Ex Ilva: imprese accettano di sospendere licenziamenti
Accolto l’invito del Governo a sospendere le procedure di licenziamento annunciate nei giorni scorsi dalle aziende dell’indotto, almeno fino alla decisione della Corte d’Appello di Milano. Il Governo istituirà un Tavolo permanente
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I licenziamenti nell’indotto dell’ex Ilva sono sospesi. E il Governo vuole istituire per Taranto un tavolo permanente, con più ministeri coinvolti, e pensa ad un modello d’intervento simile a quello adottato per la Terra dei Fuochi in Campania o per il Giubileo del 2025 a Roma.
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Sono le due novità emerse dai tavoli dell’8 settembre a Palazzo Chigi su Taranto e sull’ex Ilva. Ma c’é una terza novità, forse più importante. Ed é che il Governo - ha detto Alfredo Mantovano, sottosegretario alla presidenza del Consiglio - non esclude una partecipazione pubblica nell’ex Ilva, come richiesto dai sindacati, purché sia presentato un piano industriale solido e credibile. Per quanto riguarda i tempi di valutazione delle offerte, occorreranno un paio di mesi perché scada il termine per la presentazione e ai quali seguirà poi la trattativa, per tutta la durata della quale resterà in piedi l’amministrazione straordinaria dell’ex Ilva.
I tre tavoli con la presenza dei ministri
Di tavoli ne sono stati tre: con gli enti locali, le associazioni delle imprese e i sindacati. A presiederli é stato il sottosegretario Mantovano, presenti i ministri Urso (Imprese), Calderone (Lavoro), Foti (Coesione), Pichetto Fratin (Ambiente) e il sottosegretario alla presidenza con delega al Sud, Sbarra.
Agli incontri si è arrivati con un clima teso. Aigi, associazione di imprese, ha infatti annunciato, per conto di 28 aziende associate, 2.500 licenziamenti collettivi nell’indotto e nell’appalto ex Ilva in vista della fermata dell’area a caldo del siderurgico che avverrà entro fine ottobre, a meno che la Corte d’Appello di Milano - c’é udienza il 9 settembre - non accolga le richieste di Acciaierie d’Italia e di Ilva circa la sospensione della fermata, decisa dalla stessa Corte con un decreto del 27 luglio. Termine fissato, 90 giorni.
Mantovano alle aziende: appello alla responsabilità
“Mi appello alla vostra responsabilità. A voi chiedo: per lo meno aspettiamo di apprendere le decisioni della Corte d’Appello di Milano. E poi faremo con il Governo una riflessione su legge specifica per Taranto. Da qui al nostro prossimo incontro, che mi auguro in tempi rapidi, faremo tutti gli approfondimenti del caso”. É quanto ha detto Mantovano alle associazioni datoriali chiedendo di fermarsi con i licenziamenti. E la richiesta é stata accettata dalle imprese, segnatamente da quelle associate ad Aigi e Aepi, “per senso di responsabilità”.







