Ambiente - Tecnologia

Eurovix, bioattivatori ed enzimi per bonifiche: cresce il mercato

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di Sara Deganello

Acque reflue. Eurovix è anche partner tecnico di Life Wateroil, un progetto europeo da 2,5 milioni di euro che ha l’obiettivo di migliorare la depurazione delle acque reflue

2' di lettura

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Eurovix, azienda di Entratico (Bergamo) attiva nel settore delle biotecnologie, ha vinto un appalto da 300mila euro con Acea per impianti di depurazione nella città di Roma: fornirà bioattivatori e prodotti enzimatici per l’abbattimento degli odori e il miglioramento del processo depurativo di biodegradazione della sostanza organica.

«In prospettiva c’è interesse per altre attività come miglioramento nella produzione di biogas e abbattimento ammoniaco, a necessità», spiega il responsabile della divisione Enviro (dedicata all’ambiente) Massimo Di Martino. È solo l’ultimo esempio dell’applicazione dei prodotti dell’azienda: microrganismi non patogeni ed enzimi, studiati e realizzati in laboratorio, in provincia di Bergamo, per attivare o accelerare processi microbiologici: dalla bonifica dei terreni a quella delle acque, dal trattamento rifiuti alla sanificazione degli allevamenti. Fino alla rigenerazione dei terreni agricoli esausti.

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Eurovix è anche partner tecnico di Life Wateroil, un progetto europeo da 2,5 milioni di euro che ha l’obiettivo di migliorare la depurazione delle acque reflue, diminuire l’utilizzo di quelle pulite, e neutralizzare l’impatto odorigeno dei processi della raffineria di Burgas, in Bulgaria, con capacità di 196mila barili al giorno. Life Wateroil vede come capofila l’azienda petrolifera Lukoil, titolare del sito industriale bulgaro, e annovera come altri partner il comune di Burgas e la locale università. Per degradare i principali contaminanti (come il petrolio) presenti nelle acque di scarto del complesso, Eurovix usa un microrganismo che vive e si riproduce dove c’è presenza di diesel. «Questo progetto, che si concluderà nel 2025, ci porterà ad avere nuovi prodotti per idrocarburi, molecole organiche tra le più complesse da biodegradare, e che aprono un mercato interessante, potenzialmente molto grande, in prospettiva», spiega ancora Di Martino.

Altri ambiti in cui l’azienda sta crescendo sono quelli dell’abbattimento degli odori e della depurazione delle acque, con la riduzione della produzione di fanghi. «Nel 2023 è stato pubblicato dal ministero dell’Ambiente il decreto che detta le linee di indirizzo per la gestione delle emissioni odorigene da impianti ed attività industriali», racconta Di Martino: «Il trattamento degli odori è una delle nostre attività principali in campo ambientale, un ambito per cui mi aspetto una crescita del 12-18% nel 2024, mentre l’azienda, che ha 8 milioni di fatturato, viaggia sul 10% con picchi del 15%». Ed entra nello specifico: «Abbiamo un prodotto in polvere brevettato usato da chi raccoglie i rifiuti: viene irrorato nei cassonetti, biodegrada i residui organici (è un liofilizzato che assorbe anche il percolato) e toglie ai batteri che danno luogo a molecole odorigene il substrato per proliferare. Permette inoltre di non usare acqua di lavaggio, che deve essere altrimenti raccolta e gestita come rifiuto».

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