L’incremento delle tensioni geopolitiche intanto ha fatto aumentare gli acquisti in da parte delle banche centrali.
L’euro, leggendo il Rapporto, non sembra avere ancora raggiunto lo standing diffuso di bene rifugio usato su scala mondiale.
Nel Rapporto la quota dell’euro come valuta di riserva resti viene riportata stabile, attorno al 20% mentre però la quota del dollaro Usa come valuta di riserva globale è calata dal 70% nel 2000 al 57% nel 2025.
Questo vuol dire che margini di crescita sull’uso dell’euro nel mondo ci sono ma per ampliare lo standing e l’appeal mondiale della moneta unica europea, il Rapporto enfatizza che la Ue dovrà fare di più e velocemente, centrando almeno tre obiettivi strategici: «Completare l’unione degli investimenti e dei risparmi», «aumentare il finanziamento congiunto dei beni pubblici per creare un pool sicuro e liquido di debito pubblico dell’Ue» creando un vero mercato di safe assets europei liquido e profondo come quello dei Treasuries Usa.
«Salvaguardare la fiducia degli investitori nelle istituzioni e nelle politiche che sostengono l’euro, anche attraverso il rispetto dello Stato di diritto». In un contesto internazionale in cui i valori democratici sono sempre più sotto attacco.