La novità

Femminicidio, dal caso Resinovich al delitto Cerillo: chi uccide perde il diritto sulle spoglie

Con l’entrata in vigore della legge, l’omicida perde ogni diritto sul defunto dalla data d’iscrizione nel registro degli indagati fino alla sentenza d’assoluzione

di Letizia Giostra

Femminicidi, 25mila persone chiedono dati aperti, accessibili e dettagliati sulla violenza maschile

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Chi ha il diritto di decidere sulle spoglie del defunto? Finora la decisione cadeva direttamente sul coniuge della persona scomparsa. Nel caso in cui non fosse coniugata, toccava al parente prossimo. Ma cosa accadeva se il responsabile dei resti è proprio colui che è accusato o condannato per la morte di quella persona?

È il caso di Liliana Resinovich, scomparsa da Trieste il 14 dicembre 2021 il cui cadavere è stato ritrovato tre settimane dopo. Per la morte della donna è attualmente indagato il marito Sebastiano Visintin che è anche l’unico a poter decidere sulla salma della moglie.

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Dall’8 aprile 2026 tutto cambia con l’entrata in vigore della legge n. 35/2026.

Le novità introdotte dalla legge

Approvato all’unanimità dalla Camera il testo mette mano sia al codice penale che al regolamento della polizia mortuaria. Le disposizioni sciolgono un nodo burocratico: il coniuge poteva reclamare la salma anche se il matrimonio è durato poco e lo stesso valeva anche se dovesse essere il responsabile della morte.

Ma con le nuove norme, a decorrere dalla data d’iscrizione nel registro degli indagati e fino alla sentenza d’assoluzione, l’omicida perde ogni diritto sul defunto. Una vittoria per i parenti della vittima, che potranno occuparsi della tumulazione senza dover dialogare con il colpevole del reato.

Quando l’autore del femminicidio decide sulla sepoltura

Un Ddl pensato soprattutto per i femminicidi, come spiegato dalla promotrice e avvocato Giulia Bongiorno (Lega). Sono molteplici gli esempi offerti dalla cronaca dove i familiari della persona scomparsa hanno dovuto interloquire con l’assassino per le scelte da prendere sulla sepoltura. Come ricordato dalla senatrice, il provvedimento ha l’obiettivo di evitare che l’autore del femminicidio - anche se indagato - possa approfittare del vecchio regolamento per poter occultare le prove del delitto.

L’ultimo caso risale proprio a qualche giorno fa. I resti di Liliana Resinovich, per cui ora la procura di Trieste indaga per omicidio, sono ancora in obitorio. La riesumazione era stata chiesta per fare ulteriori accertamenti sul corpo dopo la caduta della tesi sul suicidio della donna.

Ad essere indagato per la sua morte è il marito Sebastiano Visintin. È stato lui a scegliere tutto sulla sepoltura, dalla lapide alla fotografia. Il fratello della vittima, Sergio Resinovich, ha dovuto attendere l’entrata in vigore della norma per seppellire la sorella.

C’è poi la questione del loculo di Elena Ceste, casalinga 36enne uccisa da Michele Buoninconti, marito e padre dei suoi quattro figli. Sull’epigrafe, infatti, spunta il cognome del coniuge.

Era il 25 aprile 2010 invece quando Carmela Cerillo è stata strangolata dal marito Salvatore Guadagno. Un destino crudele, in quanto la stessa sorte era toccata anche alla madre della donna. L’uomo ha finito di scontare la sua pena e aveva recentemente fatto richiesta di cremare la salma della moglie. Pasquale Guadagno, figlio di Carmela e Salvatore, racconta di un marito geloso, che vedeva la donna come «di sua proprietà», persino con le sue ceneri. Ma dopo una lunga battaglia legale, i figli potranno ora seppellire la propria madre a Napoli, come lei avrebbe voluto.

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