Fasi: un Comitato etico per governare l’Intelligenza artificiale
Presentato alla Pontificia Università Antonianum con Confindustria e Federmanager: una bussola operativa per un uso a misura d’uomo delle nuove tecnologie
3' di lettura
I punti chiave
3' di lettura
In Italia la spesa per la sanità digitale ha raggiunto nel 2025 quasi tre miliardi di euro e la GenAI è già utilizzata da una quota crescente di professionisti sanitari. Numeri che confermano la necessità di una governance chiara dell’innovazione, come richiamato anche dall’Organizzazione mondiale della sanità: l’AI può contribuire a migliorare servizi e lettura dei bisogni di salute, ma richiede criteri etici, trasparenza, controllo umano e sicurezza dei dati.
Per questo il Fasi, il Fondo di Assistenza Sanitaria Integrativa per i dirigenti di azienda, costituito da Confindustria e Federmanager, ha costituito un Comitato Etico sull’AI, presentato a Roma alla Pontificia Università Antonianum, nel corso del seminario “Etica e Intelligenza Artificiale: i progetti del Fasi”. Si tratta di un presidio di indirizzo e garanzia, non un organo formale, pensato per accompagnare i progetti del Fondo nel campo dell’innovazione sanitaria e definire criteri, limiti e responsabilità nell’uso delle nuove tecnologie. Anche in linea con la scelta richiamata dall’enciclica Magnifica Humanitas di Papa Leone XIV di collocare l’intelligenza artificiale dentro una cornice di responsabilità condivisa, perché l’innovazione sanitaria resti uno strumento al servizio della persona, della mutualità e dei bisogni reali degli assistiti senza ridurre mai l’individuo a una sequenza di dati, prestazioni o profili predittivi.
Una scelta di responsabilità
“La costituzione del Comitato Etico sull’intelligenza artificiale non è stata per il Fasi un adempimento formale, ma una scelta di responsabilità - ha spiegato il presidente del Fasi, Daniele Damele - . Nel momento in cui il Fondo ha iniziato a confrontarsi con tecnologie capaci di incidere sui processi sanitari, sui dati e sulla lettura dei bisogni di salute, abbiamo ritenuto necessario dotarci di un luogo di indirizzo, valutazione e garanzia. L’AI può offrire strumenti straordinari, ma deve essere governata entro condizioni, limiti e criteri chiari, perché resti coerente con i valori fondativi del Fondo: mutualità, solidarietà, tutela della dignità della persona e centralità dell’umano”.
Fabio Pengo, vicepresidente del Fasi, ha invece richiamato il valore operativo del percorso avviato dal Fondo. “Le Linee Guida Etiche che abbiamo elaborato rappresentano uno strumento essenziale - ha sottolineato -. Non rappresentano un esercizio teorico, ma una bussola operativa per accompagnare l’innovazione tecnologica dentro un quadro di principi condivisi. Il nostro obiettivo è costruire una governance dell’AI che sia davvero umana, responsabile e sostenibile, capace di mettere la tecnologia al servizio della persona e non la persona al servizio della tecnologia”.
Il seminario ha riunito accademici, esperti di bioingegneria, psicologia, diritto, filosofia e intelligenza artificiale, insieme ai rappresentanti di Confindustria e Federmanager. L’incontro ha rappresentato il primo momento pubblico di confronto sul percorso avviato dal Fondo per integrare l’AI nei propri progetti in modo responsabile, trasparente e coerente con la natura mutualistica del Fasi.






