F1, la macchina da soldi perfetta: dal boom social alla rivoluzione sostenibile
Dai ricavi proiettati oltre i 3,5 miliardi di dollari alla rivoluzione sostenibile del 2026: il Circus raccoglie i frutti della gestione americana. Il pubblico femminile e la Gen Z trainano l’engagement, mentre i conti delle scuderie tornano stabilmente in utile
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Il 2025 si chiude per la Formula 1 con risultati positivi su tutti i fronti. Dal lato sportivo la lotta finale a tre fra Max Verstappen, Lando Norris e Oscar Piastri ha tenuto i tifosi con il fiato sospeso fino all’ultimo giro del Gran Premio di Abu Dhabi. Dal lato mediatico e popolare, la crescita degli spettatori nei GP è da sold out continuo e sui social la community è giovane e attiva. Infine, da un punto di vista finanziario, sia le scuderie che Liberty Media stanno capitalizzando appieno quest’epoca d’oro.
Il cambio di paradigma: dalla visione di Ecclestone alla conquista della Gen Z
Il processo di “svecchiamento” della Formula 1 da parte di Liberty Media è stato coraggioso, ma ha portato i suoi frutti. Operazioni di spettacolarizzazione come la serie Netflix Drive to Survive, o le Drivers’ Parade prima delle gare, appaiono goffe agli occhi dei tifosi di lungo termine, ma hanno avuto la capacità di avvicinare un pubblico più eterogeneo.
La conferma del successo di questa era di Formula 1 sta nei numeri, partendo dal core business, ovvero i biglietti venduti nei weekend di gara. Dall’analisi dei 20 GP del 2025 di cui abbiamo accesso ai dati per il calcolo dell’affluenza, emerge come per la prima volta nella storia la presenza media abbia superato le 300mila unità. Il picco si è registrato a Silverstone con addirittura mezzo milione di persone, nonostante non fosse un weekend sprint. Il dato medio generale è in significativo aumento rispetto al 2024 (+4,2%) ed è limitato solo dal numero di posti in circuito, che richiedono investimenti continui per andare incontro alla domanda crescente.
Fuori dagli autodromi i dati sono ancora più sorprendenti: in un recente questionario che la Formula 1 ha pubblicato in collaborazione con Motorsport Network è emerso che il 27% dei rispondenti appartiene alla Gen Z, con un perfetto equilibrio di genere fra i fan. La conseguenza di questa crescita fra i giovani e le donne è un aumento impetuoso della rilevanza sui social media. Ai tempi dell’acquisizione da parte di Liberty Media (2016), la Formula 1 non era lo sport motoristico più popolare, posizionandosi nettamente dietro alla MotoGP. In breve tempo (nel 2019) le quattro ruote hanno raggiunto le moto a quota 8,8 milioni di followers su Instagram. Oggi il sorpasso è netto, con l’account @F1 a quota 40,5 milioni, mentre @motogp è più che doppiato a quota 18 milioni.
Dal sondaggio emerge inoltre che il 27% dei rispondenti segue la Formula 1 da meno di cinque anni e il 61% interagisce ogni giorno con i contenuti social della categoria. Un dato che mostra la capacità del Circus di creare contenuti attivi e generare il cosiddetto “engagement”, ovvero la capacità di stimolare un’interazione concreta da parte dell’audience (come commenti, condivisioni e “mi piace”), indice di una relazione solida e continuativa tra utente e marchio.









