Economia green

Eni: a Priolo avviato l’iter autorizzativo per la nuova bioraffineria

Il ministero dell’Ambiente ha rilasciato la procedibilità dell’istanza, al via il processo autorizzativo per la Valutazione di impatto ambientale

di Nino Amadore

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Passo avanti dell’Eni nell’iter per la riconversione sostenibile degli impianti dell’area industriale di Siracusa. L’azienda ha annunciato l’avvio dell’iter autorizzativo per la Valutazione di impatto ambientale relativa alla trasformazione del sito industriale di Priolo Gargallo (Siracusa), dove sorgeranno una bioraffineria di nuova generazione e un impianto di riciclo chimico delle plastiche basato sulla tecnologia proprietaria Hoop di Versalis. Il piano di trasformazione di Priolo, annunciato da Eni nell’ottobre 2024 e ratificato nel marzo 2025 al ministero delle Imprese e del Made in Italy, si inserisce «pienamente negli obiettivi del gruppo per la decarbonizzazione e la riduzione delle emissioni, confermando la Sicilia come territorio chiave nella transizione energetica nazionale» spiegano dall’azienda.

Nei giorni scorsi, il ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica ha rilasciato la procedibilità dell’istanza, consentendo di avviare ufficialmente il percorso di valutazione per uno dei progetti più strategici nella roadmap di decarbonizzazione di Eni.

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La bioraffineria

Il piano prevede la realizzazione della nuova bioraffineria nell’area attualmente occupata dall’impianto etilene di Versalis — destinato a essere progressivamente smantellato — e su una zona limitrofa utilizzata oggi per servizi di stabilimento. L’impianto, con una capacità produttiva di 500mila tonnellate l’anno, sarà alimentato prevalentemente da residui e scarti di origine vegetale, grassi animali e oli vegetali, e includerà, oltre al cuore produttivo Ecofining, anche un’unità per il pretrattamento delle biomasse e un impianto per la produzione di idrogeno.

Si tratta della seconda bioraffineria Eni in Sicilia, dopo quella di Gela avviata nel 2019, e sarà in grado di produrre con la massima flessibilità biocarburanti HVO diesel per il trasporto su strada, marittimo e ferroviario, oltre al SAF-biojet per l’aviazione civile. Il completamento dei lavori è previsto entro la fine del 2028 e segnerà una nuova tappa nel processo di riconversione industriale dell’area di Priolo, storicamente legata al polo petrolchimico.

Il riciclo chimico

Parallelamente, il progetto prevede la costruzione del primo impianto industriale Hoop per il riciclo chimico delle plastiche, sviluppato da Versalis, la società chimica di Eni. Il nuovo impianto avrà una capacità produttiva di 40mila tonnellate l’anno e consentirà di generare circa 32mila tonnellate di olio da pirolisi, utilizzabile come materia prima per la produzione di nuove plastiche anche per usi alimentari e farmaceutici.

La tecnologia Hoop, già testata nel giugno scorso nello stabilimento demo di Mantova, rappresenta un passo decisivo verso l’economia circolare: «Quello di Priolo - spiegano dall’azienda - sarà il primo di taglia industriale. Grazie a questa tecnologia, complementare al riciclo meccanico, si possono trasformare i rifiuti in plastica mista in materia prima con la quale si possono realizzare nuovi prodotti plastici idonei a ogni applicazione, comprese quelle per il contatto con gli alimenti e per l’imballaggio farmaceutico».

Dalla plastica nuova materia prima

Attraverso un processo di pirolisi ad alte prestazioni termiche, è infatti possibile trasformare i rifiuti plastici misti da imballaggio in nuova materia prima.

Frutto di un progetto congiunto con la società di ingegneria italiana Srs (Servizi di ricerche e sviluppo), la tecnologia Hoop «si distingue per l’elevata resa di recupero di materia e la flessibilità di alimentazione, grazie anche all’integrazione di sistemi di Intelligenza Artificiale che ottimizzano le prestazioni del processo».

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