Europa chiama Canada per costruire un’alternativa agli Usa di Trump
Per la prima volta al vertice della Comunità politica europea ha partecipato il Canada di Mark Carnery, un Paese con cui l’Unione europea sta stringendo legami sempre più stretti. Per l’Altra rappresentante Kallas, gli annunci e le scelte Usa in ambito militare dimostrano «che dobbiamo davvero rafforzare il pilastro europeo all’interno della Nato».
dal nostro corrispondente Beda Romano
3' di lettura
3' di lettura
BRUXELLES – Mai come ieri a Erevan l’Europa si è posta come alternativa politica ed economica all’America di Donald Trump. In un contesto internazionale segnato da conflitti militari e guerre commerciali provocate scientemente da Washington, i Ventisette si sono riuniti in Armenia con i paesi del grande vicinato europeo, e non solo. Per la prima volta ha partecipato anche il Canada, un paese con cui l’Unione europea sta stringendo legami sempre più stretti.
«In un mondo sempre più caotico (…) l’Europa deve essere in prima linea nella difesa dell’ordine internazionale basato sulle regole, e fondato sulla Carta delle Nazioni Unite quale pilastro principale del multilateralismo», ha spiegato da Erevan il presidente del Consiglio europeo António Costa. Peraltro, ha aggiunto l’ex premier portoghese, «la crescente instabilità richiede un partenariato multipolare per promuovere una pace sostenibile e garantire una prosperità condivisa».
La difesa del presidente Costa del «modo europeo» di comportarsi sulla scena internazionale è giunta in occasione dell’ottavo incontro della Comunità politica europea, un consesso che due volte all’anno raggruppa i capi di Stato e di governo dell’intera Europa. Questa volta la riunione si è svolta in Armenia, alla frontiera con l’Asia. Il momento è delicato. Oltre alle guerre in Ucraina e in Iran, l’Unione europea deve fare i conti con decisioni americane sempre più anti-europee.
Nel fine settimana scorso, il presidente Donald Trump ha annunciato un inatteso aumento dei dazi sulle auto importate dall’Europa, dal 15 al 25% (ancora ieri sera mancavano tuttavia dettagli legali sul nuovo provvedimento). Nel contempo, ha avvertito che vi sarà un ritiro di 5mila soldati americani dalla Germania. Il disimpegno, ha spiegato il Dipartimento alla Guerra, avrà luogo nel giro di 6-12 mesi.
Da Erevan le reazioni si sono volute diplomatiche. A proposito della scelta militare americana, l’Alta Rappresentante Kaja Kallas ha spiegato: «Ciò dimostra che dobbiamo davvero rafforzare il pilastro europeo all’interno della Nato e che dobbiamo davvero impegnarci di più». Il ritiro parziale dei soldati americani – di stanza in Germania ci sono 30mila militari, giunge mentre gli Stati Uniti hanno anche deciso di non inviare in Europa un battaglione armato di missili a lunga gittata.









