La deposizione

Epstein, Bill Clinton nega tutto e cresce la pressione su Trump

Di fronte alla Commissione: «Non ho visto nulla, non ho fatto nulla di sbagliato». Su Trump: «Non mi ha mai detto nulla che mi abbia fatto pensare che fosse coinvolto»

di Luca Veronese

L’ex presidente Bill Clinton in un evento della Clinton Global Initiative a New York

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«So quello che ho visto e, cosa più importante, quello che non ho visto. So quello che ho fatto e, cosa più importante, quello che non ho fatto. Non ho visto nulla, non ho fatto nulla di sbagliato». È quanto ha detto Bill Clinton all’inizio della sua testimonianza alla Commissione della Camera che indaga sul caso del finanziere pedofilo Jeffrey Epstein.

Dopo le sei ore di deposizione, trasformate da Hillary Clinton giovedì in un attacco contro Donald Trump e i suoi alleati, ieri davanti alla Commissione si è presentato Bill Clinton, 79 anni, diventato così il primo presidente in carica o ex presidente a testimoniare al Congresso dal 1983. Un precedente allarmante anche per Donald Trump: «Non sono contento, non mi fa piacere» che Bill Clinton venga interrogato dalla Commissione, ha detto l’attuale presidente, mentre i democratici premono per costringerlo a deporre sotto giuramento sulla sua lunga amicizia con Epstein.

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Bill Clinton nel suo intervento - a porte chiuse da Chappaqua, nello Stato di New York, dove vive - ha spiegato di avere avuto con Epstein solo «una breve frequentazione» e ha negato ogni coinvolgimento nei reati sessuali del finanziere, condannato una prima volta nel 2008 e poi morto in carcere nel 2019. «Nonostante la mia breve frequentazione con Epstein sia finita anni prima che i suoi crimini venissero alla luce, e sebbene non abbia visto durante le nostre limitate interazioni nessuna indicazione di quello che veramente avveniva, sono qui per offrire quel poco che so in modo da impedire che qualcosa del genere possa succedere di nuovo», ha detto.

Il presidente repubblicano della Commissione, James Comer, dopo avere usato tutti i mezzi, anche la minaccia di un’incriminazione per oltraggio al Congresso, per costringere i due Clinton a testimoniare, ha sottoposto l’ex presidente a una serie di domande anche sui legami tra Epstein e la Clinton Foundation.

La situazione dell’ex presidente democratico è molto delicata. È infatti provato che Bill Clinton - presidente americano dal 1993 al 2001 e sopravvissuto a inchieste e scandali, anche sessuali - ha volato decine di volte tra il 2002 e il 2003 sull’aereo di Epstein, e le foto diffuse in queste settimane lo ritraggono con ragazze in piscina e in atteggiamenti amichevoli con Epstein. Le sue responsabilità nella vicenda sono state tuttavia attenuate da alcune mail pubblicate dal dipartimento di Giustizia e dalle dichiarazioni di Ghislaine Maxwell, compagna e complice di Epstein.

«Non sapevo nulla delle attività di Epstein. Siamo qui solo perché le ha nascoste a tutti così bene per tutto questo tempo. Non solo non avrei volato su quell’aereo se avessi avuto la minima idea di quello che faceva, ma l’avrei denunciato personalmente», ha dichiarato Clinton, rispondendo a molte domande della Commissione ma anche dicendo di «non ricordare» molti fatti, «considerati i tanti anni passati dall’ultimo contatto con Epstein».

Come la moglie Hillary, anche Bill ha chiesto alla commissione di fare chiarezza: «Le ragazze e le donne le cui vite sono state distrutte da Jeffrey Epstein meritano non solo giustizia ma anche di risanare le ferite, stanno aspettando da troppo tempo», ha detto.

Entrambi i Clinton - ai quali non viene imputato alcun reato - accusano i repubblicani di avere sollevato un polverone mediatico e di averli coinvolti per proteggere Trump. «Hillary non c’entra nulla con Epstein, chiamarla a testimoniare è stato semplicemente sbagliato», ha affermato Bill Clinton.

I democratici chiedono che anche Trump venga sentito dalla Commissione, così come il segretario al Commercio Howard Lutnick, che ha ammesso di aver visitato l’isola privata di Epstein. Sull’attuale presidente pesa anche una gestione imbarazzante dell’intero caso da parte della sua amministrazione: tra le altre cose resta da chiarire perché il dipartimento di Giustizia abbia nascosto - come svelato dal New York Times - almeno 50 pagine, contenute nei file delle inchieste penali su Epstein, nelle quali una donna dice di avere subito, quando era minorenne, abusi sessuali da Trump. I repubblicani hanno cercato ieri di mettere alle strette Clinton chiedendogli cosa sapesse di Trump e di Epstein: «Trump non mi ha mai detto nulla che mi abbia fatto pensare che fosse coinvolto», ha risposto l’ex presidente per non contraddirsi.

«I repubblicani con la convocazione dei Clinton hanno creato un precedente. È arrivato il momento - ha detto Robert Garcia, leader dei democratici nella Commissione - che Trump venga a spiegarci perché compare accanto a Jeffrey Epstein e a Ghislaine Maxwell, più di chiunque altro. E perché la Casa Bianca sta tentando di insabbiare l’intera vicenda Epstein».

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