Questo vuol dire che, in presenza di una stazione di ricarica di tale potenza, Ferrari dichiara la possibilità di ricaricare 70 kWh in 20 minuti. Ferrari stima un’autonomia di 530 km.

Il sistema dinamico sfrutta sospensioni attive che arrivano dritte dal progetto F80, e sull’asse posteriore c’è un sistema sterzante completamente indipendente. In fase di progettazione, gli ingegneri hanno puntato su due aspetti: il controllo cinematico delle ruote su tutti gli assi di movimento, senza compromessi e in ogni condizione di carico, e la creazione di una firma acustica tutta nuova, pensata apposta per un’auto a propulsione elettrica.

Il cuore della nuova architettura è la Vehicle Control Unit, VCU, una novità assoluta per Ferrari. Per la prima volta, infatti, motore e dinamica di guida rispondono a una sola “cabina di regia”. La VCU coordina tre diverse reti: 800 Volt per i motori, 48 V per le sospensioni attive e 12 V per i sistemi ausiliari. Interpreta i comandi del pilota e monitora in tempo reale lo stato di ogni componente, gestendo sia l’erogazione sia il recupero dell’energia. E lo fa aggiornando tutti i parametri di controllo duecento volte al secondo.

Ferrari Luce, i dati tecnici

Ci troviamo di fronte a una vettura lunga 5,26 metri e alta 1,54 metri. Il passo si attesta a 2,96 metri, per un peso complessivo di 2.260 kg in ordine di marcia. La suddivisione di tale peso è nell’ordine del 47% davanti e 53% dietro. A frenare tanta potenza ci pensano i freni CCM da 390x34 mm all’anteriore e 372x34 mm al posteriore.

Di serie si trova tutto quello che serve per la sicurezza: un pacchetto Adas completo, pronto a lavorare in modo progressivo seguendo i parametri dinamici della vettura. C’è davvero di tutto tra i sistemi attivi: dal cruise control adattivo alla frenata automatica d’emergenza con riconoscimento dei ciclisti, passando per l’avviso e il mantenimento di corsia, il monitoraggio dell’angolo cieco e del traffico trasversale posteriore. Non manca la telecamera perimetrale 3D, il rilevatore di stanchezza per il guidatore e il riconoscimento dei segnali stradali. In più, la gestione elettronica del powertrain aggiunge una chicca: il sistema Smart Overbrake. I sensori radar anteriori regolano la coppia rigenerativa quando si toglie il piede dall’acceleratore, recuperando energia e ottimizzando la decelerazione. In questo modo si limita anche l’uso dei freni idraulici.

Ferrari Luce. la sintesi dei dati tecnici

Alimentazione: 100% elettrica

Carrozzeria: berlina fastback, volumi, quattro porte e portellone

Posti: cinque

Motori: quattro elettrici sincroni a magneti permanenti, uno per ruota

Potenza: 1.050 cv, pari a 772 kW

Coppia massima: 990 Nm

Batteria: 122 kWh, 800 V, 210 celle

Ricarica rapida: fino a 350 kW; fino al 70% in 20 minuti con colonnina adeguata

Autonomia stimata: 530 km

Prestazioni: 0-100 km/h in 2,5 secondi; 0-200 km/h in 6,5 secondi; velocità massima di 310 km/h

Dimensioni: lunghezza 5,26 metri; altezza 1,54 metri; passo 2,96 metri

Peso: 2.260 kg in ordine di marcia

Distribuzione pesi: 47% davanti, 53% dietro

Freni: CCM da 390x34 mm all’anteriore e 372x34 mm al posteriore

Cerchi: 23 pollici davanti, 24 pollici dietro

Dinamica: sospensioni attive derivate dal progetto F80; asse posteriore sterzante; Vehicle Control Unit con aggiornamento dei parametri 200 volte al secondo

Interni: display OLED sviluppati con Samsung, mappe Google e Apple, comandi fisici al posto di un’impostazione tutta touch

ADAS: pacchetto completo con cruise control adattivo, frenata automatica d’emergenza, mantenimento corsia, monitoraggio angolo cieco, traffico trasversale posteriore, telecamera 3D, rilevatore di stanchezza e riconoscimento segnali stradali

Sistema di recupero energia: Smart Overbrake per modulare la rigenerazione in decelerazione

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