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Brasile, rally al test elettorale
All’appuntamento col voto il Paese si presenta forte di un’economia in crescita e forti rialzi per azionario e valuta. E ora?
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L’orticaria cronica spontanea è caratterizzata dalla comparsa spontanea di pomfi (rilievi cutanei) accompagnati da prurito, angioedema (gonfiore più profondo dei tessuti) o entrambi, per più di 6 settimane a causa di cause note e sconosciute. Non sempre ci sono fattori scatenanti identificabili per l’orticaria cronica spontanea e i sintomi e i segni possono essere imprevedibili. Studi recenti hanno riportato che la prevalenza della diagnosi di orticaria cronica spontanea è dello 0,5% nella popolazione generale. I pazienti italiani affetti da una orticaria cronica spontanea nelle sue forme moderate e gravi sono oltre 190.000. La malattia è più comune nei pazienti di età compresa tra 20 e 40 anni, ma può essere osservata in tutte le fasce d’età e dura mediamente 2 anni. Gli studi hanno costantemente dimostrato che le donne hanno quasi il doppio delle probabilità rispetto agli uomini di sviluppare la malattia.
L’orticaria cronica spontanea ha un impatto enorme sulla qualità della vita di un individuo, attribuibile soprattutto alle macchie cutanee, al gonfiore, al prurito, al senso di spossatezza e in alcuni casi al dolore. Anche i disturbi del sonno possono portare a un cattivo stato di salute, spesso causati dal prurito che accompagna l’orticaria. Il paziente riporta spesso importanti ripercussioni sulla sfera socio-relazionale con riduzione degli incontri con amici, parenti e frequentazione di luoghi pubblici. La salute mentale può essere compromessa perché l’imprevedibilità delle eruzioni cutanee può indurre uno stato ansioso che rende i pazienti facilmente irritabili, astenici e maggiormente predisposti ad alcune affezioni dolorose come ad esempio la cefalea. I pazienti riferiscono anche problemi emotivi e sociali nell’ambito della gestione familiare, della cura personale, delle attività ricreative o sociali e nella mobilità.
La orticaria cronica spontanea ha indubbiamente un rilevante impatto economico sia per i pazienti sia per il Servizio Sanitario Nazionale soprattutto nelle forme moderate e gravi.
Per i pazienti, il peso economico è legato ai costi per le visite specialistiche allergologiche e dermatologiche e per i controlli periodici; ai costi per le indagini diagnostiche, per l’acquisto delle terapie farmacologiche e, in alcuni casi, per il ricorso a prestazioni private al fine di ridurre i tempi di attesa. In un certo numero di pazienti si deve tener conto dei costi relativi all’utilizzo dei servizi sanitari per le problematiche psicologiche correlate.
Inoltre, per i pazienti, devono essere considerate anche la perdita di giornate lavorative o la riduzione della produttività (presenteismo) dovute a prurito, insonnia e riacutizzazioni della malattia nonché le spese di trasporto e le spese di assistenza da parte dei familiari.