Giustizia

Famiglia nel bosco, nessun illecito disciplinare per i magistrati

Dal ministero della Giustizia l'annuncio dell'archiviazione dell'inchiesta: nessun illecito e le decisioni di merito rientrano nell'autonomia e indipendenza delle toghe

di Patrizia Maciocchi

Foto IPP/Luciano Adriani Palmoli (CH) Italy Photo Press - World Copyright IPP

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All'esito dell'inchiesta sulla famiglia nel bosco disposta dal ministro della Giustizia, «non sono emersi profili di illeciti disciplinari da parte dei magistrati». Il ministro della giustizia, Carlo Nordio, annuncia con una nota che ha disposto l'archiviazione dell'inchiesta. Con un'ulteriore precisazione di Via Arenula, «le decisioni di merito in ossequio all'indipendenza e all'autonomia della magistratura non sono oggetto di valutazione». L'operato dei giudici era finito nel mirino del ministro, dando il là ad uno scontro istituzionale.

L'accusa di una lettura ideologica del caso

Il tribunale dell'Aquila e l'Associazione nazionale magistrati avevano denunciato, dopo la decisione di iniziare l'iter per inviare gli ispettori, le interferenze del ministero sull'operato dei giudici. Anche allora la presidente del Tribunale per i minorenni dell'Aquila, Cecilia Angrisano, e il procuratore della Repubblica, David Mancini, avevano affidato a una nota la denuncia dei «toni aggressivi e non continenti» dopo i vari interventi considerati un attacco alle toghe impegnate nel procedimento. Compreso quello della premier Giorgia Meloni, che in un'intervista televisiva l'8 marzo, aveva parlato di «letture ideologiche» da parte della magistratura.

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Da lì la nota di risposta dei vertici degli uffici minorili dell'Aquila che hanno spiegato le ragioni del loro operato: «In considerazione del clamore mediatico suscitato da recenti vicende giudiziarie, tuttora in fase istruttoria da più parti commentate anche con toni aggressivi e non continenti, è premura dei magistrati che lavorano presso gli uffici giudiziari minorili, e in particolare presso il Tribunale per i minorenni di L'Aquila e la Procura minorile di L'Aquila, affermare che ogni iniziativa giudiziaria di loro competenza è ispirata esclusivamente ai principi di tutela dei diritti delle persone di minore età, come sanciti nella Costituzione e nelle fonti di diritto internazionale».

Il ministero, con invio degli ispettori e l'avvio del procedimento disciplinare, sull'onda delle polemiche per l'intervento dell'autorità giudiziaria, era intervenuto sull'allontanamento dei bambini dai genitori e sulle modalità di tutela dei diritti dei minori.

La nota dell'Associazione nazionale magistrati

L'associazione nazionale magistrati prende nota dell'archiviazione: «I magistrati del Tribunale per i minorenni di L'Aquila hanno fatto il proprio lavoro con correttezza e trasparenza, rispettando leggi e procedure. Lo certifica anche il ministero della Giustizia con la relazione degli ispettori. Ne prendiamo atto - scrive l'Anm - e rinnoviamo la nostra vicinanza ai colleghi che in questi mesi sono stati oggetto di sistematici attacchi per aver semplicemente fatto il proprio dovere su un caso che era al centro dell'attenzione della politica»

Pillon: minori devono rientrare a casa

«Prediamo atto che non siano state rilevate irregolarità nel procedimento giudiziario in corso. Quanto al merito, avremo presto modo di convincere il Tribunale per i minorenni dell'Aquila del mutato quadro fattuale e della bontà delle argomentazioni difensive maturate circa l'opportunità del rientro a casa dei minori nel loro superiore interesse». Lo ha dichiarato l'avvocato Simone Pillon che assiste la coppia di Palmoli (Chieti) Catherine Birmingham e Nathan Trevallion, per il ricongiungimento dei tre figli minori allontanati lo scorso 20 novembre dai genitori con la sospensione della responsabilità genitoriale, con ordinanza del Tribunale minorile dell'Aquila.

Il legale è intervenuto sulla decisione del ministero della Giustizia che oggi ha archiviato l'ispezione, per l'esattezza gli accertamenti disposti dal ministro Carlo Nordio che hanno escluso illeciti disciplinari da parte dei magistrati, ribadendo che le decisioni di merito sui minori sono state prese nel pieno rispetto dell'autonomia e dell'indipendenza della magistratura.

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