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Calcio & business
Fair play finanziario: Inter e Milan fuori dal settlement, Roma ancora sotto esame
La Uefa promuove il risanamento dei due club milanesi, mentre i giallorossi dovranno realizzare importanti plusvalenze entro il 30 giugno per evitare sanzioni peggiori
Federico Dimarco (al centro) dell’Inter durante la partita di calcio della Serie A italiana tra Milan e Inter allo stadio Giuseppe Meazza di Milano, l’8 marzo 2026. (ANSA / Matteo Bazzi)
La Uefa ha reso noto le pagelle dei club che hanno sottoscritto nel 2022 dei settlement agreement per rimettersi in carreggiata dopo i dissesti post Covid. Per quanto riguarda le squadre italiane (la Juventus ha poi intrapreso un altro percorso dopo la squalifica subita con l’esclusione dalle Coppe per i casi plusvalenze/stipendi tagliati), vengono promossi a pieni voti Inter e Milan, mentre la Roma viene rimandata (e multata per 6 milioni).
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Dal Covid al nuovo fair play finanziario
Per comprendere le decisioni della Uefa bisogna tornare all’estate del 2022, quando il calcio europeo usciva da una delle fasi più complesse della sua storia. La pandemia aveva prodotto perdite diffuse e costretto molte società – tra cui le italiane – a sottoscrivere accordi transattivi con Nyon.
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Inter, Milan e Roma avevano accumulato nel triennio 2019‑2022 deficit molto rilevanti (con rossi vicini ai 500 milioni per l’Inter e oltre i 350 milioni per Milan e Roma). La Uefa nel frattempo ha varato il nuovo regime del fair play finanziario basato sulla “football earnings rule”, che impone una perdita massima di 60 milioni nel triennio, al netto degli investimenti virtuosi (settore giovanile, infrastrutture, calcio femminile), e sulla “squad cost rule” che impone di non superare il 70% nel rapporto tra costi della rosa (stipendi, ammortamenti, commissioni pe gli agenti) e ricavi. I settlement agreement avevano un duplice scopo: riportare i club nell’alveo della sostenibilità economica e accompagnarli gradualmente nel nuovo regime.
Inter e Milan: il ritorno all’equilibrio
Dopo tre anni di monitoraggio, Inter e Milan sono ufficialmente uscite dal settlement agreement. Il dato più significativo è quello dell’evoluzione dei conti. L’Inter ha intrapreso un percorso graduale ma deciso: -85 milioni nel 2022‑23; -36 milioni nel 2023‑24; +35 milioni nel 2024‑25, un passaggio storico, perché segna il primo utile nella storia recente del club, anche grazie a finale Champions e mondiale per club.
Il Milan, dal canto suo, ha seguito una traiettoria ancora più lineare, con tre bilanci in utile consecutivi: +6 milioni nel 2022‑23; +4 milioni nel 2023‑24; +3 milioni nel 2025‑26.
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Ovviamente d’ora in poi i due club milanesi dovranno rispettare il limite delle perdite e mantenere sotto controllo il costo della rosa, ma uscendo dall’accordo transattivo non dovranno sottostare più a obiettivi intermedi rigidi, né correranno il rischio di subire le sanzioni automatiche in caso di sforamento previste dalla limitazione delle liste Uefa al blocco del mercato in entrata, a multe.
Se l’Inter, pur dentro il quadro di sostenibilità delle regole Uefa e della filosofia aziendale di Oaktrre, può operare sul mercato maggiore flessibilità, il Milan di RedBird deve fare i conti con il calo dei ricavi legato all’assenza dalla Champions League per il secondo anno consecutivo.
Roma: strada ancora in salita
Il quadro cambia sensibilmente se si guarda alla Roma. Il club giallorosso resta all’interno del settlement agreement e ha ricevuto una multa complessiva di 6 milioni di euro: 2 milioni per aver mancato l’obiettivo intermedio; 4 milioni per aver superato il limite del 70% del rapporto costi/ricavi.
Il dato strutturale è il più significativo: nel triennio 2023‑2025 la Roma ha registrato una perdita complessiva di 238 milioni di euro, segno di un riequilibrio ancora incompleto. Il trend è in miglioramento, ma non sufficiente per rientrare nei parametri UEFA.
Di conseguenza: il club resterà sotto monitoraggio anche per la stagione 2026‑27 e il bilancio al 30 giugno diventa decisivo. Per questo sarà necessario realizzare plusvalenze rilevanti per rientrare nei limiti con cessioni redditizie prima della fine della stagione in corso.
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