Le scorte di distillati di recente sono scese ai minimi dal 2008 nel Nord Europa, nell'hub Amsterdam-Rotterdam-Antwerp (Ara), ma altrove le cose non vanno meglio: a Singapore sono crollate ai minimi da quasi vent'anni, negli Stati Uniti a livelli che addirittura non si vedevano dal 1986, anche se in seguito, complice un indebolimento della domanda, sono un po' risalite.
«A livello globale c'è un deficit di distillati medi di 35-45 milioni di barili al giorno», stima Rabobank. «Questo è un problema strutturale, che durerà per anni»
Covid, quando tutto è cominciato
Le difficoltà sul mercato del diesel non sono cominciate con l'invasione dell'Ucraina e le sanzioni alla Russia, ma con il Covid: molte raffinerie hanno chiuso in modo definitivo nel corso della pandemia, per un totale di 3,5 milioni di barili al giorno di capacità di distillazione. La perdita netta, concentrata soprattutto nei Paesi Ocse, è stata di oltre un milione di barili al giorno, secondo l'Agenzia internazionale dell'energia (Aie). Quando i consumi sono ripartiti, il sistema è entrato in affanno.
L'apertura di nuovi impianti in Asia dovrebbe migliorare la situazione a livello globale, ma bisognerà attendere qualche mese prima che aumenti la disponibilità di prodotti da esportare in Europa, in particolare dal Medio Oriente, dove la mega raffineria di Jizan in Arabia Saudita, in ritardo sulla tabella di marcia, non è ancora a regime e il nuovo impianto Al Zour in Kuwait ha finora spedito un solo carico inaugurale di diesel, il 26 dicembre.
Competizione feroce da febbraio
A febbraio, quando scatterà l'embargo, «la competizione per i barili non russi sarà feroce», prevede l'Aie: «I Paesi Ue dovranno offrire di più per sottrarre ai tradizionali acquirenti carichi dagli Usa, dal Medio Oriente e dall'India». «Alla fine l'aumento della capacità di raffinazione aiuterà ad allentare le tensioni sul diesel – prosegue l'Agenzia – ma fino ad allora se i prezzi salgono troppo potrebbe essere inevitabile un'ulteriore distruzione della domanda per eliminare gli squilibri dal mercato».