Fermo, confisca e sequestro: custode della moto sarà il proprietario
di Maurizio Caprino
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Vent’anni di proposte e modifiche al Codice della strada non sono bastati a risolvere il problema dei costi di deposito per i veicoli sequestrati a carico dello Stato. Così ora, con un emendamento al decreto sicurezza, si cerca perlomeno di aggirarlo, riducendo al minimo possibile i casi in cui il mezzo viene materialmente tolto al proprietario e affidato a un deposito. Sistema analogo per il fermo amministrativo. La novità più evidente è che moto e motorini non saranno più portati subito in deposito: come gli altri veicoli, saranno lasciati al proprietario, che ne diventerà custode.
Il pacchetto riguarda il sequestro, la confisca amministrativa e il fermo amministrativo dei veicoli ed è stato aggiunto nel decreto (Dl 113/2018) dal Senato, in sede di conversione in legge. Appare probabile che entri in vigore così com’è: il testo ha passato il vaglio di Palazzo Madama con la questione di fiducia, per cui eventuali variazioni apportate nel passaggio che è in corso alla Camera creerebbero un caso politico.
L’emendamento introduce nel testo del Dl l’articolo 23-bis, che modifica il Codice della strada sostituendo integralmente gli articoli 213 e 214, ritoccando di conseguenza pochi dettagli del 214-bis e aggiungendo l’articolo 215-bis.
Nell’articolo 213 spicca l’abolizione del “doppio binario” tra ciclomotori e motocicli da una parte e tutti gli altri veicoli a motore dall’altra: per tutti scatterà l’affidamento al conducente o al proprietario, che dovrà assumere la custodia garantendo che il mezzo venga tenuto in un luogo nella disponibilità di questo soggetto (per esempio, il cortile di casa) o in un luogo non soggetto a pubblico passaggio (in sostanza, in un garage, a spese dell’interessato).
Dunque, lo Stato rinuncia alle cautele supplementari che aveva scelto in precedenza sui mezzi utilizzati anche dalla criminalità spicciola o da ragazzi a rischio (motorini truccati, senza targa o con targa alterata), che finora sono materialmente sottratti agli interessati: l’affidamento in custodia al conducente o al proprietario non garantiscono che il mezzo non venga utilizzato su strada. Certo, questo uso è vietato e punito, ma materialmente non è impossibile.


