Accesso sicuro

Farmaci e dispositivi medici: a Pavia un centro studi sull’Intelligenza artificiale

Promuoverà ricerche e studi di alta specializzazione in tema di etica e regolazione delle tecnologie innovative applicate alla sanità

di Claudio Testuzza

Artificial Intelligence and machine learning, AI, Businessman use data of robots on smartphone to control business network connection and data exchange, Technology innovation for the future ipopba - stock.adobe.com

4' di lettura

English Version

4' di lettura

English Version

Inaugurato a Pavia il Centro di studi e ricerche su “Etica e regolazione dell’Innovazione tecnologica e del farmaco”, costituito presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’ateneo pavese, diretto dal prof. Michele Madonna, alla presenza di validi rappresentanti del mondo sanitario e giuridico. E’ diretto dal prof. Stefano Colloca (ordinario di Filosofia del diritto e Rettore del Collegio universitario Giasone del Maino) con l’obiettivo di promuovere ricerche e studi di alta specializzazione in tema di etica e regolazione di nuove tecnologie, di farmaci e dispositivi medici caratterizzati da elevato livello di innovazione tecnologica, quali ad esempio quelli basati sull’AI.

Alla nascita del Centro è stato dedicato il Convegno di studi “La regolazione dei farmaci e dei dispositivi medici nell’era digitale e le nuove frontiere della ricerca”, presso l’Aula Foscolo dell’Università, per indagare, con una prospettiva autenticamente interdisciplinare, le “ intersezioni ” tra diritto, etica, economia e sanità, che si inseriscono pienamente nella tradizione dell’Università di Pavia. Ateneo che, in tempi passati e recenti, si è sempre caratterizzato per una grande attenzione agli studi e alle ricerche in campo giuridico, filosofico-giuridico, economico-giuridico ed in campo medico.

Loading...

Importanza degli EFS su i dispositivi medici

Nel presentare i primi ambiti di indagine sui quali i componenti del Centro stanno lavorando, Colloca ha parlato dell’etica dell’innovazione tecnologica e dell’AI, richiamando il rischio, dal punto di vista etico, di bloccare o sotto-utilizzare l’innovazione tecnologica. Ha sottolineato, quindi, il ruolo degli early feasibility studies (EFS) sui dispositivi medici nel velocizzare l’accesso all’innovazione in modo appropriato e sicuro, poiché tali indagini di fattibilità precoce permettono di modificare il prodotto prima del completamento della sua progettazione, secondo il paradigma del carattere autocorrettivo della scienza, rispondendo meglio e più celermente ai bisogni di cure sanitarie non ancora soddisfatti.

Il tema che il Centro sta indagando, in stretta collaborazione con il Centro di ricerca interdipartimentale “Innovazione e Salute” dell’Università di Roma Tre, diretto Guerino Fares, è, appunto, il ruolo degli early feasibility studies (EFS) al cui sviluppo, attivato secondo criteri di sicurezza ed efficacia, il Ministero della Salute italiano sta dando grande impulso.

Gli EFS sono un tipo di sperimentazione clinica condotta nelle prime fasi della produzione di un dispositivo medico innovativo, prima della finalizzazione del suo design definitivo.

Il ruolo del ministero della Salute e delle Regioni

Francesco Saverio Mennini, capo Dipartimento del ministero della Salute per la Programmazione, intervenuto all’inaugurazione in rappresentanza del ministero, ha affermato, preliminarmente, che poiché le patologie hanno un peso economico e sociale, la spesa sanitaria debba essere considerata non come un costo, ma come un investimento. Di conseguenza, il ministero si sta operando costantemente per incrementare la prevenzione, la diagnosi precoce, la presa in carico precoce del paziente, l’accesso più rapido a cure di qualità basate su tecnologie avanzate.

Mennini ha parlato, anche, della realizzazione di un nuovo Piano sanitario nazionale improntato alla definizione di obiettivi di salute ed ha illustrato gli aspetti di innovazione tecnologica in sanità che il Ministero della Salute sta promuovendo. Illustrando, poi, l’impegno del ministero nella formazione del personale medico e sanitario.

Guido Carpani, docente di Diritto sanitario all’Università LUISS Guido Carli di Roma, già capo di Gabinetto dei ministeri della Salute, dell’Ambiente e della Funzione pubblica, ha spiegato il percorso di come, nel corso del tempo, la responsabilizzazione delle Regioni per la gestione dei propri servizi sanitari, sia stata affidata a nuovi strumenti di controllo di una gestione minuta e più puntuale, con l’introduzione di tetti alle spese delle regioni per l’acquisto di farmaci e dispositivi medici, per l’acquisizione di prestazioni dai privati accreditati, per il personale del servizio sanitario.

Il diritto alla base della regolarizzazione dell’ IA in sanità

Dal canto suo Cristina Campiglio, prorettrice vicaria e agli Affari giuridici dell’Università di Pavia, ordinaria di Diritto internazionale, ha esposto i recentissimi sviluppi normativi in materia di dispositivi medici..

E’ stato sottolineato che l’innovazione in materia sanitaria riguarda evidentemente anche i dispositivi medici e, nello specifico, lo sviluppo di dispositivi medici sempre più “intelligenti”. Con l’avvertenza che, proprio perché basati sull’intelligenza artificiale, si tratta di dispositivi ad alto rischio, che dunque richiedono controlli particolarmente rigorosi.

Negli Stati Uniti l’FDA ha già autorizzato oltre un migliaio di dispositivi medici basati su intelligenza artificiale (IA)/apprendimento automatico (ML). Anche la Cina si è già, da tempo, mossa nella medesima direzione.

Di qui, per l’Unione europea , la necessità di semplificare le procedure per la commercializzazione di questi dispositivi senza naturalmente sacrificare, da un lato, la loro sicurezza e, dall’altro, la tutela dei dati personali.

Questa semplificazione favorirebbe l’avvio degli early feasibility studies , che il Ministero della Salute sta promuovendo, consentendo di includervi anche sperimentazioni cliniche di dispositivi medici basati sull’intelligenza artificiale.

Il rapporto Oms positivo sull’operato in IA in Europa

L’intelligenza artificiale, fortunatamente, non è più solo una promessa lontana anche per la sanità europea. E’ già entrata negli ospedali, nei percorsi diagnostici, nei servizi ai pazienti e nelle scelte di governance.

Il nuovo rapporto dell’OMS/Europa, presentato in questi giorni, il primo studio organico sul livello di preparazione dei 27 Stati membri dell’Unione europea, racconta una trasformazione rapida e diffusa, spinta soprattutto da un obiettivo condiviso da tutti i Paesi: migliorare l’assistenza ai pazienti.

Per l’Italia, la fotografia è quella di un Paese presente nel gruppo di testa su più fronti: strategia in sviluppo, linee etiche, data hub, finanziamenti e ampiezza delle applicazioni. Chiamato ora a fare un salto di qualità, cioè passare dall’attivismo alla maturità di sistema, perché l’intelligenza artificiale, come suggerisce il rapporto, non sarà giudicata dalla sua sofisticazione tecnica, ma dalla sua capacità concreta di migliorare cure, accesso, sicurezza e fiducia.

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti