Energie Valsabbia scommette sul fintech
Il gruppo bresciano nato costruendo impianti rinnovabili, dopo l’aumento di capitale della controllata Primaton e la vendita delle attività in Usa per 53 milioni, si prepara ad acquisire centri di elaborazione dati
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Partita dall’elettricità pulita, che continua a essere uno dei suoi business, la bresciana Energie Valsabbia si è aperta negli anni al fintech e ora ci scommette: «È un settore che esploderà», dice Pietro Bonomini, il fondatore e amministratore delegato. La storia del gruppo parte nel 2001, con lo sviluppo di piccoli progetti idroelettrici fino. Nel 2007 arriva la diversificazione nel fotovoltaico, con investimenti e crescita nello sviluppo, realizzazione e gestione delle centrali. È poi del 2017 l’acquisto di una prima società negli Usa che fa consulenza nel fotovoltaico: segna l’ingresso nel complicato mercato americano. La presenza al di là dell’oceano si concretizza poi con attività di realizzazione e gestione di impianti fotovoltaici in California. Le società americane, acquistate per 3,5 milioni di dollari, sono state cedute all’inizio di febbraio per un valore di 53 milioni di dollari.
Rinnovabili e fintech
Per l’azienda di Gavardo (Brescia), con uffici anche a Brescia e Milano, il focus rimane l’Italia, oggi con due direzioni di sviluppo. Da una parte le rinnovabili attraverso la società dedicata Eva che controlla anche Elytics, azienda che possiede una piattaforma IoT specializzata nel settore energetico, dalla gestione degli asset alle certificazioni. Dall’altra il fintech, strada intrapresa nel 202o attraverso Primaton, che si occupa della digitalizzazione delle attività contabili e amministrative di aziende e studi commercialisti grazie a una piattaforma proprietaria basata sull’intelligenza artificiale, e attraverso Agilex dal 2021, con la fornitura di servizi di consulenza tecnologica a società industriali, assicurative e bancarie.
La parentesi americana
«Finita una prima ondata di incentivi riguardanti il solare in Italia abbiamo cominciato la diversificazione negli Usa, che ora abbiamo terminato per valutazioni anche di carattere macro-economico. La nuova amministrazione sta creando turbolenze a tutti i livelli che spero si riassestino presto. Certo, non è detto che non si rientri. Abbiamo sviluppato una capacità informatica che potrebbe essere messa a servizio dei partner americani, visto che è una cosa che là non c’è», osserva Bonomini, che aggiunge: «La nostra stata un’operazione ben riuscita, con una plusvalenza stellare. Oggi la capacità di investimento risulta accresciuta e l’obiettivo del gruppo è continuare a investire».
Rinnovabili e fintech, i due settori di riferimento, sono entrambi in crescita, con il secondo particolarmente promettente perché ancora all’inizio. «Abbiamo investito finora 7 milioni per ottenere le autorizzazioni e diventare un istituto di pagamento, vigilati dalla Banca d’Italia, e con la possibilità di erogare servizi specifici. Importiamo dati, tra cui quelli bancari, grazie alla Psd2: una normativa importante ancora poco sfruttata. Abbiamo creato una piattaforma che consente la digitalizzazione della contabilità. Offriamo quindi soluzioni software as a service a imprese e commercialisti», racconta l’ad.
Aumento di capitale
Ecco quindi il passo ulteriore, in questa direzione, anche dopo l’aumento di capitale di Primaton di 5 milioni di euro portato a termine a dicembre 2024: «Stiamo procedendo all’acquisizione dei centri di elaborazione dati dei commercialisti. Ci interessa la parte di elaborazione dati, storicamente la più povera, a minor valore aggiunto, ma che si può digitalizzare: noi lo facciamo tramite la nostra piattaforma. Di questi centri ne abbiamo già comprati due e abbiamo una pipeline aperta che ne comprende un’altra dozzina». Bonomini sottolinea il valore della strategia: «È un mercato nuovo, che sta partendo adesso. Storicamente gli studi dei commercialisti non erano in vendita, la maggior parte è partita negli anni 80, ora sta arrivando il ricambio anche generazionale. Il potenziale è enorme e noi vogliamo crescere tanto. Anche perché il nostro è un approccio industriale, a tappeto: stiamo dando precedenza al Nord, visto che Primaton ha sede a Milano. Il baricentro delle nostre attività è tra Treviso, Rimini e Milano».



