Automobilismo

Ferrari SF-26, l’anno zero: Maranello riparte da una nuova Formula 1

di Alex D'Agosta

Ferrari - Presentazione della SF-26 in pista a Fiorano , Lewis Hamilton - Venerdi 23 Gennaio 2026 Fiorano - Modena - Italia sport, motori ( Foto Davide Gennari /LaPresse)

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 La monoposto SF-26 si è svelata questa mattina su una pista di Fiorano che ha restituito, come sempre, il senso più autentico del legame tra Ferrari e i suoi tifosi: quelli con la T maiuscola, che tutti invidiano. Un affetto palpabile, fatto anche di giovani presenze, con molte scuole del comprensorio ufficialmente coinvolte, a testimoniare come Maranello continui a essere un punto di riferimento che va oltre la Formula 1.

Il debutto della Ferrari di Formula 1 numero 72 assume un significato particolare, forse unico, in questo secolo. Sarà un’auto di un anno davvero spartiacque. Nel 2000 la Scuderia era all’inizio dell’era irripetibile di Michael Schumacher; da allora, fatta eccezione per il titolo mondiale di Kimi Raikkonen e per i campionati soltanto sfiorati con Fernando Alonso e Sebastian Vettel, il percorso è stato segnato da un lento e costante declino competitivo. Adesso bisogna tornare alle prestazioni vincenti: questo chiede il mondo dell’auto, gli investitori, i Tifosi.

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Con l’arrivo dei regolamenti rivoluzionari del 2026, le aspettative non potrebbero essere più alte. Ma la SF-26 non nasce per alimentare slogan o promesse: è la prima risposta concreta di Ferrari a una Formula 1 che cambia pelle in modo radicale.

Per fortuna, verrebbe da dire a molti, non è cambiata “troppo” l’estetica globale. Anche se a ben vedere la livrea è stata indubbiamente rivista in chiave più pulita, dove il rosso resta protagonista e, sul fronte sponsor, il tanto atteso rafforzamento dei partner globali già presenti ha visto un potenziamento mirato in particolare di HP, ma senza l’impatto visto lo scorso Miami che aveva scatenato critiche per la grande presenza di blu. Ora, invece, prevale lo sfondo bianco.

Al giro in pista, però, emergono novità che possono essere lette come una nuova identità sensoriale, comune alle monoposto di questa generazione. Il diverso equilibrio tra componente elettrica, gestione del turbo e aerodinamica attiva restituisce una vettura meno ovattata, con una firma acustica più “fischiosa”: non un dettaglio estetico, ma il riflesso diretto di flussi d’aria più rapidi, transizioni energetiche più marcate e di una meccanica meno filtrata rispetto al passato.

Una discontinuità tecnica reale

La SF-26 è più corta, più stretta e sensibilmente più leggera della SF-25. Una scelta che riflette un cambio di filosofia profondo: l’efficienza complessiva diventa il parametro guida, sostituendo la ricerca del carico aerodinamico assoluto che aveva caratterizzato l’era precedente. Un nuovo sistema, un diverso rapporto tra potenza elettrica ed endotermica, quindi, non solo una somma di soluzioni estreme.

Dal punto di vista aerodinamico, la SF-26 archivia definitivamente la centralità dell’effetto suolo. Il fondo vettura lavora in modo meno aggressivo e più progressivo, riducendo la sensibilità alle turbolenze e migliorando la stabilità in scia. Una scelta che comporta una rinuncia parziale al carico massimo, ma che restituisce maggiore coerenza dinamica e una finestra di utilizzo più ampia.

Perché l’effetto suolo è stato ridimensionato

La decisione della Formula 1 di ridurre in modo strutturale il ruolo dell’effetto suolo nel ciclo regolamentare che parte da quest’anno nasce da una combinazione di fattori tecnici, economici e sportivi. Il ritorno ai fondi Venturi aveva progressivamente generato una complessità progettuale elevatissima, con costi di sviluppo difficili da conciliare con il budget cap e un vantaggio crescente per i team dotati delle migliori capacità di simulazione e correlazione aerodinamica. Allo stesso tempo, la forte dipendenza dal carico prodotto dal fondo aveva reso le monoposto estremamente sensibili alle variazioni di assetto e di altezza da terra, amplificando fenomeni come il porpoising e riducendo la prevedibilità del comportamento in pista. Anche sul piano sportivo, i benefici iniziali in termini di capacità di inseguimento si sono progressivamente attenuati con l’evoluzione dei progetti. In questo contesto, la Federazione ha scelto di spostare l’equilibrio tecnico verso un modello più controllabile e sostenibile, riducendo il carico “gratuito” del fondo, introducendo maggiore aerodinamica attiva e riportando al centro della prestazione la gestione energetica e la guidabilità.

Aerodinamica attiva e piattaforma meccanica

Nel regolamento 2026 l’aerodinamica attiva diventa parte strutturale del concetto vettura. Sulla SF-26 le ali anteriore e posteriore lavorano in due configurazioni distinte: alto carico in curva per garantire stabilità e aderenza, bassa resistenza sui rettilinei per ridurre il drag. A differenza del DRS, il sistema non è limitato al sorpasso ma rientra nella gestione complessiva del giro, consentendo di compensare la riduzione del carico aerodinamico generato dal fondo.

La scelta di ridimensionare l’effetto suolo comporta una rinuncia al carico passivo, ma restituisce una vettura più coerente e meno sensibile a variazioni di assetto e di altezza da terra. In questo contesto diventa centrale il ruolo della meccanica: assetti e sospensioni sono chiamati a controllare i movimenti della vettura e a mantenere condizioni di lavoro stabili per ali e fondo, lavorando in sinergia con pneumatici da 18 pollici più stretti. Ne deriva una monoposto meno sostenuta dall’aerodinamica pura e più dipendente dalla qualità della messa a punto e della guida.

Power unit 2026: cambia la filosofia

Il cuore tecnico della SF-26 è la power unit 2026, che introduce un cambio di filosofia rispetto al ciclo precedente. La componente elettrica assume un ruolo centrale, mentre il motore termico è ottimizzato in funzione dell’efficienza. L’eliminazione della MGU-H ha imposto una revisione completa della gestione del turbo e dell’energia, con particolare attenzione alla risposta ai bassi regimi e alla continuità dell’erogazione.

In questo contesto Ferrari ha lavorato su un’integrazione più stretta tra telaio e power unit, consapevole che la prestazione nasce dall’equilibrio dell’intero sistema vettura. Le scelte su architettura e materiali sono state orientate a stabilità termica e affidabilità, in linea con i vincoli di peso e durata imposti dal regolamento 2026.

In pista, tutto questo restituisce al pilota un ruolo centrale. La gestione dell’energia non è più un automatismo, ma una variabile strategica continua: boost, modalità di sorpasso e ricarica della batteria diventano strumenti da usare con intelligenza, in costante dialogo con il muretto.

Metodo, non proclami

«Sarà un percorso di comprensione e crescita, in un contesto tecnico completamente nuovo», ha spiegato Fred Vasseur, Team Principal della Scuderia Ferrari HP, ribadendo come «l’approccio del team resti improntato su metodo, analisi dei dati e progressione controllata».

Sulla stessa linea Loic Serra, responsabile tecnico del telaio: «La SF-26 è stata concepita come una vettura capace di evolvere nel corso della stagione», confermando un progetto pensato come base di lavoro e non come soluzione chiusa.

Dal lato power unit, Enrico Gualtieri ha chiarito la portata del cambiamento: «Non si tratta di una semplice evoluzione, ma di un cambio di filosofia», con l’integrazione tra motore e telaio che diventa decisiva per sfruttare il peso crescente della componente elettrica.

Anche i piloti avvertono il passaggio storico. «La gestione dell’energia sarà uno degli aspetti più impegnativi», ha spiegato Charles Leclerc, mentre Lewis Hamilton ha definito il 2026 «probabilmente il più grande cambiamento regolamentare della mia carriera».

La SF-26 non è una promessa di vittorie immediate. È una vettura volutamente presentata in una configurazione iniziale conservativa, pensata per validare correlazione, affidabilità e comportamento dei nuovi sistemi. Dopo anni di rincorsa, Ferrari affronta una nuova era cercando di puntare prima sulla solidità tecnica e poi sulla prestazione.

Il primo vero banco di prova arriverà con i test ufficiali in Bahrain (11-13 e 18-20 febbraio), dove la Ferrari SF-26 potrà finalmente essere valutata lontano da simulazioni e rendering, mentre il debutto in gara è fissato per il GP d’Australia in programma il prossimo 8 marzo 2026.

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