EY: il Sud resta fanalino di coda Rallentano Campania e Sicilia
Il Barometro rileva un incremento in Italia nel 2024 mentre il Mezzogiorno resta indietro.
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Il mercato del Venture capital cresce in Italia ma il Sud resta fanalino di coda, con l’eccezione della Puglia. Nel quadro nazionale il venture capital ha superato il miliardo con un incremento rispetto all’anno precedente del 7,5%. Nonostante la crescita il mercato italiano rimane comunque limitato. A tracciare lo scenario è l’EY Venture Capital Barometer, studio annuale di EY, che analizza l’andamento dei round di investimento in startup e scaleup italiane.
In questo scenario, «gli investimenti rappresentano solo lo 0,06% del Pil italiano», a occupare le ultime posizioni è il Sud Italia dove gli investimenti rimangono limitati generando un totale di 43 milioni raccolti nel 2024. La Puglia invece ha raccolto 12 milioni in 9 round e ha registrato maggiore attività: una crescita importante dai 2 milioni del 2023.
Guarda al dato complessivo Gianluca Galgano, Startup and Venture Capital Leader di EY in Italia, prima di sottolineare che il risultato «conferma la stabilità del nostro mercato sui livelli di raccolta consolidati da alcuni anni, nonostante il rallentamento a livello europeo, e un aumento dell’11% del numero dei round rispetto al 2023». Poi ci sono i casi delle cosiddette macroaree e le differenze. «Tuttavia, permangono criticità, come le disparità geografiche e la concentrazione degli investimenti in round compresi tra 1 milione di euro e 5 milioni o superiori a 20 milioni di euro, che mettono in evidenza la necessità di interventi mirati a supporto delle startup e delle Pmi innovative in tutte le fasi del loro sviluppo».
Il manager indica anche qualche altro dato per meglio individuare il quadro: «Secondo le ultime elaborazioni InfoCamere su dati Registro Imprese, in tutto il Sud risultano iscritte alla sezione speciale circa 3.500 startup innovative, pari a circa il 30% del totale del nostro Paese che ne ha 12.018, numero molto vicino a quello della sola Lombardia con 3.342 startup». Quanto ai motivi: «C’è un tema di offerta e di creazione di impresa. Secondo queste statistiche le aziende innovative sono poche e conseguentemente i round di investimento di queste aziende sono limitati nei volumi e nei relativi valori – aggiunge –. E’ un problema sistemico, se poi confrontiamo anche l’Italia con altri Paesi Europei. C’è poi il fatto che molti giovani lasciano il Sud per andare al Nord o all’estero e questo è un altro elemento, il mantenimento del talento è un problema dell’Italia».
Altro elemento? «Sicuramente la concentrazione delle filiere produttive e dei relativi investimenti, permetterebbe una maggiore verticalizzazione delle imprese che, troppo spesso al Sud risultano poco concentrate e polarizzate. Naturalmente, anche nel Meridione, ci sono alcune regioni molto attive come la Puglia e la Campania che negli ultimi anni hanno promosso iniziative sul mondo startup stimolando la nascita di acceleratori, incubatori e fondi specializzati in venture capital».

