Venture Capital

EY: il Sud resta fanalino di coda Rallentano Campania e Sicilia

Il Barometro rileva un incremento in Italia nel 2024 mentre il Mezzogiorno resta indietro.

di Davide Madeddu

4' di lettura

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Il mercato del Venture capital cresce in Italia ma il Sud resta fanalino di coda, con l’eccezione della Puglia. Nel quadro nazionale il venture capital ha superato il miliardo con un incremento rispetto all’anno precedente del 7,5%. Nonostante la crescita il mercato italiano rimane comunque limitato. A tracciare lo scenario è l’EY Venture Capital Barometer, studio annuale di EY, che analizza l’andamento dei round di investimento in startup e scaleup italiane.

In questo scenario, «gli investimenti rappresentano solo lo 0,06% del Pil italiano», a occupare le ultime posizioni è il Sud Italia dove gli investimenti rimangono limitati generando un totale di 43 milioni raccolti nel 2024. La Puglia invece ha raccolto 12 milioni in 9 round e ha registrato maggiore attività: una crescita importante dai 2 milioni del 2023.

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Guarda al dato complessivo Gianluca Galgano, Startup and Venture Capital Leader di EY in Italia, prima di sottolineare che il risultato «conferma la stabilità del nostro mercato sui livelli di raccolta consolidati da alcuni anni, nonostante il rallentamento a livello europeo, e un aumento dell’11% del numero dei round rispetto al 2023». Poi ci sono i casi delle cosiddette macroaree e le differenze. «Tuttavia, permangono criticità, come le disparità geografiche e la concentrazione degli investimenti in round compresi tra 1 milione di euro e 5 milioni o superiori a 20 milioni di euro, che mettono in evidenza la necessità di interventi mirati a supporto delle startup e delle Pmi innovative in tutte le fasi del loro sviluppo».

Il manager indica anche qualche altro dato per meglio individuare il quadro: «Secondo le ultime elaborazioni InfoCamere su dati Registro Imprese, in tutto il Sud risultano iscritte alla sezione speciale circa 3.500 startup innovative, pari a circa il 30% del totale del nostro Paese che ne ha 12.018, numero molto vicino a quello della sola Lombardia con 3.342 startup». Quanto ai motivi: «C’è un tema di offerta e di creazione di impresa. Secondo queste statistiche le aziende innovative sono poche e conseguentemente i round di investimento di queste aziende sono limitati nei volumi e nei relativi valori – aggiunge –. E’ un problema sistemico, se poi confrontiamo anche l’Italia con altri Paesi Europei. C’è poi il fatto che molti giovani lasciano il Sud per andare al Nord o all’estero e questo è un altro elemento, il mantenimento del talento è un problema dell’Italia».

Altro elemento? «Sicuramente la concentrazione delle filiere produttive e dei relativi investimenti, permetterebbe una maggiore verticalizzazione delle imprese che, troppo spesso al Sud risultano poco concentrate e polarizzate. Naturalmente, anche nel Meridione, ci sono alcune regioni molto attive come la Puglia e la Campania che negli ultimi anni hanno promosso iniziative sul mondo startup stimolando la nascita di acceleratori, incubatori e fondi specializzati in venture capital».

A leggere i dati relativi alle regioni che fanno parte dell’area Sud del Paese, emergono le differenze con la parte settentrionale. In Campania gli investimenti si sono nettamente ridotti, passando da 18 milioni di euro del 2023 agli 11 milioni di euro del 2024. In Sicilia il calo è stato anche più significativo dato che si è passati da una raccolta da 14 milioni a una da 4, con una perdita di 10 milioni.

«Notiamo infatti che Abruzzo e Puglia hanno rappresentato le uniche due regioni del Centro Sud Italia a registrare una crescita positiva, mentre le altre regioni del Meridione hanno subito una contrazione dell’attività di venture capital nel 2024 - si legge nello studio –. Per quanto riguarda Calabria, Basilicata e Molise, non sono stati reperiti dati significativi da fonti pubbliche o dai nostri database interni sugli investimenti e sulle operazioni di venture capital». I dati evidenziati dallo studio assegnano 1 milione alla Sardegna, 1 alla Calabria.

«Per quanto concerne i principali round +di investimento, i due più significativi sono stati quelli di Hui e BionIT Labs, che hanno raccolto insieme oltre la metà dell’importo totale raccolto nel Centro Sud Italia e il 3% del totale nazionale – ricostruisce lo studio -. BionIT Labs, un’azienda con sede a Lecce operante nel settore della salute, focalizzata su soluzioni di integrazione uomo-macchina e bionica, ha rappresentato il round più significativo per la Puglia. Questa società ha chiuso un round di Serie B a luglio, raccogliendo circa 5,5 milioni di euro da vari investitori, tra cui CDP Venture Capital». Hui, una società con sede a Pescara specializzata in tecnologia software, ha chiuso un round di Serie C da 25 milioni di euro, sostenuto dalla società di investimento privata Nimbus Capital.

Gli investitori più attivi nella regione del Sud Italia sono stati CDP Venture Capital e Primo Capital.

Dal punto di vista settoriale, nel 2024 i protagonisti della raccolta fondi nel Sud Italia «sono stati i settori Health & Life Sciences e Technology & IoT, trainati dalle principali operazioni già citate di BionIT Labs e Hui». Settori che, come sottolineano da Ey «hanno assunto un ruolo centrale, contribuendo in modo sostanziale alla dinamica degli investimenti nell’area». Il tutto «in contrasto con il 2023, che ha visto prevalere aziende innovative nei settori Consulenza e Marketing, il 2024 ha segnato il ritorno del settore Health & Life Sciences come il più attivo».

Per Marco Daviddi, Strategy and Transactions Markets Leader Europe West di Ey «la riduzione delle startup innovative da 13.393 a fine 2023 a 12.842 nel terzo trimestre del 2024, mitigata dall’aumento delle Pmi innovative, non può essere ignorata. Anche i finanziamenti Pre-seed ed Early VC sono in lieve calo negli ultimi quattro anni. Il nuovo Startup Act e l’AI Act rappresentano opportunità per stimolare investitori italiani e internazionali». Per il manager «ora è urgente affrontare il tema di come supportare la crescita delle realtà innovative per essere in grado di trasformarle in realtà strutturate, in grado di dare un efficace contributo alla modernizzazione del Paese».

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