F2i e Save in prima fila per la privatizzazione dell'aeroporto di Catania
Anche la spagnola Corporacion America sarebbe pronta a inviare una manifestazione di interesse. Tra le italiane il dossier fa gola anche a Mundys. Il closing del deal è atteso per fine anno
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(Il Sole 24 Ore Radiocor)- Si scaldano i motori per la privatizzazione dell’aeroporto di Catania (gestito da Sac). Da quanto apprende Radiocor sono attese le manifestazioni di interesse per rilevare una quota di maggioranza del gestore aeroportuale siciliano da parte di Corporacion America (che controlla Toscana Aeroporti) mentre tra le italiane in prima linea ci sarebbero Save ed F2i (tramite F2i Aeroporti). A guardare il dossier anche Mundys che già in Italia governa l’aeroporto di Roma Fiumicino e che per mission guarda a ogni opportunità che il mercato possa offrire sul settore aeroportuale e della mobilità.
Il 15 giugno prossimo scade il termine ultimo per la presentazione delle proposte preliminari ed è altamente plausibile che la lista dei soggetti interessati sarà molto più nutrita. Dopotutto era stata la stessa società a rendere noto che a causa dell’”elevato numero” di richieste di chiarimenti formulate dagli operatori interessati alla procedura di cessione, alcuni dei quali aventi sede legale al di fuori dell'Unione europea, si era reso necessario lo slittamento della data inizialmente fissata per il 4 giugno scorso. Oltre a soggetti europei, ci sarebbero anche "una pluralità di operatori extra-Ue interessati alla procedura”. Il dossier farebbe gola al fondo sovrano di Abu Dhabi, Adq e a Vinci Airports, uno dei maggiori operatori aeroportuali internazionali a livello globale.
L'iter, closing atteso entro fine anno
Sotto il profilo delle tempistiche, una volta ricevute le manifestazioni di interesse gli azionisti di Sac, ovvero i soci pubblici (Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura del Sud Est Sicilia detiene circa il 60,64%; Città Metropolitana di Catania, Libero Consorzio Comunale di Siracusa e l’ Istituto Regionale per lo Sviluppo delle Attività Produttive ciascuno con circa il 12,12%; il Comune di Catania con il 2,02% circa e il Comune di Comiso con lo 0,96%), in sede assembleare decideranno la quota effettiva da mettere in vendita. Al momento si parla genericamente di una partecipazione del 51% ma il range, secondo indiscrezioni, potrebbe arrivare fino al 61% per un valore che dovrebbe oscillare tra i 500 e i 600 milioni di euro. Inoltre verranno approvati i principi di governance che andranno a definire i diritti che rimarranno in capo ai soci pubblici come azionisti di minoranza post privatizzazione. La linea sarebbe quella da sempre utilizzata per operazioni del genere: al soggetto che acquisirà la maggioranza spetterà la nomina dell’ad mentre la nomina del presidente spetterebbe agli azionisti di minoranza.
Altro passaggio sarà il via libera al piano industriale che verrà messo a base di gara. E’ previsto un piano di investimenti da 1,3 miliardi, tra cui l’ampliamento del terminal A, la costruzione di terminal B e C, una nuova pista d’atterraggio, i parcheggi, il collegamento con i mezzi pubblici e una nuova area per i taxi per migliorare la viabilità dei due scali. Terminati questi passaggi si entrerà nella fase due: la verifica dei requisiti, l’apertura della data room e l’invito a formulare una offerta non vincolante. Idealmente la seconda fase, tenendo conto della “pausa agostana” dovrebbe chiudersi a fine settembre. Dopodiché la fase tre con l’aggiudicazione che dovrebbe avvenire entro la fine dell’anno.








