Decarbonizzazione

Energia, da oggi entra in vigore il decreto FerX su incentivi e rinnovabili mature: cosa cambia

Destinatari del provvedimento sono gli impianti solari fotovoltaici, eolici, idroelettrici e quelli di trattamento di gas residuati dai processi di depurazione

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Da oggi entra formalmente in vigore il decreto FerX. Il testo del provvedimento, a firma del ministro Gilberto Pichetto Fratin, è stato pubblicato sul sito del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica in seguito al via libera della Corte dei conti. L’8 giugno scorso, infatti, la Commissione europea aveva deciso di non sollevare obiezioni nei confronti della misura, ritenendola compatibile con il mercato interno. Sono numerose le novità contenute nel FerX definitivo, da un contingente massimo di 37,15 GW di nuova capacità rinnovabile ai criteri per accedere agli aiuti.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

L’ambito di applicazione

Il decreto si pone l’obiettivo di sostenere la produzione di energia elettrica di impianti a fonti rinnovabili con costi di generazione vicini alla competitività di mercato «attraverso la definizione di un meccanismo di supporto che ne promuova l’efficacia, l’efficienza e la sostenibilità» tenendo conto degli obiettivi di decarbonizzazione al 2030.

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Potranno accedere al meccanismo di supporto del FerX gli impianti solari fotovoltaici, eolici, idroelettrici e quelli di trattamento di gas residuati dai processi di depurazione. Il decreto dà la possibilità di ricevere aiuti anche a impianti situati in altri paesi Ue o in paesi terzi confinanti con l’Italia con cui l’Unione abbia accordi di libero scambio che esportano fisicamente la loro produzione in Italia.

Il decreto ha applicazione fino al 31 dicembre 2030 e, per gli impianti di potenza uguale o inferiore a 1 MW, fino a sessanta giorni dalla data di raggiungimento di una potenza di 10 GW, se il risultato è ottenuto prima della fine del 2030.

Accesso diretto al supporto

Potranno accedere direttamente al meccanismo di supporto gli impianti di potenza uguale o inferiore a 1 MW che abbiano avviato i lavori dopo l’entrata in vigore del decreto, che siano in possesso dei requisiti prestazionali e di tutela ambientale necessari per rispettare il Do no signficant harm (Dnsh) - principio nato per coniugare crescita economica e tutela dell’ecosistema, garantendo che gli investimenti siano realizzati senza pregiudicare le risorse ambientali - e che si adeguino alle prescrizioni della normativa tecnica in materia di qualità e sicurezza.

È necessaria anche l’iscrizione al portale Gaudi di Terna. Sarà l’Arera a definire, entro 90 giorni dall’entrata in vigore del decreto, i prezzi di aggiudicazione per questi impianti, in proporzione all’onerosità dell’intervento.

Le procedure competitive

Gli impianti rinnovabili di potenza superiore a 1MW, per accedere al supporto, dovranno invece partecipare a delle gare, ma sempre rispettando alcuni requisiti, tra cui il possesso di titolo abilitativo alla costruzione e all’esercizio, inclusi i titoli concessori dove previsti, e il rispetto del principio Dnsh.

Le gare sono pubbliche e sono bandite dal Gestore dei servizi energetici (Gse). Per accedere all’asta, gli impianti devono aver ricevuto una qualifica preliminare dal Gse e aver presentato una manifestazione di interesse. Il Mase rende noto che a breve seguirà la pubblicazione delle regole operative per l’avvio della fase di qualifica preliminare degli impianti che parteciperanno alle prime gare.

Il decreto stabilisce anche che almeno il 30% del contingente massimo approvvigionabile nell’anno in cui viene bandita la gara sia assegnato tenendo conto anche di criteri non di prezzo, in linea con il Net zero industry act europeo. Tra i criteri figurano la condotta responsabile d’impresa in materia di sostenibilità, la capacità di realizzare il progetto in modo completo e nei tempi previsti e il contributo dell’asta alla resilienza in base all’origine dei prodotti finali e dei componenti principali di impianto.

Il contingente a disposizione

Il decreto prevede un contingente massimo di 37,15 GW di nuova capacità rinnovabile suddivisa tra nuovi impianti fotovoltaici, eolici, idroelettrici e di trattamento di gas residuati dai processi di depurazione.

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Dieci di questi sono destinati agli impianti che accedono al sostegno in modo diretto, la restante parte a quelli che vi accedono tramite asta, suddivisi in questo modo: 10 GW per il fotovoltaico, 16,5 per l’eolico, 0,63 per l’idroelettrico e 0,02 per gli impianti di trattamento di gas residuati dai processi di depurazione.

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