Ex Ilva: nessun decreto nel cdm di oggi, aggiornato tavolo con i sindacati
Salta il decreto con le misure a sostegno dei lavoratori: si attende la pronuncia della Cassazione sulla chiusura dell’area a caldo disposto dalla Corte d’Appello di Milano
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Impegno per un futuro green dell’acciaio prodotto a Taranto, basato su forni elettrici alimentati a Dri (già disponibili e se necessario da integrare), prosecuzione della gara per la vendita degli impianti, tutela dei lavoratori, sia delle acciaierie sia dell’indotto attraverso un modello di cassa integrazione che non corrisponda alla Cig per cessazione delle attività e l’avvio dei progetti di reindustrializzazione dell’area di Taranto.
Chiedilo al Sole
Sono i punti della strategia del governo per l’ex Ilva che, secondo quanto si apprende, sono stati illustrati dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano ai sindacati durante la riunione a Palazzo Chigi (tavolo convocato per la 20esima volta dal 23 ottobre 2023).
Rinviato il decreto del governo
Mantovano aveva annunciato che il governo intende portare oggi in Consiglio dei ministri un decreto con misure a sostegno dei lavoratori. Ma l’intervento è rinviato dopo che è arrivata la notizia che la Corte di Cassazione ha fissato per il 20 ottobre l’udienza per discutere il ricorso straordinario contro il decreto della Corte d’Appello di Milano che ha disposto la chiusura dell’area a caldo dell’ex Ilva. Il Governo ha chiesto alle organizzazioni sindacali di riaggiornare il tavolo.
«Dopo la conferma del decreto della Corte d’Appello di Milano che dispone la chiusura dell’area cosiddetta a caldo degli impianti di Taranto - aveva spiegato Mantovano ai sindacati - il governo sta predisponendo un provvedimento per le opportune tutele sociali, in un Dl che andrà al Consiglio dei ministri di oggi, attraverso un nuovo modello di cassa integrazione che non corrisponda alla Cig per cessazione dell’attività. In sostanza, si utilizza l’ammortizzatore unico emergenziale e non quello per cessazione dell’impresa».
«Si tratta - ha aggiunto Mantovano - di un provvedimento-ponte rispetto alla conclusione della gara, che abbia una sua flessibilità in relazione all’andamento della gara. Da questo intervento normativo d’urgenza del governo non saranno lasciati fuori i lavoratori dell’indotto, in parallelo con l’avvio immediato di un processo di reindustrializzazione che coinvolga tutti i soggetti che hanno progetti e investimenti nell’area di Taranto, compresa la difesa. A tal fine, sarà rafforzato il ruolo dei Contratti istituzionali di sviluppo (Cis) e saranno previsti incentivi per le assunzioni».







