La novità
Dal 1° gennaio 2020, non si pagano più nemmeno i 32 euro di imposta di bollo. Uno sgravio introdotto dalla legge di bilancio per mettere sullo stesso piano tutti gli enti verso cui l’interessato ha un debito, ma che di fatto dà un beneficio anche allo stesso cittadino.
Se in futuro il tariffario Pra venisse ancora modificato e il comma 813 restasse in vigore, l’emolumento Pra resterebbe non dovuto.
La condizione
Ma la gratuità spetta soltanto in caso di cancellazione effettuata «dal soggetto legittimato alla riscossione forzata». Cioè sostanzialmente dall’esattore (concessionario della riscossione).
Attualmente ciò accade già in molti casi, anche in via telematica (prima gli incaricati dell’esattore si recavano periodicamente al Pra a espletare le pratiche). Però in alcune circostanze può ancora capitare che l’interessato sia costretto a provvedere lui. E qui, oltre al danno, la beffa di dover pagare i 32 euro.
L’Ipt a 50 euro
Il comma 813 aggiunge che, in caso di «trasferimento coattivo» di bene mobile registrato (come può essere un veicolo), l’Imposta provinciale di trascrizione (Ipt, l’onere più pesante che grava sui passaggi di proprietà) è di 50 euro. Importo fisso, quindi non più proporzionale alla potenza del motore come invece è normalmente (cosa che fa spendere centinaia di euro, talvolta migliaia).