Gran Premio del Qatar

F1, a Losail penultimo round di una sfida iridata clamorosamente riaperta

La squalifica delle McLaren per irregolarità tecnica cambia le carte in tavola, riaprendo la lotta al titolo con Verstappen e Piastri ora più vicini a Norris.

di Massimo Ruberti e Glenda Mecaj*

Max Verstappen. (AP)

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Chi si aspettava che il Gran Premio di Las Vegas potesse riaprire il campionato non è rimasto deluso: però, di certo, non poteva immaginare il modo in cui sarebbe successo! Le due monoposto della McLaren sono state infatti squalificate dalla direzione gara al termine della corsa, a causa dell’eccessivo consumo del pattino (plank) fissato sotto il fondo, elemento regolamentare che controlla l’altezza da terra. Esattamente come avvenuto per la Ferrari di Hamilton nel Gran Premio di Shanghai, a marzo scorso.

La corsa del Nevada ha visto ancora una volta trionfare Max Verstappen, dominatore fin dalla prima curva, dove il poleman Lando Norris ha dovuto cedere il passo dopo una manovra aggressiva non riuscita. Il pilota McLaren, secondo al traguardo, aveva raccolto diciotto punti preziosi per il mondiale, allungando sul compagno di squadra Oscar Piastri, sempre più spento. La doppia squalifica, però, ha cambiato tutto, rimettendo in gioco Max e, paradossalmente, lo stesso Piastri. L’australiano, infatti, da un possibile e quasi definitivo -30 si ritrova a -24 da Norris, un distacco non insormontabile e identico a quello di Verstappen.

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L’olandese si ritrova così in corsa per un titolo mondiale dato per chiuso da tutti, lui compreso. Ma le carte di Las Vegas hanno creato i presupposti per un finale di stagione da brividi, in cui un singolo errore potrà compromettere tutto. I favori dei pronostici restano ovviamente sul leader del mondiale, ma come reagirà Lando a una situazione così sfortunata, che dalla tranquillità di un mondiale a un passo lo trascina in una potenziale trappola di nervi in Qatar?

A pochissimi giorni di distanza da Las Vegas, durante il penultimo weekend di gara stagionale, il britannico avrà comunque la possibilità di conquistare il mondiale se riuscirà a guadagnare almeno due punti su entrambi i contendenti. È certamente possibile, però la tensione sarà alle stelle.

LA CLASSIFICA

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La sfida per il secondo posto del mondiale costruttori

In quello che sembra essere un mondiale a parte, le prestazioni della Mercedes sono sempre più positive, con una concretezza che porta la casa di Stoccarda a consolidare un secondo posto nel mondiale costruttori, che difficilmente ammetterà repliche da parte degli avversari.

Russell è ancora una volta sul podio in questa stagione di alto livello, ma, circa le prestazioni, sembra ormai davvero ridotto il suo gap con Andrea Kimi Antonelli, un talento in crescita che a Las Vegas ha stupito ancora una volta. Agli errori di inesperienza delle qualifiche e della falsa partenza, Kimi ha aggiunto 50 giri a tutta, che gli hanno consentito di recuperare dalla 17ª piazza alla quinta, a pochi secondi dal secondo posto. Il diciannovenne di Bologna ha poi beneficiato della doppia squalifica McLaren per conquistare il terzo podio in carriera, il secondo consecutivo. Dietro alla crescita in classifica della Mercedes vi è senza dubbio il suo contributo.

Alla festa di Las Vegas, la grande assente è la Ferrari. Dopo le qualifiche disastrose (Hamilton 20º e Leclerc nono), i due piloti di Maranello hanno condotto una gara in rimonta fino a plafonare in termini di prestazione. Il pilota britannico, autore di un primo giro prodigioso nell’evitare guai, si è ritrovato in mezzo al gruppo a un ritmo simile alla Haas di Ocon e alla Sauber di Hulkenberg, piloti con cui ha poi battagliato per il magro punto di consolazione della decima piazza. Poco meglio la gara di Leclerc, sesto al traguardo e in grave crisi di gomme nel finale. Entrambi i piloti hanno poi beneficiato della squalifica McLaren e guadagnato due posizioni, finendo per le statistiche ottavo e quarto: in ogni caso, non è quello che ci si attende dalla Rossa.

La sensazione è che la scuderia di Maranello non veda l’ora che finisca la stagione. Vasseur aveva in effetti presentato l’obiettivo del weekend come un’occasione per concentrarsi sulla performance, “assicurandoci di non lasciare nulla di inespresso in termini di prestazione“. Di fatto, questa è la prestazione che la Ferrari può esprimere nel 2025.

La convergenza prestazionale dei Top Team, Ferrari esclusa

Il 2025 rappresenta la conclusione del ciclo regolamentare avviato nel 2022, caratterizzato dall’introduzione dell’effetto suolo come principio aerodinamico dominante. La modifica più significativa riguardava il trasferimento della generazione di carico aerodinamico dalle superfici superiori (ali e appendici) al fondo vettura, grazie a canali Venturi e diffusori progettati per sfruttare la depressione sotto la monoposto.

In questi quattro anni la scuderia che ha ottenuto più punti è stata la Red Bull con 2.599 punti, con tre titoli piloti e due costruttori annessi. In seconda posizione la Ferrari con 1.990 punti, ma nessun titolo. Autrice di una grande rimonta la McLaren, partita male nel 2022 ma che, con due mondiali costruttori e (forse) un titolo piloti in arrivo, ha conquistato 1.883 punti. La grande delusa di questo ciclo è senza dubbio la Mercedes: 1.823 punti e nessun campionato vinto, dopo otto costruttori consecutivi.

CONVERGENZA PRESTAZIONALE DEI TOP TEAM - STAGIONE 2025

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Questa stagione 2025, dominata dalla McLaren, ha visto un progressivo riequilibrio dei valori in pista grazie agli aggiornamenti introdotti dalle principali squadre, con l’unica eccezione della Ferrari. Come mostra il grafico, la media mobile a cinque gare (ossia la media dei punti ottenuti nelle ultime cinque gare) converge attorno ai 25 punti per fine settimana. La scuderia di Maranello presenta un rendimento medio di 17 punti e una bassa volatilità nei risultati, dovuta anche alla scelta di non aggiornare ulteriormente la SF25, un progetto nato sotto una cattiva stella.

Gli sviluppi tecnici a stagione in corso: punto debole della Ferrari?

I frequenti cambiamenti del regolamento tecnico FIA mettono sotto pressione le scuderie di Formula 1, obbligandole a rivisitare i progetti delle vetture con modifiche consistenti sia a livello aerodinamico sia motoristico. Per questa ragione, nel 2025 gli ingegneri delle scuderie hanno dovuto fare scelte critiche sul tempo da dedicare allo sviluppo della monoposto attuale o a quella del 2026.

A tal proposito, Lewis Hamilton, già a giugno, si esprimeva così: «Dovremmo essere completamente concentrati, in termini di sviluppo, sulla vettura del prossimo anno. So che Mercedes è già focalizzata sul prossimo anno. La chiave sarà sviluppare quel motore. […] Sto cercando di lavorare con gli ingegneri per assicurarci di correggere alcuni dei problemi di questa macchina, perché ci sono alcune questioni che devono essere risolte per il prossimo anno.»

La Ferrari, d’altronde, non si fece trovare impreparata all’inizio degli ultimi due cicli tecnici FIA. Nel 2022 aprì addirittura l’era effetto suolo con una doppietta Leclerc-Sainz in Bahrein, ma anche nel 2017 iniziò con una vittoria di Vettel a Melbourne e con una vettura competitiva nella prima parte di stagione. Poi, in entrambi i casi, le prestazioni vennero superate dagli avversari, capaci di sviluppare le monoposto durante il corso della stagione.

I risultati nel grafico successivo parlano chiaro. Prendendo come riferimento il Gran Premio di Barcellona, che si corre di solito a metà maggio, emerge come la Ferrari perda costantemente punti nel corso della stagione rispetto al potenziale mostrato nelle prime gare. La scelta di Montmelò non è casuale: è il weekend in cui le squadre portano gli aggiornamenti tecnici più importanti. Il circuito è completo, con un lungo rettilineo, curve veloci e un tratto finale più lento, ideale per valutare la macchina in ogni condizione. Inoltre, essendo stato a lungo sede dei test prestagionali, offre una base di dati ampia per confrontare le prestazioni. Infine, la sua collocazione nel calendario è strategica: arriva in un momento che consente alle scuderie di recuperare terreno, con ancora molte gare davanti.

PUNTI MEDI PER GARA DI SCUDERIA FERRARI 2017-25

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LA DIFFERENZA DI RENDIMENTO

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Il rendimento della Ferrari, misurato come punti ottenuti per ciascun weekend di gara, in otto anni su nove è andato a calare con il progredire del campionato. La sola eccezione è stata il 2023, primo anno di Fred Vasseur a Maranello, quando la squadra ha mostrato una crescita, segnale di una migliore comprensione della monoposto e della capacità di estrarre prestazione. Nel grafico si confronta la media punti per weekend prima del Gran Premio di Barcellona e quella successiva: il dato evidenzia come la Ferrari perda terreno dopo Montmelò, in coincidenza con gli aggiornamenti introdotti dalle scuderie: una perdita di punti media dell’11,4 %.

Per i tifosi Ferrari, resta la speranza che questo preoccupante finale di stagione non sia frutto di un’incomprensione tecnica della SF25 ma che sia il risultato di un suo programmato mancato sviluppo, a fronte di uno sforzo aziendale concentrato sul 2026.

Il fine settimana sprint di Losail e la novità Pirelli

Da tempo, in Formula 1, tiene banco la discussione per riformare il regolamento sportivo sulla gestione delle gomme in gara. Da quando è stata eliminata la possibilità di fare rifornimento ai box, sono di fatto diminuite le variabili strategiche in pista, con la gestione gomme a farla da padrone. Tuttavia, l’esperienza maturata dalle scuderie nella gestione degli pneumatici e la crescente affidabilità della Pirelli hanno reso i GP di Formula 1 spesso a sosta singola, con i piloti impegnati più a gestire le temperature della gomma che a spingere.

A detta di Mario Isola, Direttore di Pirelli Motorsport, intervistato ai microfoni Sky, qualcosa si sta muovendo nella discussione, ma la possibile scelta di obbligare i piloti alla doppia sosta non convince le scuderie, che pensano si possa trattare (non a torto) di una riduzione ancora più netta delle strategie possibili, con le gare senza l’incognita una o due soste. La doppia sosta obbligatoria è stata, peraltro, un esperimento fallito allo scorso Gran Premio di Monaco.

In Qatar ci sarà una situazione simile, con le scuderie obbligate a non montare lo stesso set di pneumatici per più di 25 giri su una gara da 57. La doppia sosta sarà pertanto obbligatoria, anche se le ragioni non sono dettate da una scelta strategica FIA, ma da questioni di sicurezza sollevate da Pirelli. Il fornitore unico ha infatti sottolineato come quello di Losail sia «un tracciato molto severo in termini di energie, sollecitazioni termiche e usura del battistrada. I giri verranno conteggiati cumulativamente tra tutte le sessioni in pista, incluse eventuali tornate effettuate in regime di neutralizzazione». Vedremo come andrà a finire, ricordando che la Red Bull è storicamente la squadra più abile nel gestire le situazioni straordinarie.

A Losail, la lotta mondiale si giocherà su un fine settimana sprint, con la competizione che inizia ad accendersi già il venerdì alle 18.30 con le qualifiche della gara sprint. Il sabato avrà un doppio appuntamento: alle 15.00 la gara da 100 km con 8 punti a disposizione per il primo in classifica, alle 19.00 le qualifiche per la griglia di partenza. La gara si svolgerà domenica in notturna a partire dalle 17.00 italiane.

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