L'impianto

Eni: scoperto petrolio in pozzo offshore in Angola. Stimati 500 milioni di barili

Il pozzo, avviato il 10 gennaio 2026, è stato perforato dall'impianto per acque profonde Saipem 12000 a una profondità d'acqua di 667 metri

piattaforma estrazione offshore gas petrolio energia idrocarburi pozzo trivella

1' di lettura

English Version

1' di lettura

English Version

Eni conferma la scoperta avvenuta in un pozzo esplorativo nell'offshore dell'Angola con stime preliminari di circa 500 milioni di barili di petrolio. È quanto si legge in una nota del colosso dell'energia italiano. La «importante scoperta» è avvenuto nel pozzo Algaita-01 nel blocco 15/06 a circa 18 km dalla FPSO Olombendo (l'unità galleggiante di produzione, stoccaggio e scarico).

Il pozzo, avviato il 10 gennaio 2026, è stato perforato dall'impianto per acque profonde Saipem 12000 a una profondità d'acqua di 667 metri. Il pozzo - riporta il comunicato - ha incontrato arenarie mineralizzate ad olio in diversi intervalli del Miocene superiore, caratterizzate da eccellenti proprietà petrofisiche: «Una campagna completa di acquisizione dati, compreso il campionamento dei fluidi, ha confermato la qualità del giacimento e le caratteristiche dei fluidi».

Loading...

La presenza di infrastrutture di produzione già esistenti nelle vicinanze «aumenta ulteriormente il valore della scoperta e ne migliora le prospettive di sviluppo». Il blocco 15/06 è gestito da Azule Energy (36,84%), in partnership con SSI (26,32%) e Sonangol E&P (36,84%). Azule Energy è controllata in parti uguali da Eni e bp. «Questo successo conferma ulteriormente la solidità del portafoglio Upstream in Angola» conclude la nota.

Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti