Il sondaggio

Fdi, Lega e M5s: incetta di voti tra i ceti più poveri

La rilevazione Youtrend: l’Italia elettorale divisa in quattro fasce socioeconomiche. Fdi stravince (31,1%) in quella più bassa. M5s al 18,6%. Il Pd al 29,5% in quella più alta

di Manuela Perrone

Palazzo Chigi. (Imagoeconomica)

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Un’Italia spaccata in due, solcata da una sorta di frattura socioeconomica che vede da un lato Fdi, Lega e M5S fare incetta di preferenze tra i ceti più poveri e meno istruiti e dall’altro Pd, Azione e Italia Viva trionfare tra i più ricchi e con livelli di istruzione più elevati. Se oggi votassero solo gli italiani meno abbienti, in altre parole, Giorgia Meloni avrebbe una super maggioranza con qualsiasi legge elettorale.

Fdi al 31,1% nella fascia più bassa

L’istantanea arriva dal sondaggio, che Il Sole 24 Ore è in grado di anticipare, realizzato da Youtrend su un campione di 1.201 intervistati rappresentativi della popolazione maggiorenne residente in Italia, suddivisi in quattro fasce di status socioeconomico. Fdi si colloca al 30% nella Supermedia Youtrend/Agi (una media ponderata dei sondaggi nazionali sulle intenzioni di voto), ma arriva al 31,1% nella fascia più bassa e al 31,9% in quella medio-bassa, passando al 28% in quella medio-alta e riducendosi ancora al 27,4% nella più alta.

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Il Pd va meglio nelle fasce alte

Inverso l’andamento del Pd di Elly Schlein (secondo partito quotato al 22,2%), che parte dal 12,1%, sale al 24,4% per poi raggiungere il 26,4% nella classe medio-alta e addirittura toccare la vetta del 27,4% in quella alta. I dem detengono dunque il record tra i partiti come “penetrazione” tra i cittadini con lo status socioeconomico più elevato, che però guardano anche a Italia Viva di Matteo Renzi (2,3% nella Supermedia, ma 5,4% nella fascia più alta secondo lo status socioeconomico) e ad Azione di Carlo Calenda (Supermedia 3,2%, ma 5,6% tra i più ricchi).

M5S e Lega, i consensi scendono all’aumentare del reddito

Fanno molto meglio, come appeal verso gli italiani più vulnerabili, il M5S di Giuseppe Conte (Supermedia 12,3%, ma al 18,6% tra i più poveri) e la Lega di Matteo Salvini (all’8,2%, ma al 14,5% nella fascia più bassa). I Cinque Stelle hanno un altro 12% di potenziali elettori tra coloro con uno status medio-basso contro il 6,7% del Carroccio. Entrambi vedono assottigliarsi i consensi all’aumentare del reddito: i potenziali elettori del M5S calano al 7,5% nella fascia più alta, quelli della Lega crollano drasticamente al 3,1 per cento.

Avs: più consensi nella fascia medio-alta

Significativo, di contro, che l’Alleanza Verdi Sinistra di Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni e (6,4% nella Supermedia) tocchi il suo massimo nella fascia medio-alta (9,3%) e raggiunga un 7% in quella alta, scendendo invece al 3,9% tra i meno abbienti e al 5,9% nel gruppo medio-basso. Nel campo largo, insomma, complice probabilmente il radicamento al Sud e l’eco del reddito di cittadinanza, è soprattutto la sirena pentastellata ad attirare il voto dei cittadini più in sofferenza.

Forza Italia trasversale

Colpisce, guardando i risultati, il caso di Forza Italia, che nella Supermedia si attesta all’8,6%: è pressoché l’unico partito che non registra grossi salti nelle intenzioni di voto analizzate. Sembra quello degli azzurri, in questo senso, il “partito della nazione”, il più trasversale in assoluto.

Centro e periferia

«Questi dati - sottolinea Lorenzo Pregliasco, direttore Youtrend - sembrano confermare le tendenze osservate negli ultimi anni analizzando mappe e geografie del voto nelle grandi città italiane. Le aree di forza del centrosinistra, Pd su tutti, e dei partiti centristi sono spesso nella cosiddetta “Ztl” le aree centrali o residenziali con elevati valori immobiliari e di reddito, mentre il centrodestra, soprattutto la Lega ma anche Fdi, e in parte il Movimento 5 Stelle sono più radicati in aree esterne, periferiche e a marginalità socio-economica».

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