L’inedito

Feroce invettiva contro il dominio dell’oro

di Luca Francesconi

Teatro Regio di Parma

2' di lettura

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Timon Études è una Suite della mia opera Timone d’Atene, in fase di ultimazione e che sarà in scena il 28 settembre all’Auditorium Niccolò Paganini. Con il Teatro Regio di Parma abbiamo pensato di creare uno “studio” che ne anticipi musicalmente l’atmosfera drammaturgica. Ho scritto il libretto derivandolo dal dramma di Shakespeare, forse il più controverso, misterioso e moderno della sua produzione. In questi Études emerge un nucleo incredibilmente vicino a noi: una feroce invettiva contro un mondo dominato dall’oro. La componente più impressionante, come sempre in Shakespeare, è la lucidità spietata con cui analizza la misera condizione di cinismo, prima, e di nichilismo poi, di questi esseri umani. Con Timone il misantropo in testa.

Come sempre grandi temi dell’esistenza sono trattati con una forza di parole e immagini senza pari. La musica ha il compito di aderire a questa tensione espressiva ed elevarla ad una dimensione ancora più drammatica e universale. Il protagonista si è rifugiato lungo una costa selvaggia ripudiando con disgusto ogni presenza umana. Molto è accaduto prima nella ricca e decadente Atene. Egli è stato travolto violentemente dalla corruzione e dal tradimento. Ora Timone non canta più, recita. E viene visitato come in un sogno sinistro, una felliniana processione, da molti ateniesi da cui era fuggito. Questi personaggi cantano. Si forma un dialogo spiazzante fra parola recitata e parola cantata. In più il Timone “parlante” è immerso e contrapposto alla potenza musicale della grande orchestra e del coro.

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Il suo giudizio finale sulla società (che è già la nostra) diventa un attacco senza appello alla umanità tutta, che ha perso ogni empatia, generosità, capacità di amare. Perfino il filosofo cinico Apemànto che prima nelle ricche corti ateniesi fustigava i potenti, qui resta senza parole di fronte all’odio radicale di Timone. Timone sparisce nei flutti. Non c’è dunque una speranza? Per il momento la musica finisce sui compromessi politici del condottiero Alcibiade: il quale dopo aver illuso il suo popolo con la conquista di Atene, ora getta le armi e prende il potere. Accettando che guerra e pace si cibino una dell’altra.

Compositore di Timon Études

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