Ferrari, debutta la F80 in attesa della prima elettrica del cavallino
Supercar, le novità da Maranello
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Dall’auto stradale più potente mai prodotta alla prima 100% elettrica costruita. Il biennio 2024/2025 segnerà una pagina importante nella storia di Ferrari, protagonista del più periodo più florido da quando fu fondata del 1947 da Enzo Ferrari. Perché dopo il record di consegne nel 2023 con 13.663 vetture, un fatturato a quota 5,97 miliardi e un portafoglio ordini sognato da ogni direttore vendite, il marchio del Cavallino si prepara a nuovi record. I primi arrivano dalla recente F80, erede di modelli iconici F40, F50, LaFerrari e capace di scaricare a terra ben 1.200 cavalli grazie al motore V6 plug-in hybrid abbinato ad un nuovo telaio e ad un’aerodinamica pensata per renderla la Ferrari stradale più veloce di sempre. Altro record arriva dal prezzo: 3.6 milioni di euro per una produzione limitata a 799 esemplari. Che si traducono in 2 miliardi e 876 milioni di euro di fatturato nel biennio 2025/2026 (quando verranno consegnate tutte le vetture) esclusivamente calcolando il prezzo di listino. Cifra che molto probabilmente salirà a circa 3.2 miliardi di euro grazie agli accessori e alle personalizzazioni. Somma che non prende in considerazione la versione spider della F80, non ancora confermata ma attesa nel 2025 in circa 300 esemplari, ma soprattutto il debutto della Ferrari elettrica pronta ad essere svelata entro la fine dell’anno. E se fino ad oggi tutto quello che è uscito da Maranello è stato firmato da Flavio Manzoni e dal suo team, con la prima elettrica del Cavallino si vedrà anche la mano di Jony Ive. Voluto personalmente da John Elkann, Ive è il padre stilistico della rivoluzione Apple, dove è entrato nel 1992 firmando prodotti come partire da Ipod, iPhone, iPad ed Apple Watch. Curriculum che conferma come la Ferrari elettrica sarà qualcosa di realmente inedito, a partire dal sound che per stessa ammissione dell’amministratore delegato Benedetto Vigna sarà all’altezza dei modelli termici.
Tutto perfetto, quindi, all’orizzonte per Ferrari? Quasi. Perché c’è un aspetto da non sottovalutare, che si traduce nella soddisfazione dei propri clienti; soprattutto quelli europei che vedono sempre più spesso un allungamento dei tempi di consegna su determinati modelli come Purosangue. Successo indiscutibile ma legato ad una strategia commerciale spesso divisiva, che ha portato al tempo stesso ad oltre due anni di attesa per i clienti storici, speculazioni su modelli di “seconda mano” dal prezzo raddoppiato rispetto al listino e oltre 700 esemplari di 296 ed SF90 in vendita solo in Europa. Perché per possedere una Ferrari nuova, non basta comprarne una sola.
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