Finanza green

Esg, un fondo sostenibile può avere armi in portafoglio?

I titoli della Difesa possono entrare nell’asset allocation di uno strumento finanziario Esg? che dice la normativa Ue. Le opinioni degli esperti

di Vitaliano D'Angerio

 (Photo by Raul ARBOLEDA / AFP)

2' di lettura

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Un fondo sostenibile può investire in armi? La risposta spontanea è no. Però non è proprio così. Le norme europee che in questi anni hanno regolamentato (fin troppo) il mondo della finanza sostenibile, non vietano l’investimento in armi «non controverse» da parte dei prodotti targati Esg. Posizione ribadita in un documento specifico su settore Difesa e finanza sostenibile, pubblicato sul sito della Commissione Ue che si occupa dell’industria.

È infatti vietato soltanto l’investimento in armi controverse come previsto dalle convenzioni internazionali (ad esempio le mine antiuomo).

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Leggi ed etica

Prima della rivoluzione Esg voluta dall’Europa, c’erano i fondi etici o socialmente responsabili che escludevano a priori investimenti in armi, alcol, tabacco e pornografia. Oggi questi strumenti finanziari ci sono ancora benché siano diventati una nicchia nel mare magnum Esg.

Eppure, nonostante le specifiche della Commissione Ue, il via libera agli investimenti in armi non è condiviso da tutti. A cominciare dal Forum per la finanza sostenibile, associazione non profit nata nel 2001 in Italia per promuovere l’integrazione dei criteri Esg negli investimenti: sono 170 soci fra cui tante banche, assicurazioni, società di gestione e fondi pensione. «Sulla sostenibilità degli investimenti in armi è in corso un dibattito tra gli operatori finanziari – tiene a ribadire Massimo Giusti, presidente del Forum –. In questo ambito, ci teniamo a sottolineare che la finanza sostenibile si fonda sull’integrazione tra i fattori economici e quelli ambientali e sociali. Di conseguenza, secondo questa logica, gli investimenti in armi non dovrebbero essere considerati sostenibili». E aggiunge: «Gli investimenti sostenibili sono tali perché puntano a perseguire rendimenti economici includendo i fattori Esg nelle decisioni, nelle analisi e negli approcci di investimento. Gli investimenti in armi non sembrano avere le caratteristiche per generare impatti ambientali e sociali positivi. Sono comunque in corso ulteriori approfondimenti».

E Oltreoceano?

Il dibattito è aperto. In Europa, nonostante le normative di Bruxelles, sono tanti i dubbi sugli investimenti in armi da parte dei fondi Esg. E Oltreoceano? Si sa che negli Stati Uniti, il mondo della sostenibilità è stato messo al bando dall’amministrazione Trump. A Boston lavora Stefania Di Bartolomeo, fondatrice di Physis Investment ed esperta di finanza sostenibile. «Oggi, tutelare la sostenibilità implica anche proteggere la nostra sovranità: tra le molte azioni possibili, e senza farne l’unica o la principale, può rientrare il rafforzamento della difesa – spiega Di Bartolomeo –. Per un fondo che si dichiara sostenibile, la soluzione più coerente è esprimere questo bisogno attraverso strumenti statali trasparenti, ad esempio obbligazioni con destinazione d’uso specifica dedicate alla sicurezza e alla resilienza, piuttosto che investire direttamente in aziende di armamenti».

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