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Emergenza cuore, come conoscerla e prevenirla

Il cuore ci parla ogni giorno con segnali che possiamo imparare a interpretare. Prima che sia troppo tardi

da sx, Nicoletta Carbone, giornalista di Radio 24; Mauro Luca Agnifili, cardiologo interventista senior dell’IRCCS Policlinico San Donato; Serenella Castelvecchio, cardiologa responsabile del programma di medicina di genere dell’IRCCS Policlinico San Donato

3' di lettura

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Imparare ad ascoltare il cuore, prima che sia lui a chiedere aiuto. Troppo spesso trascurato, il cuore ci parla ogni giorno con segnali che possiamo imparare a riconoscere. Ne hanno discusso, con un approccio fattuale e divulgativo, la dottoressa Serenella Castelvecchio, Cardiologa, Responsabile del Programma di Medicina di Genere presso l’IRCCS Policlinico San Donato, e il dottor Mauro Luca Agnifili, Cardiologo Interventista Senior dell’Unità di Cardiologia Clinica, Interventistica e di Terapia Intensiva Coronarica dell’IRCCS Policlinico San Donato.

Focus principale del panel: capire cosa significa davvero fare prevenzione, quali abitudini sono “amiche” del nostro cuore e quali, invece, lo mettono in pericolo.

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Poche semplici regole

La partenza è stata quella di condividere le 8 regole per vivere in salute individuate dall’American Heart Associations: curare l’alimentazione, fare attività fisica costante nel tempo, controllare la glicemia (e magari anche l’insulina), controllare il peso, controllare il colesterolo, monitorare la pressione arteriosa, smettere di fumare e, infine, prendersi cura del proprio sonno.

«In particolare la prevenzione metabolica, quindi seguire una buona alimentazione, è il pre-requisito per fare una buona prevenzione cardiovascolare», ha precisato la dottoressa Castelvecchio. «Così come fare attività aerobica fisica costante è fondamentale», ha poi completato il dottor Agnifili.

Il rischio che denunciano i due esperti è infatti quello di eventi acuti (infarti e/o ictus) che si manifestano sempre più in età precoce, rispetto a 15-20 anni fa. Già nella fascia anagrafica 35-50 anni. Le cause? «Stress, modelli di vita poco equilibrati e cattive abitudini alimentari».

L’infarto nelle donne

Con un alert lanciato sulla differenza di genere, perché bisognerebbe sensibilizzare soprattutto le donne a prendersene cura: spesso i sintomi di un infarto femminile sono più sfumati e meno riconoscibili rispetto a quelli maschili, portando a ritardi nella diagnosi e nel trattamento. «Il cuore delle donne è protetto fino alla menopausa, questo è vero», chiarisce Castelvecchio. «Però si dovrebbe comunque arrivare alla menopausa preparate, sapendo che il metabolismo rallenta». Tradotto: «Una visita cardiologica generale va fatta a partire dai 40 anni. E vanno tenuti sotto controllo i fattori di rischio».

Quando il cuore “balla”

Altro aspetto fondamentale da comprendere meglio è quando il cuore perde il “ritmo”. Un argomento, questo, trattato in un altro interessante panel (ma è stato possibile anche effettuare lo screening della pressione arteriosa con esperti del Gruppo San Donato che hanno insegnato a come leggerne i valori).

Cosa significa? Che conseguenze può provocare? Il cuore, infatti, è il nostro metronomo interno. Le aritmie cardiache, ovvero le irregolarità del battito, sono comuni e spesso innocue, ma in alcuni casi possono segnalare condizioni più serie. Lo hanno ben spiegato il Professor Massimo Pierpoli Cardiologo Direttore dell’Unità Operativa di Cardiologia Universitaria Clinica - Perioperatoria e Riabilitazione Cardiorespiratoria all’IRCCS Policlinico San Donato e Docente presso l’Università degli Studi di Milano, e la dottoressa Marianna Volpe, Cardiologa Responsabile dell’Unità di Riabilitazione Cardiologica dell’IRCCS Policlinico San Donato di Milano.

I due specialisti hanno parlato delle cause e dei sintomi delle aritmie, delle differenze tra aritmie e palpitazioni, e di come questi disturbi si manifestino in base al genere e all’età, sempre con l’obiettivo di fornire informazioni chiare e accessibili.

In sostanza «ognuno di noi deve imparare a conoscersi e ad ascoltarsi. Fare una visita semplice con ECG, anche solo per avere indizi su eventuali ulteriori patologie, è sempre una cosa utile da fare», hanno spiegato Pierpoli e Volpe.

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