L’Iran rischia di diventare l’Alcatraz di Trump
di Giuliano Noci
di Andrea Marini
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Dopo 17 anni potrebbe essere arrivata alla svolta la riqualificazione della vecchia Fiera di Roma, l’area sulla via Cristoforo Colombo (non lontana dal centro), attualmente in condizione di degrado. Il 9 dicembre 2021, Investimenti spa ha ceduto per 100 milioni la struttura alla Orchidea spa, società veicolo di Yanez SPV srl, a sua volta, questa, di proprietà di Stichting Buckingham, società di diritto olandese con sede a Amsterdam.
Investimenti spa – tra i suoi azionisti ha Camera di Commercio di Roma (60%), Regione Lazio (20%) e Comune di Roma (19%) – con la vendita della struttura sulla Colombo, ha compiuto un passo decisivo (anche se non definitivo) per risolvere il problema del suo debito. Problema che risale al 2006 quando Investimenti spa, che allora si chiamava Fiera di Roma spa, con un investimento di 355 milioni assistito da credito bancario, ha completato la nuova Fiera sulla via Portuense, tra Roma centro e l’aeroporto di Fiumicino (firmata dall’architetto Tommaso Valle e lavori eseguiti dalla Lamaro Appalti dei fratelli Toti). Una struttura più grande del vecchio polo e considerata fondamentale per una economia romana allora in piena crescita.
«Stiamo elaborando insieme ad Orchidea le linee guida per il concorso internazionale che porterà alla valorizzazione della vecchia Fiera», spiega Maurizio Veloccia, assessore all’Urbanistica del Comune. Con la variante urbanistica approvata dal Comune a luglio 2020, «l’obiettivo è massimizzare l’interesse pubblico – aggiunge – garantendo la qualità degli edifici, delle aree verdi e degli immobili pubblici che andranno ceduti all’amministrazione». Il bando è atteso entro il 2023 e se tutto andrà liscio i lavori potrebbero partire per il 2024 e completarsi entro il 2027.
Con l’operazione di vendita della vecchia Fiera, Investimenti spa ha visto abbattere in maniera consistente il proprio debito (ceduto nel 2019 da Unicredit alla stessa Yanez SPV). Tuttavia restano ancora 84,3 milioni di esposizione. L’obiettivo è di rientrare in parte vendendo gli ultimi padiglioni (11, 12, 13 e 14) della nuova Fiera e il loro terreno limitrofo. Già ci sarebbero due acquirenti (su cui c’è il più stretto riserbo). «È stata chiesta al Comune la valorizzazione tramite variante urbanistica» dei padiglioni interessati e del terreno, spiega Luca Voglino, presidente di Investimenti spa. Variante che dovrebbe cambiare la destinazione d’uso da fieristica a (anche) logisitica. L’obiettivo sarebbe ricavare 20 milioni dalla vendita. Il restante debito sarà poi stralciato o convertito in «strumenti finanziari partecipativi». Risolto questo problema, ci sarebbero i presupposti, come previsto dalla legge regionale del 2021, di cambiare la governance della Fiera e creare una “Fondazione” con soggetti pubblici o privati.
Intanto nel nuovo polo di via Portuense, con i suoi 53 addetti (100 considerando gli indiretti) l’attività fieristica e congressuale, gestita da Fiera di Roma srl (al 100% di Investimenti spa), si sta riprendendo dopo il Covid. Nel 2022 gli eventi sono tornati al livello pre pandemia: tra manifestazioni (dirette, indirette e partecipate), concorsi, convention, ci sono stati 150 appuntamenti complessivi. Rispetto al 2019 i concorsi sono quasi quintuplicati, convention ed eventi sono aumenti di circa il 50%. Durante il Covid, la struttura ha iniziato anche a ospitare nei padiglioni produzioni legate a serie televisive.