La relazione del ministero

Energia: dalle rinnovabili al gas, ecco tutte le pagelle dell’Italia

La fotografia dello stato dell’arte contenuta nel rapporto realizzato dal dicastero guidato da Gilberto Pichetto Fratin e presentato nella sede romana del Gse

di Celestina Dominelli

5' di lettura

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Consumi di energia delle famiglie in calo in un contesto che resta complesso. Minore dipendenza dagli approvvigionamenti esteri. E ancora, sprint sulle rinnovabili che sono una componente sempre più importante del mix energetico italiano. Sono questi alcuni dei dati emersi dalla fotografia scattata dalla Relazione Annuale sulla Situazione energetica nazionale 2024, che è stata realizzata dal ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica guidato da Gilberto Pichetto Fratin e i cui risultati sono stati illustrati in questi giorni a Roma, nella sede del Gestore dei Servizi Energetici (Gse), alla presenza del titolare del Mase e dell’ad della società Vinicio Mosè Vigilante.

Il gruppo di lavoro del rapporto

Ma qual è lo stato dell’arte? Il rapporto, che è stato redatto da un gruppo di lavoro composto da rappresentanti del Mase, del ministero delle Imprese e del Made in Italy, della Banca d’Italia, dell’Enea, del Gse, dell’Istat, dell’Inapp, dell’Eni, di Snam e di Terna, ricostruisce segmento per segmento la situazione italiana, a partire dalla domanda primaria di energia che è diminuita del 4,4% attestandosi a 143.961 migliaia di tonnellate equivalenti di petrolio (ktep), a fronte di un fabbisogno dell’anno precedente pari a 150.531 ktep. Questa disponibilità energetica lorda nel corso del 2023 è stata costituita per il 35,0% dal gas naturale, per il 37,9% da petrolio e prodotti petroliferi, per il 19,9% da rinnovabili, per il 3,3% da combustibili solidi, per il 3,1% da energia elettrica, per lo 0,8% da rifiuti.

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Le importazioni

La quota di importazioni nette rispetto alla disponibilità energetica lorda è diminuita dal 79,2% del 2022 al 74,6% del 2023, migliorando la dipendenza del nostro Paese da fonti di approvvigionamento estere. In particolare, si è registrato un forte calo nelle importazioni nette di combustibili solidi (-2.911 ktep, -38%), delle energie rinnovabili e bioliquidi (-621 ktep, -22%) e del gas naturale (-8.823 ktep, -15%), mentre si registra una diminuzione più lieve nel caso dell’import netto di petrolio e prodotti petroliferi (-1.926 ktep, -2,5%), compensate da una crescita considerevole dell’import netto di Energia elettrica (+711 ktep, +15%).

La produzione nazionale

Con riferimento alla produzione nazionale si è registrata un aumento di 1.461 ktep, pari al 4,2% della produzione dell’anno precedente, attribuibile soprattutto all’aumento dell’energia prodotta da fonti rinnovabili (+838 ktep, +3,2%), causata dalla crescita dell’idroelettrico per fenomeni climatici favorevoli, e ad un incremento degli additivi tra i prodotti petroliferi (quest’ultimo da confermare).

I consumi finali di energia

Il consumo finale energetico è diminuito complessivamente del 2,8% rispetto all’anno precedente attestandosi a 107.666 migliaia di tonnellate equivalenti di petrolio (ktep), rispetto alle 110.778 del 2022. Tale diminuzione si è manifestata, in particolare, nel settore dell’industria (-6,4%) e nel residenziale (-8,1%) a fronte di un aumento significativo, registrato nei servizi (+5,2%), e uno più contenuto (+0,8%) nei trasporti. I consumi finali sono stati realizzati per il 32,7% nei trasporti, per il 24,4% nel residenziale, per il 20,4% nell’industria, per il 15,0% nei servizi, e per il 7,5% nei restanti settori. Per quanto riguarda le fonti i consumi finali sono stati soddisfatti principalmente dal petrolio e dai prodotti petroliferi (39,8%), dal gas naturale (27,1%) e dall’energia elettrica (21,2%) e dalle rinnovabili (10,1%). Nel 2023, il consumo di energia elettrica, pari a 23.959 ktep, è stato soddisfatto per l’83,2% dalla produzione nazionale che è stata pari a 253,7 TWh (-6,7% rispetto al 2022) e per il restante 16,8% dalle importazioni nette dall’estero, per un ammontare di 51,3 TWh, in crescita del 19,2% rispetto all’anno precedente.

Termoelettrico e idroelettrico

Il maggior apporto alla produzione è stato dato dal termoelettrico non rinnovabile con 146,6 TWh di produzione lorda, con un decremento del 19,3% rispetto al 2022, ha rappresentato circa il 55% del totale dell’energia prodotta. Al contrario la fonte idroelettrica, dopo il minimo storico registrato nel 2022, torna a crescere del 38,7% attestandosi a 42 TWh. Record storico per le produzioni eolica e fotovoltaica che si attestano rispettivamente a 23,3 TWh e 30,7 TWh (con un incremento complessivo dell’11,1% rispetto al 2022).

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Le rinnovabili

Le fonti rinnovabili di energia, in continuità con gli anni precedenti, nel 2023 hanno trovato ampia diffusione, in Italia, in tutti i settori di utilizzo: elettrico (con le fonti solare ed eolica in progressiva crescita), termico (trainato principalmente dalla diffusione delle pompe di calore) e trasporti (biocarburanti e biometano); la quota dei consumi energetici complessivi coperta da rinnovabili è stimata al 19,8%, in aumento di circa 0,7 punti percentuali rispetto al 2022. Gli investimenti in nuovi impianti sono in aumento arrivando a valori di circa 6,7 miliardi di euro, con ricadute occupazionali che si attestano a oltre 39mila unità di Lavoro per le rinnovabili elettriche e a 37.000 per le rinnovabili termiche.

La domanda di gas

La domanda del gas in Italia nel 2023 è stata complessivamente pari a 61,7 miliardi di metri cubi, in riduzione di 7 miliardi di metri cubi (-10,3%) rispetto all’anno precedente. La riduzione è giustificata dalla persistente stagnazione che ha impatto su tutti i settori economici e produttivi, all’uso limitato del gas per la produzione di energia elettrica, al piano di contenimento dei consumi di gas e alle condizioni climatiche particolarmente miti nel corso del 2023.

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L’efficienza energetica

Per quanto riguarda l’efficienza energetica si evidenzia, per il 2023, una riduzione dei consumi finali di 3,65 Mtep (stime preliminari) Nel 2023, la percentuale di raggiungimento dell’obiettivo di risparmio energetico è risultata pari al 93%, che riflette da un lato un incremento su base annua dei risparmi derivanti dai Certificati bianchi e del Conto termico, a fronte di un rallentamento osservato nei nuovi risparmi energetici generati dagli interventi di riqualificazione edilizia incentivati dai meccanismi di detrazione fiscale. Gli investimenti in efficienza energetica nel 2022 si attestano su 6,6 miliardi di euro mentre le ricadute occupazionali superano le 87 mila Unità di Lavoro. Si registra, tra il 2022 e il 2023, un aumento degli investimenti in efficienza energetica effettuati dalla Pubblica Amministrazione e sostenuti dal meccanismo del Conto Termico che passano da 169 milioni di euro a 327 milioni di euro.

L’andamento dei trasporti

I consumi finali di energia nel settore dei trasporti sono stimati su livelli lievemente superiori a quelli dell’anno precedente (+0,8%). Si registra una contrazione dell’impiego di gas naturale (-6,8%), compensata dalle crescite dei prodotti petroliferi (+0,6%), dell’energia elettrica (+5.6%) e dei biocarburanti (+10,3%). L’incidenza delle fonti energetiche più sostenibili (biocarburanti liquidi, biometano, energia elettrica da rinnovabili) sui consumi complessivi settoriali si attesta intorno al 5,5%.

I consumi delle famiglie

Nel 2023 le famiglie italiane hanno consumato 49.315 Ktep di energia (- 4,3% rispetto al 2022) spendendo 101,6 miliardi di euro (-4,2%). Il 55,8% dell’energia usata è per usi domestici e il restante 44,2% per trasporto privato. L’uso domestico (ridotto, in quantità, dell’8,0% rispetto al 2022) è stato soddisfatto soprattutto con gas naturale (12.959 Ktep), biomasse (6.056 Ktep) e elettricità (5.340 Ktep) per i quali sono stati spesi rispettivamente 22,8 (-17,0%), 3,4 (+8,3%) e 22,6 (+0,6%) miliardi di euro. Per il trasporto in conto proprio (+0,6% in termini fisici), costato alle famiglie circa 47,5 miliardi di euro (+0,5%), sono stati consumati soprattutto gasolio (11.587 Ktep) e benzina (8.141 Ktep), costati rispettivamente 25,0 (-2,5%) e 19,6 (+6,7%) miliardi di euro. Tra il 2022 e il 2023 si registra una diminuzione della spesa energetica totale pari al 4,2%, che porta ad attestarsi su circa 101,6 miliardi di euro (valutazione a prezzi correnti).a

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